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Ferrara in primo piano con un “Guantone di speranza”

Per la seconda volta una riunione di boxe è stata portata all’interno della casa circondariale di Ferrara. Il progetto di Massimiliano Duran ha avuto ancora un grande successo, 270 stavolta i detenuti che hanno potuto assistere ad un evento pugilistico unico in Italia
di Maurizio Roveri
C’era l’emozione. C’era la curiosità. C’era il sentimento. C’era - grande, profondo, vivo, intimo, incoraggiante - un messaggio importante di speranza: da una sconfitta ci si può rialzare. E’ così nello sport, dev’essere così anche nella vita.
C’era, intensa, in tutti, la sensazione che quello che stavamo vivendo era un pomeriggio speciale. Da non dimenticare. Per noi spettatori. Per gli addetti ai lavori (i pugili di sei Associazioni Pugilistiche dilettantistiche, e i loro allenatori). Indimenticabile soprattutto per i 270 detenuti della casa circondariale di Ferrara. Dove questo evento si è svolto. 
Sì, la parola “evento” ci sta tutta. Non è una esagerazione. La boxe - con tutti i suoi valori come il rispetto per le regole e per l’avversario, la lealtà, la disciplina, il sacrificio - portata all’interno di un carcere attraverso una appassionante manifestazione. Iniziativa unica in Italia, questa di Ferrara. Ideata due anni fa da Massimiiano e Alessandro Duran, che da pugili sono stati campioni d’Europa e del mondo, per poi dedicare la propria vita all’insegnamento della Noble Art. Sono i figli dell’indimenticato e indimenticabile Carlo Duran, che è stato l’idolo dei ferraresi.
Nel 2015 la boxe portata all’interno del carcere fu una novità assoluta. Era un’iniziativa importante, ma anche una sfida ardita e delicata. Ebbene, fu una sfida vinta. Stavolta la missione era ancor più improba. Si è voluto compiere un ulteriore passo in avanti. Dando l’opportunità ad un numero decisamente maggiore di detenuti di essere presenti al campo sportivo. Massimiliano Duran, che è l’anima organizzativa della Pugilistica Padana Vigor Ferrara, ha lavorato per mesi sulla realizzazione della manifestazione. Con tutta la costanza e la determinazione che caratterizzano il suo modo di pensare e di essere. Trovando nei vertici della casa circondariale di Ferrara (il Direttore Paolo Malato, la Comandante Annalisa Gadaleta e la responsabile giuridico pedagogica Loredana Onofri) un’ampia e bella apertura. E poi la sensibilità del Comune di Ferrara che ha compreso il valore di questo progetto (il Sindaco Tagliani e l’attivissimo Assessore Simone Merli, grande amico della boxe e “vero” amico dello sport). Oltre alla preziosa collaborazione con l’ASI di Romano Becchetti e con il CONI provinciale.
Lo sforzo compiuto è stato notevole. Si pensi anche al lavoro della Polizia Penitenziaria, che ieri ha dovuto fare gli “straordinari”. Però, l’hanno fatto volentieri. Con il sorriso sulle labbra, gentilissimi. Per qualcosa d’importante, di utile, di “unico” in Italia. 
E così una riunione di pugilato è entrata di nuovo nella casa circondariale di Ferrara. Una avvincente Dilettantistica con protagonisti pugili della Padana Ferrara (sul ring, in rappresentanza della Società organizzatrice, sono saliti Raul Surugiu, i gemelli Matteo e Riccardo Stellin, Giacomo Romanelli, Jessica Galizia, Emanuele Venturelli, Daniele Zagatti), pugili della Ravenna Boxe (Francesco Annunziata, Luigi Malecore), pugili della Regis Bologna (Giovanni Misteriosi, Roberto Longhi), della Gio Boxe Cattolica (Luca Cecchini), della Cavarzere Boxe (Riccardo Crepaldi) e del Cuba Boxe Vicenza (Oxana Diulgher).
LA SENSIBILITA’ DI FERRARA - La città di Ferrara ha fatto il bis. Portando avanti un progetto (realizzato la prima volta nel giugno 2015) straordinario per il suo “grande significato etico, civile, morale”, come ha sottolineato il Sindaco di Ferrara, l’avvocato Tiziano Tagliani.
Si può cadere, ma ci si deve rialzare.
Può succedere ad una persona di commettere un grave errore e ovviamente pagarne le conseguenze, ma bisogna saper recuperare la propria vita per costruirsi un futuro.
Ecco, questo è il “messaggio” che una disciplina come la boxe ha voluto ieri trasmettere ai 270 detenuti della Casa circondariale ferrarese ai quali è stato concesso di assistere a questa manifestazione sportiva.
“Un guantone di speranza”. E’ l’etichetta che accompagna questo progetto. Felicissima. Non poteva essere più bella e giusta, la denominazione da dare a questa iniziativa. 
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”, diceva Nelson Mandela, uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo. Mandela (morto nel 2013) fu il primo presidente del Sudafrica del post-apartheid. Premio Nobel per la Pace nel 1993. Da giovane aveva praticato la boxe. Era un pugile tecnico, gli piaceva approfondire l’aspetto della strategia. E diceva: “La boxe significa uguaglianza. Sul ring il colore, l’età e la ricchezza non contano nulla”.
Sono entrati a gruppetti, i detenuti. Nel campo di calcio dove - proprio al centro - era stato montato il ring. Sono entrati un po’ per volta. Sotto il controllo attento - e al tempo stesso discreto e delicato - della Polizia Penitenziaria. Tutto molto bene organizzato. Tutto molto tranquillo. In semplicità, disciplina, buon senso. Ciascun detenuto, arrivando con il proprio sgabello, ha preso posto nel proprio settore. Assegnato in relazione alle diverse tipologie di detenuti. 
Ho visto un’ammirevole compostezza. Si leggeva emozione e curiosità sui loro volti. C’è chi la boxe l’ha vista “dal vivo” per la prima volta, scoprendone la bellezza, la passione, il coinvolgimento emotivo. C’è chi già la conosceva e in questa occasione l’ha apprezzata ancor di più. Tanti applausi ai pugili (che fra le sedici corde hanno dato tutto) e… un’ammirazione particolare per Camelia, la “ring girl”, la ragazza del ring che in maniera elegante e decorosa portava i cartelli annunciando ogni round.
Zagatti Daniele a ferrara carceriZagatti ( maglia blu) contro Crepaldi- Foto Massimo Calabresi
I SETTE MATCH - Intensi, appassionanti. Tutti agonisticamente vibranti, alcuni anche caratterizzati da un livello tecnico decisamente apprezzabile. La rivincita fra i 69 chili Daniele Zagatti (Padana Vigor Ferrara) e Riccardo Crepaldi (Cavarzere Boxe) è stato seguito da tutti con forte partecipazione. E applausi a scena aperta. Era il combattimento più quotato (due pugili della categoria Elite) e non ha tradito le attese. Anzi! Si erano già affrontati, Zagatti e Crepaldi, il 29 luglio in piazza, nel cuore di Loiano. Incontro equilibratissimo. E il verdetto fu di parità. La rivincita, ieri, è stata ancor più spettacolare. Due ragazzi dilettanti che combattono già come pugili professionisti. Pronti, prontissimi per il passaggio al professionismo. E infatti il ferrarese dei fratelli Duran debutterà abbastanza presto nel mondo dei Pro. Ieri ha vinto un match spettacolare, difficile, complesso. Una vittoria ai punti, non con decisione unanime. Due giudici hanno dato la loro preferenza a Zagatti, un altro giudice ha visto meglio Crepaldi. Ci sta. Grande equilibrio anche in questa rivincita. Crepaldi è stato più appariscente, Zagatti più preciso nei colpi. Il veneto più insidioso nel combattimento alla corta distanza (a suo agio nei “corpo a corpo”), il ferrarese più composto e maggiormente efficace nella boxe alla media distanza. E’ vero che il pugile di Cavarzere ha prodotto alcune combinazioni particolarmente spettacolari, ma è anche vero che il ferrarese ha espresso una boxe sostanzialmente più pulita.
Venturelli massimo a Ferara Carceri
Convincente, veramente convincente prestazione di Emanuele Venturelli ( foto Massimo Calabresi ). Il peso massimo loianese della Pugilistica Padana ha prodotto il più bel match del suo inizio di carriera. Ha imposto ritmo e fisicità, attaccando fin dall’inizio il romagnolo Cecchini e portando colpi in quantità (una cinquantina per round) con combinazioni jab sinistro-gancio destro. Un’azione continua, intensa, a tratti anche turbinosa ma alla lunga anche un po’ ripetitiva: per dare maggiore efficacia ai suoi assalti Venturelli avrebbe dovuto usare anche il montante. Lo ha fatto raramente. Comunque, match costantemente nelle mani del peso massimo di Loiano. Tuttavia, bisogna fare i complimenti a Luca Cecchini: assalito, costretto a dover arginare gli attacchi del poderoso avversario, il ragazzo romagnolo ha conosciuto momenti difficili. Il gancio destro di Venturelli entrava spesso nella guardia di Cecchini. Il pugile allenato da Giorgio Campanella, però, ha saputo soffrire, ha retto l’urto con la fisicità e l’intensità di Venturelli, ha resistito, e di tanto in tanto ha trovato anche spazi per buone reazioni. Vittoria netta di Venturelli, ma onore a Cecchini il quale ha ricevuto i complimenti, nel dopo-match, dal suo avversario. “E’ stato l’avversario più coraggioso che ho affrontato - ha detto Emanuele Venturelli - e se il match è stato spettacolare, il merito è anche suo. Bisogna essere in due per dare spettacolo. Questi sono i combattimenti che mi piacciono”. 
Bene i gemelli Stellin. Ventunenni. Entrambi al loro terzo match, entrambi hanno colto la prima sospirata (e meritata) vittoria, entrambi proponendo una apprezzabile boxe di rimessa. Matteo, nella categoria di peso dei 64 chili, ha regolato l’irruenza di Giovanni Misteriosi (Regis Bologna)  un pugile che ha limiti tecnici e però attacca sempre, ha energia da vendere e tira sventoloni che se vanno a segno possono essere pericolosi. Il merito di Matteo Stellin (Padana Ferrara) è di avere spesso mandato a vuoto l’avversario o averne bloccato i colpi. Il gemello Riccardo nei 69 ha sconfitto anch’egli un pugile della Regis, Roberto Longhi. Molto attivo, il bolognese, tanto lodevole impegno, però un tantinello lento e prevedibile, cosicchè Riccardo Stellin lo anticipava con le sue braccia lunghe.
Sembrava diventare un combattimento interessante, quello fra Giacomo Romanelli (Padana) e Luigi Malecore (Ravenna Boxe). Non ha avuto il tempo di entrare nel vivo, peccato. Un infortunio a Malecore (spalla destra) ha fatto sospendere l’incontro alla seconda ripresa. “Sospensione cautelare” decisa dall’arbitro Scorzoni.
L’unico match femminile è stato tra i più appassionanti della riunione. Jessica Galizia (Padana Ferrara) ha vinto, ha vinto abbastanza chiaramente (6+, 5=, 3- e’ il suo record attuale) ma ha dovuto faticare più di quanto lasciasse immaginare il suo brillante inizio quando con il diretto sinistro doppiato aveva afferrato l’iniziativa ed entrava con una certa facilità nella guardia di Oxana Diulgher. La moldava allenata a Vicenza dal cubano Jesus Solano Reyes ha preso le contromisure nel secondo round, costringendo (con l’uso di qualche malizia, spingendo anche) Jessica Galizia ad un combattimento più aspro e dunque meno limpido. Trovatasi a non poter fare la bella boxe in scioltezza mostrata nei primi minuti, la ragazza seguita da Alessandro Duran si è un po’ disunita. Avversaria impegnativa, Oxana Diulgher. Nel luglio corso, a Milano, è arrivata alla finale del “Guanto d’Oro”. Nel round conclusivo Jessica recuperava la sua pulizia tecnica, tornando a boxare bene dalla media distanza e facendo nuovamente scattare il jab sinistro. Orgogliosa la prestazione della Diulgher. 
E ora… spendo molto volentieri due parole per il pugile più giovane. Che è anche quello che tecnicamente mi è piaciuto di più. Lui è Francesco Annunziata, della Ravenna Boxe. Non ha ancora compiuto i 15 anni, bella impostazione, braccia rapide, scelta di tempo e precisione, buon gioco di piedi. Vedi come si muove, come - ancora quattordicenne - tiene il ring e capisci che c’è la “scuola” di Alberto Servidei, pugile fra i migliori che il pugilato italiano abbia espresso sul piano dell’espressione tecnica e tattica negli Anni Novanta e nel primo decennio di questi Anni Duemila. 
ARBITRI OKAY - Buon lavoro da parte di Diego Guida, Sigfrido Annichiarico, Gianluca Scorzoni, Mario Acri. Direzioni arbitrali attente e sicure. E valutazioni corrette - da giudici - per quanto riguarda i verdetti.
A bordo ring, in questo pomeriggio così particolare di pugilato, Giorgio Cavallari è stato il Commissario di riunione e Dragana Skabar segretaria di riunione. Bruno Fabbri il medico. Gli speaker: Gualtiero Becchetti e Marco Carli.
C’è stato un momento particolarmente simpatico ed emozionante. Quando - durante una pausa della manifestazione - una rappresentanza dei detenuti ha ottenuto il permesso di salire sul ring per premiare Massimiliano e Alessandro Duran. Ai due maestri della Pugilistica Padana sono state regalate tre creazioni artigianali realizzate dai detenuti. Raffiguranti un ring, un veliero (con la scritta in basso “Ai fratelli Duran”) e un carretto siciliano.
Ho visto Massimiliano commosso quando ha dovuto fare un discorso su questa riunione e il suo profondo significato. Le parole gli uscivano a fatica. E’ una giornata che “Momo” sentiva in modo speciale. Questa manifestazione è la sua creatura. Dietro, ci sono ore e ore di lavoro, anzi giorni e mesi. Tanta fatica, tantissima costanza. Ne valeva la pena. Lui è il gigante di questo progetto che cresce. E che mette Ferrara in primo piano. Al fianco di Massimiliano e di Alessandro è giusto citare anche Romano Becchetti, Nico Bonazza e altri collaboratori della grande famiglia della Pugilistica Padana.
TANTE AUTORITA’, MA LA FPI NON C’ERA - Oltre al Direttore e alla Comandante della casa circondariale, al Sindaco di Ferrara,Tagliani, e all’assessore allo sport Merli, erano presenti Michele Tortora Prefetto di Ferrara, Antonio Sbordone Questore di Ferrara, il Generale Antonio Conserva comandante del Comando Operazioni Aeree-COA, Laura Trentini comandante della Polizia Municipale, Pietro Di Risio comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Giovanni Lancerin comandante provinciale GdF, Luciana Pareschi presidente del Coni provinciale. E inoltre il "patron" della Spal,  Francesco Calombarini; il presidente della Pallacanestro Ferrara, Bulgarelli. E poi, Riccardo “Ricky” Cervellati che è stato portiere del primo Bologna di Renzo Ulivieri, poi della Spal. E si è mossa anche la RAI per un servizio speciale. 
Insomma, erano in tanti. In tanti hanno capito l’importanza, il significato di questa riunione di boxe dentro la casa circondariale di Ferrara. In tanti hanno ammirato lo sforzo di Massimiiano Duran.
Mancavano i vertici della Federazione Pugilistica Italiana. Non hanno mandato ai Duran neppure un messaggio. Hanno brillato per… assenza e indifferenza. Ma il “vero” pugilato ha dimostrato di saper andare avanti lo stesso…
I RISULTATI
Kg 64: Francesco Annunziata (Ravenna Boxe) batte Raul Surugiu (Padana Ferrara) ai punti.
Kg 64: Matteo Stellin (Padana Ferrara) batte Giovanni Misteriosi (Regis Bologna) ai punti.
Kg 60: Giacomo Romanelli (Padana Ferrara) batte Luigi Malecore (Ravenna Boxe) per “sospensione cautelare” al 2° round.
Kg 69: Riccardo Stellin (Padana Ferrara) batte Roberto Longhi (Regis Bologna) ai punti.
Kg 69 femminile: Jessica Galizia (Padana Ferrara) batte Oxana Diulgher (Cuba Boxe Vicenza) ai punti.
Kg 91: Emanuele Venturelli (Padana Ferrara) batte Luca Cecchini (Gio Boxe Cattolica) ai punti.
Kg 69 Elite: Daniele Zagatti (Padana Ferrara) batte Riccardo Crepaldi (Cavarzere Boxe) ai punti.
 

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