Questo articolo é uno delle frequenti riproposizioni che faccio di cose vecchie. Di cose vecchie, ma troppo spesso ancora attuali, perché evidentemente nulla cambia nello strampalato mondo della boxe italiana. Stavolta ripubblico una riflessione che scrissi due anni fa con il cuore, perché oggi come allora le vicende del ring sono tremendamente avverse a tanti nostri coraggiosi ragazzi che tentano l'avventura tra le sedici corde in ogni angolo d'Europa. Lo dedico a loro, portabandiera di uno sport meraviglioso e crudele come sa essere anche la vita quotidiana. Lo dedico a loro, nella speranza che sappiano scegliere per il meglio, liberi e lontani dalle bugie talvolta pietose (ma più spesso ipocrite), di chi non sa o non vuole capire...
(16 Agosto 2015)-Sono pochissimi vicino a te negli spogliatoi che trasudano sconfitta, perché la sconfitta attira poco e le parole consolatorie le senti lontane e stonate quasi che lo stordimento del ko perdurasse nel tempo. Ti dicono, mentre a testa bassa e con il cuore a pezzi rivivi gli attimi della tua disfatta, che non è successo niente, che tutto è rimasto come prima, che diventerai ancora più forte…
Non crederci, perché chi ti sussurra ciò è proprio il primo a non crederci…
E’ cambiato invece moltissimo sia sul ring che fuori dalle corde; è cambiato moltissimo nelle tue prospettive di pugile e di uomo. Il ponticello incerto sull’abisso che stavi attraversando per avverare i sogni di gloria e di un futuro più roseo per la tua famiglia è crollato dinanzi a te e adesso sei sospeso lassù, incerto se avanzare o retrocedere.
Da domani dovrai trovare la forza, la convinzione, la lucida follia di ricominciare ad attraversare il ponte da solo e chissà se ce la farai. Chissà.
Le parole consolatorie se le sarà già portate via il vento e avrai accanto esclusivamente i tuoi cari, divisi tra chi per troppo amore vorrà sottrarti per sempre al ring e chi invece ti spingerà ad osare a qualsiasi costo.
Ma alla fine sarai solo tu a decidere e ti costerà tormenti immensi.
Si dice che la boxe è una metafora della vita. E’ vero. Com’è vero che tante altre cose sono metafore della quotidiana, meravigliosa e tremenda battaglia d’esistere.
Si cade e non sempre si ha la forza di rialzarsi. Si cade e talvolta invece ci si sente come la mitologica fenice dalle grandi ali che risorge dalle proprie ceneri e riconquista il cielo.
Ma solo tu, nella solitudine dei tuoi pensieri, scoprirai prima o poi se sarai destinato all’addio o pronto a riprendere il volo e non è nemmeno certo, in un caso o nell’altro, che la scelta sarà quella giusta.
La vita è questa, pugile sconfitto. Stringi i denti e battiti sempre tra le corde degli anni a venire. Con i guantoni o a mani nude. Questa l’unica certezza che può donarti il domani.
In quanto pugile, in quanto uomo.




