
Il gigante "incerto " in sole tre stagioni riportò in Italia il prestigioso titolo europeo dei massimi appartenuto ad Erminio Spalla. A Bologna in 65.000 impazzirono per il colosso di Pieve di Cento. Lo vedevano come un atleta scolpito nel marmo, veloce, potente ma………….
Storie labili di persone vere. Nell’ottobre del 1952 esordiva al professionismo Franco Cavicchi . Un peso massimo che in soli tre anni fu capace di dar sognare tutti i tifosi di pugilato italiani. Il 1955 sembra un anno normale, paradossalmente già v&5issuto da poco,tanto i suoi ritmi sono cadenzati,lenti, un tantino fané come una nobile signora cinquantenne.Eppure nell’anno dove l’antesignana delle odierne veline Edy Campagnoli(per i più giovani: la più famosa valletta di Mike Bongiorno)sposava il portierone del Milan Buffon,dove Manuel Fangio infiammava la “mille Miglia”e Fiorenzo Magni vinceva il Giro davanti a Coppi, nessuna città d’Italia fremeva come Bologna.. Si…Bologna, la dotta..la grassa…perdutamente affascinata da una montagna di muscoli chiamata Cavicchi. Francesco(Franco
Per tutti) Cavicchi era nato a Pieve di Cento il 12 Maggio del 1928 ed era cresciuto nella Sempre Avanti.Peso Massimo che evocava magie pugilistiche mondiali con la sua compressione fisica,la sua velocità e la potenza pur senza aver superato ostacoli da brivido era arrivato a guadagnarsi la chance europea grazie soprattutto allo sforzo economico ed alla bravura di un bravo organizzatore che si chiamava Renato Torri.La corte dei massimi mondiali viveva sull’eco delle ultime imprese di Rocky Marciano,in Europa il “volonteroso “ tedesco Heinz Neuhaus primeggiava da due anni. La Bologna sportiva si sentiva in diritto di riportare attraverso i pugni del suo campione la corona Europea dei pesi massimi fino allora”guadagnata”solo da Erminio Spalla quasi 25 anni prima.Fu così che si scatenò una autentica frenesia collettiva finalizzata all’acquisto del biglietto. Nel suo ufficio in Via Ugo Bassi Torri fu oggetto di un autentico assalto ( i prezzi erano Lire 16.000 poltronissime,12.000 1°settore,600 2°settore,4000 3°settore)ed alla fine lo Stadio Comunale contava 65.000 presenze!Come spesso succede l’anteprima fu più emozionante della pièce.

Cavicchi arrivava al match “carriera” con 38 combattimenti nel palmares(1 sconfitta)e la cintura di campione d’Italia Neuhaus con 41 matches e due sole sconfitte una delle quali con il fuoriclasse cubano Nino Valdez.Il match fu più fisico che tecnico.Cavicchi doppiava molto spesso i colpi ed al terzo round diede anche un saggio delle sue qualità tecniche non disprezzabili, ,Neuhaus fu coraggioso battagliero ma arrivava spesso dopo i colpi dell’italiano.Nel sesto round dopo un acceso corpo a corpo fu ancora Cavicchi ad uscirne vincente ed all’ottavo round il match risultò chiaramente suo perché Neuhaus aveva più poco da spendere.Nelle riprese successive Cavicchi controllò in bello stile e dopo la quindicesima tornata risultò netto vincitore.
Alla fine,fiori,flash abbracci, complimenti perfino dal più grande manager del momento il grande Jack Salomons che era a bordo ring. Bologna dormì felice quella sera. Poi la storia di Cavicchi evaporo pian piano sottile come la nostalgia.. Andò a perdere dallo stesso Neuhaus a Dortmund senza titolo in palio ma si rifece nella “bella” a Bologna nel 56.Ma il 30 Settembre di quell’anno il gigante nordico Ingemar Johanson futuro vincitore di Patterson mandò all’aria i sogni di Bologna e di Cavicchi. Dopo il 56 per Cavicchi sotto le due Torri rimase l’illusione di una ripresa e tante speranze che il buon Franco chiuse nel 1963 con l’ultimo match.Ma quella fantastica sera dello Stadio Comunale a Bologna in centinaia la ricordano ancora come fosse ieri.



