Aria di K.O. al Barclays Center
La riunione di New York di sabato sera prevede altri due incontri degni di nota più un nutrito sottoclou di incontri minori. Verrà anche assegnato il titolo della sigla IBF dei pesi superleggeri fra il kazako Sergey Lipinets e il giapponese Akihiro Kondo(foto sopra a dx). Lipinets, 28 anni, è classificato al numero 2 della classifica del Transnational Boxing Rankings Board laddove Kondo non figura e difatti il kazako è il netto favorito di questo match. Ottimo dilettante e campione anche di full contact, Lipinets ha soli 12 match da professionista e vive in California da tempo. E' un pugile veloce che picchia molto duro e che ha battuto buoni pugili come Leonardo Zappavigna e Clarence Booth, entrambi prima del limite. Kondo, 32enne, è una scelta discutibile ma, si sa, i meccanismi delle famigerate sigle non tengono conto di una credibilità che neppure loro hanno. Il giapponese non è nuovo alla sconfitta e non ha mai battuto pugili di prima fascia. Certamente Kondo darà tutto come i giapponesi sono abituati a fare ma Lipinets dovrebbe vincere e sarà interessante vedere se lo farà prima del limite contro un avversario che viceversa non ha mai perso, appunto, prima del limite.
Non è necessario che servano due campioni per dare spettacolo sul ring ed è quanto si spera dall'accoppiata dei pesi massimi statunitensi Dominic Breazeale ed Eric Molina( foto sotto ). Si tratta di due pugili dai chiari limiti, che hanno perso prima del limite contro Joshua (entrambi) e Wilder (Molina) ma lo hanno fatto dimostrando molto coraggio, dote che come è noto non basta ma è comunque apprezzabile. Breazeale è un 32enne californiano giunto tardi alla boxe dopo avere provato con il football americano. E' alto più di 2 metri ed ha la mano pesante ma non è nè velocissimo nè un incassatore. Molina ha 35 anni ed è più "piccolino", viene dal Texas ed ha una vittoria di prestigio sul polacco Adamek ottenuta quando questi era già in netto declino. Contro Wilder ha combattuto molto bene ma anche lui non ha nella tenuta la qualità migliore. Si tratta insomma di due pugili già delusi da prospettive di carriera limitate, apparsi sul grande palcoscenico per la paurosa penuria di pesi massimi statunitensi, però chi perde sarà definitivamente fuori gioco ed entrambi lo sanno. Difficile che il match finisca ai punti.





