
In un comunicato postato sul sito ufficiale, la Fpi ci informa di avere dato mandato ad Andrea Locatelli “di predisporre un importante progetto di marketing, le cui linee generali sono state condivise di comune accordo tra la FPI e lo stesso Locatelli, per il rilancio del pugilato professionistico sulle più importanti emittenti televisive nazionali.” (in coda il testo integrale e il successivo comunicato di Andrea Locatelli)
«Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima».
Il Gattopardo non ha età, è sempre di moda.
Nella campagna elettorale per la presidenza della Fpi sembrava che Vittorio Lai e Andrea Locatelli fossero dai lati opposti del panorama pugilistico italiano. A nove mesi dalle elezioni li troviamo a lavorare assieme.
In un’intervista concessa a Stefano Buttafuoco (attuale responsabile della comunicazione e dei rapporti con i media della federazione) e pubblicata da ilmessaggero.it il candidato Lai a gennaio di quest’anno definiva con nomi e cognomi la squadra per il rilancio del professionismo.
“Dateci tempo e vedrete che qualcosa cambierà grazie all’impegno di una squadra in cui credo in modo convinto. Mi riferisco al Vice Presidente onorario Flavio D’ambrosi, al Vice Presidente Enrico Apa responsabile della Commissione dei professionisti ed al nuovo staff della Comunicazione e Marketing. La boxe italiana non è morta, basta solo riuscire a dargli un pò di meritata visibilità”.
In un’altra intervista concessa un mese dopo a losport24, il dirigente sardo alla domanda: Cosa vorrebbe cambiare del mondo pro? rispondeva: “Oggi, grazie alla responsabile decisione dell’AIBA, di riconsegnare il professionismo alla organizzazione federale, possiamo riprendere una collaborazione con i promoter, che con la lega Pro hanno toccato il punto più basso.”
Tralasciamo per carità di patria la definizione “grazie alla responsabile decisione dell’Aiba” e andiamo oltre.
La Lega Pro, a detta di Lai, è stata dunque il punto più basso del professionismo. Ma quella Lega, presieduta da Carlo Nori (che in una lunga lettera in risposta all’accusa ha portato cifre e fatti per smentire l’affermazione), aveva proprio in Andrea Locatelli una delle menti strategiche. Quindi, su cosa poggia questo ribaltamento di valutazioni?
Se la Lega era un fallimento, perché oggi Locatelli dovrebbe essere nella mente di Lai una risorsa?

La squadra che avrebbe dovuto rilanciare il professionismo non prevedeva Locatelli, ma Apa, D’Ambrosi e il nuovo staff Comunicazione e Marketing (sopra uno stralcio della notizia sul sito federale con foto, da sinistra: il consigliere Baldantoni, il vice presidente Apa, Locatelli, il presidente Lai, il vice presidente D’Ambrosi e il consigliere Ranno tutti abbracciati e sorridenti). Quindi, cosa è andato così male nell’operato di quella squadra da inglobare dopo soli nove mesi un esterno che in un recente passato era stato indicato come il nemico?
L’accordo con Sportitalia è stato definito strategico al punto da far dire al presidente Lai: “È un primo passo importante in avanti che la FPI compie per dare maggior visibilità al pugilato tricolore. Il Pugilato torna in TV con un'ordinata programmazione e con precisi appuntamenti che daranno modo agli appassionati di seguirli senza nè problemi nè intoppi di palinsesto. Per rendere più appetibili gli eventi abbiamo strutturato un'offerta che comprenda la contemporaneità dei Pro e delle riunioni AOB/WSB. Questo primo step è stato raggiunto grazie alla stretta sinergia con SportItalia, che è ormai uno dei più importanti canali sportivi del panorama TV italiano.”
E allora perché ricorrere a un elemento non facente parte della struttura per “il rilancio del pugilato professionistico sulle più importanti emittenti televisive nazionali”?
L’obiettivo, a sentire il presidente e i suoi collaboratori, era già stato raggiunto, soprattutto dopo gli esaltanti risultati di audience delle trasmissioni pugilistiche su SportItalia.
Locatelli ha più volte espresso la sua posizione riguardo le strategie politiche federali, in un’intervista con losport24 a inizio anno ha detto: “Sento parlare di una rinnovata sensibilità rispetto al tema del pugilato professionistico in Italia da parte di coloro che nulla hanno fatto per aiutarlo. Ho detto a più riprese che ciò che mi risultava insopportabile era questo atteggiamento sempre e soltanto giudicante a posteriori. Mai un approccio più costruttivo rispetto ad una fase che indiscutibilmente produce un impatto così significativo sulla nostra immagine, sulla nostra credibilità, sul nostro destino come quello che può produrre l’attività professionistica. Non è accettabile che per troppi anni la Federazione, grazie al suo atteggiamento abbia solo subito le conseguenze di non aver individuato, perchè mai cercate, soluzioni adeguate. Il professionismo va rifondato.“
Insomma le visioni erano agli antipodi (senza addentrarci nel discorso del dilettantismo, nella scelta del nuovo ct: Lai per un coach cubano, Locatelli inorridito davanti alla prospettiva…), non c’era convergenza di opinioni su alcun punto del programma elettorale.
Adesso lavoreranno assieme.
Noi siamo osservatori della realtà quotidiana, aspettiamo dunque di vedere come evolveranno i fatti prima di esprimere un giudizio sulla vicenda. Vi preghiamo solo di non farci ascoltare proclami da missionari, da innamorati a caccia di utopie. Fatelo e basta. Se la boxe ci guadagnerà, saremo tutti felici e ve ne renderemo merito.
La speranza è che per una volta il Gattopardo venga smentito e che «Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima», si trasformi in “Tutto deve cambiare perché il pugilato professionistico torni a contare qualcosa”…
COMUNICATO FPI (5 novembre)
Si è svolta presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Federazioni a Roma una sessione di lavoro sulle prospettive del Settore Pro. Il Presidente Vittorio Lai con i Vice Presidenti Flavio D’Ambrosi e Enrico Apa e dei consiglieri Giancarlo Ranno, Sergio Rosa, Fabrizio Baldantoni e Biagio Zurlo hanno dapprima incontrato tutte le Società Orgaizzatrici Pro e successivamente Andrea Locatelli al quale hanno conferito il mandato di predisporre un importante progetto di marketing, le cui linee generali sono state condivise di comune accordo tra la FPI e lo stesso Locatelli, per il rilancio del pugilato professionistico sulle più importanti emittenti televisive nazionali e per il quale la federazione si impegnerà ad individuare le necessarie risorse economiche.
COMUNICATO LOCATELLI (7 novembre)
Finalmente adesso si può!!!
Dopo oltre otto mesi ed una serie di incontri e di approfondimenti , è con soddisfazione che ho potuto verificare la concreta possibilità di essere alla vigilia di una nuova fase che possa aiutare il pugilato italiano a superare le grandi difficoltà che da tempo lo accompagnano.
Come credo sia noto a tutti, l’attuale dirigenza mi volle significare fin dal giorno stesso del proprio insediamento il desiderio di individuare forme di collaborazione al fine di poter tutti insieme affrontare le sfide di questo quadriennio.
Temevo fossero frasi di circostanza ma nel corso del nostro ultimo incontro, lo scorso venerdì a Roma, ho potuto verificare la condivisione e la conseguente adesione ad un progetto che ho a più riprese proposto affinandone i contenuti e che mira alla riqualificazione del Pugilato Pro in Italia.
Infatti è solo attraverso una condivisione di questo piano d’azione, che reputo prioritario per il bene di tutto il movimento, che mi sono reso fin da subito disponibile a collaborare con l’attuale dirigenza FPI nel forte convincimento che assumere una posizione più comoda di semplice spettatore sarebbe stato in contrasto con le motivazioni che mi avevano spinto a candidarmi alla presidenza della FPI.
Come ho più volte detto, il tempo del confronto elettorale e delle prese di posizione che rischiano di spaccare la famiglia del pugilato italiano deve essere lasciato alle spalle.
Certo che non è solo la condivisione di un progetto ma anche una tangibile dimostrazione della necessità di unire le forze anche attraverso il coinvolgimento operativo di coloro che hanno sostenuto un altro candidato nella corsa elettorale dello scorso febbraio.
Non divisione ma unione di intenti pur nella diversità di vedute.
Ho chiesto di promuovere una nuova fase che sia all’insegna dell’apertura e del confronto promuovendo comportamenti “inclusivi” e non esclusivi.
Sono certo che in questi tre mesi durante i quali dovremo cercare di avverare le condizioni che supportano il progetto, si creino le condizioni di unione di cui sopra.
Andrea Locatelli



