
E’ di Baja California il giovane peso welter messicano Carlos “Chema” Ocampo. Probabilmente vale la pena annotarsi questo nome. Diventato professionista nel 2012, quando aveva appena 16 anni, il pugile con i tratti somatici di un ragazzino indio che dimostra persino meno anni dei pochi che ha, sta facendo sognare le folte schiere di appassionati e intenditori dell’ambiente pugilistico messicano, uno dei più prestigiosi e ricco di talenti nella storia del boxing mondiale.
Ventuno i combattimenti sino ad oggi sostenuti da “Chema” (Maglietta), nuovo gioiello della Zanfrey Promociones, tutti vinti (12 per ko) e contro avversari di livello assolutamente impensabile, almeno alle nostre latitudini, per un atleta tanto giovane. Uriel Gonzales, Johnny Navarrete, “Maromerito” Paez, Charlie Navarro, Ramsès Agaton, Alvaro Robles, Daniel Echevarria e altri ancora, sarebbero rivali inconcepibili per un fighter europeo e italiano specialmente, almeno ad un’età come quella di Ocampo. Egli invece non solo li ha affrontati, ma li ha battuti alla grande e di frequenza per ko. Non è una novità che il “boxeo” atzeca produce talenti precoci con una certa regolarità, però corre insistentemente voce che Carlos Ocampo sia davvero “speciale”. Diventerà il campionissimo che i “fanaticos” pronosticano? Quien sabe?
Sabato a notte, a Chihuahua, arriverà una risposta non definitiva ma sicuramente importante, perchè affronterà sul ring del “Gimnasio ¨Rodrigo M. Quevedo¨ un avversario di sicuro valore. In effetti, il rivale c’era già e con i “controfiocchi”, il russo imbattuto Konstantin Ponomarev (32-0-0; 13 ko). Però, come un fulmine a ciel sereno, questi ha rinunciato alla chance di semifinale al Mondiale Ibf della categoria, adducendo diversi problemi. Il clan di “Chema” Ocampo non ha dubbi: ha avuto paura di affrontare il lorro pupillo in Messico. Forse è vero; forse non é vero. Ma é certo che dopo ben quattro mesi di allenamento per incontrare il pugile dell’Est, ora il messicano è a dir poco infuriato.
Da un momento all’altro si attende l’ufficializzazione di un sostituto all’altezza di Ponomarev e la rabbia agonistica di Ocampo avrà un nome e un volto su cui sfogarsi.



