Organizza la Regis Bologna. Nove combattimenti fra pugili dilettanti in programma. Appassionante sfida fra i sedicenni Leonardo Kupper Tozzi (Regis Bologna) e Samuel Laila (Boxing Club Firenze) che arriva in Romagna con 18 match vinti e 1 sola sconfitta.
di Maurizio Roveri

Sarà una serata gonfia di emozione, nella Palestra Comunale di Granarolo Faentino. Come ogni anno questa frazione del Comune di Faenza ricorda con un evento pugilistico il “suo” Bruno Ravaglia, l’indimentibile “E Gag”, il biondo. Il destino vuole che questa settima edizione del Memorial dedicata al grande Maestro romagnolo càpiti proprio il giorno dopo la morte di Maurizio Zennoni, altro grande Maestro della boxe italiana, uomo-simbolo della Boxe Parma, un guerriero nella vita, un profeta del ring.
Ed è come se le vite, le storie, le vicende, l’attività, la passione, la generosità di questi due “uomini di pugilato” si accostassero, si accomunassero, si accompagnassero. Bruno e Maurizio, tutta una vita dedicata alla Noble Art.
Maurizio Zennoni ha combattuto fino all’ultimo, fino a ieri, contro una logorante malattia. Proprio come Bruno Ravaglia, una lunga malattia ce lo portò via circa sedici anni fa.
Questa sera Granarolo Faentino ricordando il suo “E Gag” (il Gagio) renderà omaggio anche ad un altro personaggio che ha allenato diversi Campioni e che, soprattutto, ha insegnato a tanti ragazzi valori come il rispetto, la disciplina, il sacrificio, la fatica, la lealtà, la dignità. Che sono i valori della boxe.
E’ gente così la colonna portante del pugilato, gente come Bruno Ravaglia di Granarolo Faentino e Maurizio Zennoni che dall’alta Val Parma scese giovanissimo nella città ducale. Avevano una missione. E l’hanno portata avanti, ciascuno nel proprio periodo. E l’hanno fatto nel migliore dei modi.
Bruno Ravaglia ci lasciò all’inizio del Duemila. Dopo oltre trent’anni di appassionato insegnamento nella palestra della Boxe Faenza. Prima, prima di diventare un Maestro, Bruno “Il Gagio”, è stato un ottimo pugile in anni ruggenti dove i pugili erano tanti e forti, e la concorrenza spietata, e già diventare campione d’Italia (sia a livello dilettantistico sia nel Professionismo) era un’impresa. In quei tempi, quando poteva succedere che un pugile professionista salisse sul ring ogni quindici giorni, Bruno Ravaglia si è fatto onore.
Lo si capì presto che aveva qualcosa di speciale. E che avrebbe fatto strada. Era un ragazzo quando - boxando per la Pugilistica Enal Lugo - diventò campione d’Italia della categoria Novizi. Nei pesi gallo. Nei primi Anni ’50 Ravenna, rinforzandosi anche con tre pugili di Lugo tra i quali appunto Ravaglia, compose una squadra decisamente competitiva che girava l’Italia e si faceva rispettare e apprezzare. Di quel solido gruppo di valorosi ragazzi romagnoli facevano parte i ravennati Casemurate, Morini, Montanari, Sanzani, Gordini e i tre dell’Enal Lugo: Mancini, Cipriani, Ravaglia.
Nel febbraio 1955 Bruno Ravaglia vince il titolo di campione Regionale dei pesi leggeri ai Campionati Emiliani. Ma il grande evento di quel 1955 è rappresentato dai campionati Europei. A Berlino. Ebbene, il mancino Ravaglia è in maglia azzurra. Rappresenta l’Italia nella principale competizione europea. Addirittura è fra i punti di forza della Nazionale, assieme a Burruni e a Bozzano. Il pugile romagnolo vince i primi due match. Duri. Autentiche battaglie. Quando torna sul ring per il terzo incontro, Ravaglia combatte ancora con grande coraggio, e domina la sfida contro il polacco Grogoz. Vince tre round. Ma… il verdetto viene misteriosamente (?) assegnato al polacco. Proteste vibranti della nostra delegazione, i tecnici Klaus e Rea minacciano di ritirare la squadra e sono quasi sul punto di farlo, l’Italia alza la voce, però il verdetto non cambia. Bruno Ravaglia resta derubato.
1956: Ravaglia vince i campionati Regionali nella categoria di peso dei welter leggeri.
E il 21 settembre 1957 il pugile di Granarolo Faentino si toglie la maglietta e debutta da Professionista. Alle spalle ha un’importante carriera dilettantistica, sviluppatasi attraverso ben 132 match, con 120 vittorie, 4 pari e appena 8 sconfitte (fra le quali il “furto” di Berlino).
Bruno Ravaglia si tuffa dunque in una nuova avventura. Comincia forte. Con 24 match da professionista, e tante vittorie per KO. Il 27 settembre 1958 “E Gag” sfida Mario Vecchiatto per il titolo italiano dei pesi leggeri. Il combattimento si disputa a Lugo. Quel giorno Granarolo Faentino è vuota. Tutto il paese si… trasferisce all’Arena Rossini di Lugo per l’Evento. Tutti a tifare per il loro idolo.
Vecchiatto è sicuro di sè. E’ il campione in carica, viene da un match pareggiato (sulla distanza dei 15 round) con Duilio Loi. Per il titolo Europeo. E non immagina..,. quanto Ravaglia saprà impegnarlo e farlo soffrire! “E Gag” è determinato, concentratissimo. E’ la grande occasione. Mette sul piatto della bilancia il suo temperamento, le sue motivazioni, il suo cazzotto (che già tanti avversari ha steso). Al gong del primo round il pugile romagnolo parte con bella intensità. interpreta il match in maniera giusta. Dinamico, sempre in movimento, tiene la distanza, è rapido, boxa d’anticipo e poi si porta fuori dalle traiettorie dei colpi di Vecchiatto. Il campione in carica per 6 riprese non riesce a prendere le misure a Ravaglia.
Vecchiatto ad un certo punto sente che il titolo sta scivolandogli via dalle mani. Avverte il pericolo. Ha un sussulto d’orgoglio, attacca con maggiore aggressività, riesce a trovare la corta distanza (suo preferito terreno di battaglia), colpisce al corpo. Con il passare dei round i colpi al fegato da parte del campione riducono la mobilità di Ravaglia. Al termine di dodici riprese intensissisime, i giudici decidono per un verdetto di parità. Vecchiatto salva il titolo. E Ravaglia resta a mani vuote.
“Il Gagio” di Granarolo Faentino ritenterà qualche anno dopo l’assalto al titolo tricolore. Il 20 maggio 1961 a Cantù. Ma sul trono italiano in quel momento c’è Giordano Campari (già 51 vittorie alle spalle). Per Bruno Ravaglia non c’è niente da fare. Stavolta perde prima del limite. Chiuderà poi la carriera professionistica con una vittoria ai punti.
L’insegnamento. Conclusa l’attività agonistica, Bruno Ravaglia ha messo a disposizione della boxe tutta la sua passione. E il profondo amore e rispetto per questo sport. Nella palestra della Boxe Faenza ha insegnato la tecnica del pugilato a tantissimi ragazzi, soprattutto trasmettendo in loro i valori della Noble Art. E lo ha sempre fatto con stile. Con quel modo cortese che tutti gli abbiamo apprezzato.
Ha forgiato pugili di valore, come ad esempio Daniele Laghi. Faentino di Reda, mancino come il suo maestro, Laghi è stato un pugile solido (fisicamente e mentalmente), concreto, dotato di buon senso tattico e di un sinistro decisamente pungente. Peso massimo dal fisico possente, ha scelto presto la strada del professionismo dopo un’attività dilettantistica senza sconfitte. Ventidue match, tutti vinti. Da Pro, Laghi rimane imbattuto dal giorno del debutto (28 ottobre 1977 fino all’8 maggio 1981). Una ferita lo costringe a fermarsi nel corso del match con Helmut Owessle. Poi a dicembre tiene testa ad un “grande” come Domenico Adinolfi, esperto e smaliziato, al quale cede ai punti in 12 round per i titolo italiano della massima categoria di peso. Però la conquista del “Tricolore” è soltanto rinviata di di una decina di mesi. Il 29 ottobre 1982 sconfigge Guido Trane, a casa sua, a Brindisi, per ko al settimo round. Sale finalmente sul tetto d’Italia. Titolo che conserva respingendo nel 1983 gli assalti di Cassanelli e di Pellizzari. prima di lasciarlo nelle mani abili di Angelo Rottoli, il 4 novembre dell’83. Laghi ha chiuso la carriera con 15 vittorie, 1 pari, soltanto 3 sconfitte. Avesse avuto alle spalle una Organizzazione capace di portarlo a battersi con l’allora campione Rodriguez, sarebbe potuto diventare campione d’Europa. Sicuramente il peso massimo faentino è stato il pugile più importante cresciuto da Bruno Ravaglia. Tuttavia il Maestro della Boxe Faenza ha lavorato molto bene anche con Alvaro Scarpelli che da dilettante è stato campione italiano dei pesi medi e da professionista ha avuto una carriera da 12 vittorie, 1 pari e 2 sconfitte. Suoi validi pugili sono stati anche Marco Cavina, campione italiano Novizi dei pesi massimi, e Piermarino Pagani. Inoltre, il grande Valerio Nati si è allenato con Ravaglia nella prima parte della carriera. Nati è poi diventato campione del mondo WBO dei supergallo.
NOVE COMBATTIMENTI - Nove i combattimenti in programma stasera in questa settima edizione del Memorial Bruno Ravaglia. Inizio ore 20. Organizza, come sempre, con sensibilità la Pugilistica Regis Bologna. Moreno Barbi, Maestro e organizzatore della Regis, propone un programma sostanzioso e interessante.
Ci sono sfide che si annunciano particolarmente intense e vibranti. Ad esempio la riedizione del confronto fra il diciottenne Simone Bencivenga, superwelter della Regis, e il trentanovenne Matteo Paccapelo che è il Maestro della Bononia Boxe. Si sono già incontrati, a settembre, e ne uscì un verdetto di parità dopo un combattimento appassionante e dalla apprezzabile espressione tecnica. Bencivenga pur essendo così giovane ha già all’attivo 19 match: 7 vinti, 2 pareggiati, 10 persi. E’ un ragazzo in crescita. Paccapelo porta sul ring tanta esperienza e la tecnica che insegna ai suoi allievi nella palestra bolognese di via di Corticella. Paccapelo ha sostenuto 14 match (aveva smesso nel 2010 per dedicarsi esclusivamente all’insegnamento, nell’aprile dell’anno scorso ha ripreso a salire sul ring), 5 vittorie, 5 pareggi, 4 sconfitte.
Tutta da vedere anche la sfida fra i sedicenni Leonardo Kupper Tozzi (Regis Bologna, 10 match vinti e 9 persi) e Samuel Lalia, del Boxing Club Firenze, un ragazzo che porta sul ring di Granarolo Faentino un record di 19 match, 18 vittorie e 1 sconfitta.
Raman Pintselin, ottimo superwelter diciottenne della Ravenna Boxe (12 vittorie, 5 par, 6 sconfitte) incrocerà i guantoni con Valerio Gega (Pugilistica Scaligera) anch’egli diciottenne e già 42 incontri alle spalle: 11 vinti, 9 pareggiati, 22 persi.
IL PROGRAMMA
Categoria School Boy, kg 52: Gianluca Saracco (Boxe Station Crevalcore) contro Nicolò Castellacci (Boxe Rodigina).
Senior, kg 60: Stefano Lo Giudice (Ravenna Boxe) contro Mauro Fabbri (Boxe Faenza).
Senior, 81 chili: Salvatore Bocchetti (Boxe Station) contro Alassane Beh Traore (Boxe Rodigina).
Senior, kg 64: Andreii Pitera (Pugilistica Regis Bologna) contro Riccardo Fazioli (Bononia Boxe Bologna).
Senior, kg 64: Simone Renna (Ravenna Boxe) contro Ashraf Chouikh (Bononia Boxe).
Senior, kg 81: Marco Romano (Regis) contro Ludovico Sintoni (Boxe Gordini Ravenna).
Senior, kg 69: Raman Pintselin (Ravenna Boxe) contro Valerio Gega (Pugilistica Scaligera).
Senior, kg 75: Simone Bencivenga (Regis) controMatteo Paccapelo (Bononia Boxe).
Junior, kg 70: Leonardo Kupper Tozzi (Regis) contro Samuel Lalia (Boxing Club Firenze).



