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Gamboa vs Sosa: un gran match voluto dal caso

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 di Carlo Tartaglia

Questa notte al Madison Square Garden di New York, Yuriorkis Gamboa e Jason Sosa si affronteranno nel sottoclou di Kovalev vs Shabranskyy.

Il cubano e l’americano di origini portoricane combatteranno nei superpiuma sulla distanza delle 10 riprese in un match imprevedibile ed affascinante.

IL MATCH VOLUTO DAL CASO

Questo incontro non era nei programmi: inizialmente, Jason Sosa avrebbe dovuto affrontare Robinson Castellanos, vincitore dello stesso Gamboa a inizio 2017. Quando qualche settimana fa Castellanos si è dovuto tirare fuori a causa di un infortunio alla schiena, Gamboa ha accettato prontamente di sostituirlo. Dal punto di vista dello spettacolo e della qualità del confronto, questo cambio di programma è certamente un bene.

L’ULTIMA SPIAGGIA

E’ stato un grande pugile Yuriorkis Gamboa (27-2 17 KO), “El Ciclon de Guantanamo”, oro olimpico e due volte campione mondiale dei piuma da professionista. Ma soprattutto è stato emozionante, con la sua boxe istintiva, fatta di genio e sregolatezza, di rapidità accecante e riflessi felini. La domanda è però se a 35 anni il cubano è ancora quel pugile, mentalmente e fisicamente. Tutto fa pensare di no. E’ ormai da diverso tempo che El Ciclon non brilla come una volta, appare vulnerabile difensivamente e meno incisivo in attacco. E’ la maledizione di quei pochi eletti che hanno talmente tanto talento che dimenticano di affinare i fondamentali. Se fino a qualche anno fa Gamboa era così veloce ed esplosivo da vincere nonostante le sue pecche, oggi che il suo talento si è attenuato e l’energia in corpo è diminuita, le lacune tecniche del cubano vengono fuori e lo espongono inevitabilmente ai colpi.

Dopo la sconfitta-shock con Castellanos e un’altra performance non eccezionale, per Gamboa questa è l’ultima spiaggia, l’ultimo match su HBO, l’ultima occasione per tornare in alto. Non può sbagliare.

UNA VITTORIA PER PORTO RICO

E’ americano Jason Sosa (20-2-4, 15 KO) ma ha origini portoricane, nell’isola caraibica vive e ha un’attività, sui pantaloncini ne porta la bandiera quando combatte. “L’uragano Maria ha distrutto Porto Rico”, ha detto Jason – “vedere tutta la devastazione che la mia gente sta affrontando mi spezza il cuore. Quell’isola mi riempie di affetto, voglio tornare campione per dare a Porto Rico un motivo di orgoglio”. Motivazioni forti dunque per ‘El Canito’, 29enne superpiuma che nel record ha 2 sconfitte e 4 pari ma che da ognuno di questi incontri ha imparato qualcosa. Tra gli avversari affrontati Stephen Smith, Javier Fortuna, Nicholas Walters e Vasyl Lomachenko. Gente tosta, rivali veri che accrescono l’esperienza di un ragazzo forte e tenace come Sosa.

VINCERE

E’ il logico imperativo per entrambi i combattenti che portando a casa la W si lancerebbero verso una sfida per il titolo. Sosa viene dalla sconfitta più dura della sua carriera contro il fenomeno Lomachenko, Gamboa si è rialzato con una vittoria di poco valore dopo la sconfitta di maggio contro il modesto, già citato Castellanos. Vincerà chi avrà di più nel serbatoio, con Sosa che proporrà quasi certamente un match di pressione e Gamboa che alternerà come ha sempre fatto pugilato ‘da fuori’ e azione toe-to-toe al centro del ring.

Jason Sosa ha la tenacia e la mascella per incassare i colpi del cubano e il tempismo e le mani pesanti per sfruttarne la guardia troppo spesso bassa. Ecco perché per noi sarà El Canito ad imporsi. Vincerà altresì Gamboa se per una notte ancora riuscirà a riportare indietro il tempo, la brillantezza, la magia pugilistica dei suoi giorni migliori che noi crediamo però essere ormai alle sue spalle.  

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