
Cinque ori.
Nitu (48 kg), Jyoti Singh (51 kg), Sakshi Chondhany (54 kg), Shashi Chopra (57 kg) e Ankishita Boro (64 kg).
L'India è senza alcun dubbio la trionfatrice dei Mondiali femminili Youth disputati in casa, al Nabir Chondra Indoor Stadium di Guawhati.
All'angolo delle ragazze c'era un italiano: Raffaele “Lello" Bergamasco, coach della nazionale azzurra femminile dal 2001 al 2007, passato poi alla maschile con cui ha chiuso (per scelta della Federazione) dopo la deludente Olimpiade di Rio 2016.
Un mese di ritiro a Bhopal per capire quali fossero le forze a disposizione, poi la scelta.
Da fine luglio Bergamasco è diventato il primo allenatore straniero dell'India.
Sul piano tecnico tattico non ha dubbi, i problemi per ora arrivano dalla comunicazione.
Il coach di Torre Annunziata sta studiando inglese e Hindi, ma gli serve tempo.
Per ora si fa aiutare da una doppia traduzione italiano-inglese o inglese-italiano.
Sembra funzioni. Quando ha fretta si affida a un ritrovato della tecnologia, un telefono in cui comunica le istruzioni in italiano e il meccanismo all'interno dell'apparecchio le traduce direttamente in inglese.
L'allenatore della squadra senior femminile Santiago Nieva è entusiasta del risultato, come lo è il capo tecnico Bhaskar Bhatt che alla vigilia dei Mondiali era stato molto prudente nei pronostici.
Cinque ori all'esordio, Raffaele Bergamasco ha cominciato nel migliore dei modi la sua nuova avventura.



