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Chi ha vinto le Olimpiadi e poi è stato un grande professionista? Nona puntata: Roma 1960

 

Ali Clay sul podio a RomaClay-Ali e Benvenuti ma anche De Piccoli e Musso

 

Nella settimana che si conclude con un match fra i bimedagliati olimpici Rigondeaux e Lomachenko riprendiamo la serie riguardanti i vincitori olimpici e il loro eventuale percorso professionistico. Questa volta tocca alle Olimpiadi di Roma del 1960, le uniche olimpiadi estive disputatesi nel nostro Paese.

PESI MASSIMI: Vittoria del quasi 23enne veneto Franco De Piccoli che battè in finale il sudafricano Daniel Bekker. De Piccoli passò professionista suscitando grandi speranze in virtù del suo destro micidiale ma dopo diverse vittorie facili e qualche discreto avversario superato come Howard King, fu brutalmente messo K.O. dallo statunitense Wayne Bethea che ne mostrò la fragilità. Messo ancora K.O. al rientro dopo nemmeno 3 mesi dall'inglese Bygraves, De Piccoli vinse una serie di incontri ma alla fine del 1965 altre due sconfitte prima del limite lo convinsero ad abbandonare il ring. Fra gli altri partecipanti al torneo segnaliamo l'argentino Eduardo Corletti dalla discreta carriera professionistica.

PESI MEDIOMASSIMI: Il vincitore più celebre di una medaglia d'oro olimpica lo troviamo qui ed è il 18enne Cassius Clay poi diventato Muhammad Ali, pugile e personaggio che ha fatto la storia non solo della boxe. Inutile in questa sede ricordare tutto quello che ha fatto, ci limitiamo a dire che ha conquistato tre volte il titolo mondiale dei pesi massimi. L'allora Clay battè in finale il polacco Pietrzykowsky che a sua volta aveva eliminato in semifinale la medaglia di bronzo italiana Giulio Saraudi che ebbe una breve carriera professionistica con qualche discreto risultato.

PESI MEDI: Vittoria per lo statunitense Eddie Crook Jr, 21enne del Michigan, che battè il polacco Tadeusz Walasek in finale. Crook, due volte in missione di guerra in Vietnam, non passò mai professionista. E' morto nel 2005

PESI SUPERWELTER: Medaglia d'oro agli Stati Uniti con quella che era considerata la punta di diamante della squadra, il quasi 22enne dell'Ohio Wilbert Mc Clure che battè in finale il milanese Carmelo Bossi. Mc Clure passò professionista ma non ebbe la carriera che ci si aspettava da lui, stoppato prima da Luis Manuel Rodriguez e poi da Rubin Carter e mai in lizza per un titolo. Mc Clure, medico psicanalista, rimase comunque nel mondo della boxe anche come chairman della Commissione del Massachussets. Al contrario Bossi ebbe grande successo a torso nudo e fu non solo campione italiano ed europeo fra i pesi welter ma anche, se non soprattutto, campione del mondo fra i pesi superwelter. Bossì è mancato nel 2014 dopo una lunga semi infermità.

Benvenuti Roma 1960

PESI WELTER: Medaglia d'oro per il triestino Nino Benvenuti, un altro che non ha bisogno di presentazioni. Ventiduenne dal passato dilettantistico eccezionale, Benvenuti battè in finale il russo Yuri Radonyak e vinse anche la coppa Val Barker come miglior pugile dell'intero torneo olimpico. Anche qui è inutile ricordare tutto ciò che Benvenuti ha fatto a torso nudo, basti ricordare i suoi titoli italiano, europeo e mondiale per due volte conquistato fra i pesi medi e il titolo mondiale fra i superwelter. Il Nino nazionale è rimasto nella boxe come commentatore televisivo.

PESI SUPERLEGGERI: Podio più alto per il cecoslovacco Bohumil Nemecek, 22 anni, al quale le leggi del suo paese non consentirono il passaggio al professionismo. Deceduto nel 2010 Nemecek partecipò alle due seguenti Olimpiadi. Il finalista battuto era il ghanese Clement Quartey, fratello maggiore del famoso Ike Quartey, grande peso welter di fine secolo.

PESI LEGGERI: Vittoria del polacco Kaziierz Pazdzior in finale contro il milanese Sandro Lopopolo. Anche a Pazdzior era impossibile il passaggio al professionismo e nel 1961 smise a 26 anni. Avrebbe fatto l'allenatore ed è scomparso anch'egli nel 2010. Al contrario Lopopolo fu un grande professionista , campione italiano e del mondo fra i superleggeri. Lopopolo è mancato nel 2014 poco dopo il suo grande amico Bossi.

PESI PIUMA: Altra impresa italiana con Franco Musso, 23enne piemontese vincitore in finale del polacco Jerzy Adamsky. Musso però fra i professionisti non ebbe fortuna e lasciò la boxe nel 1966 senza ottenere grandi risultati.

PESI GALLO: Medaglia d'oro al 23enne russo Oleg Grigoryev che battè in finale il nostro Primo Zamparini. Grigoryev ovviamente dovette rimanere dilettante fin quando smise nel 1968 e ha totalizzato anche 3 medaglie d'oro ai campionati europei. Ha partecipato anche alle Olimpiadi del 1964. Zamparini passò invece professionista ma anche lui, come Musso, non ebbe fortuna anche se sfiorò il titolo italiano dei pesi gallo pareggiando con il campione in carica Federico Scarponi. Lasciò la boxe nel 1966

PESI MOSCA: Medaglia d'oro all'unghese Gyula Torok, 22 anni, vincitore del russo Sergey Sivko. Naturalmente niente professionismo per Torok che continuò a boxare in maglietta fino al 1966. E' morto nel 2014 dopo essere anche stato allenatore della nazionale ungherese.

 

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