
Una buona notizia, per questo 2018 ai suoi primi vagiti, potrebbe essere quella (se finalmente confermata!) dell’addio al ring di uno dei più grandi campioni degli ultimi trent’anni: il 48enne Roy Jones (65-9-0; 47 ko), vincitore di tutto ciò che era umanamente possibile vincere e forse anche qualcosa di più…Gli ultimi anni sono infatti stati durissimi per lui, ostinatamente legato a quel ring che calca da ben tre decenni come professionista. Durissimi per lui, ma anche per i milioni di appassionati che l’hanno applaudito, amato ed esaltato per le sue straordinarie imprese e che non accettano ora di vederlo battere rivali di nessun valore o crollare drammaticamente ai piedi di quelli più forti, mettendo a repentaglio la propria integrità fisica e il un passato leggendario.
Speriamo davvero di vederlo scendere per l’ultima volta dalla scaletta e con le braccia in alto, per poi entrare nella schiera degli “immortali” e vivere finalmente una vita senza inutili e assordanti rischi.
Comunque, ritornando a cose meno malinconiche, bisogna sottolineare che l’incredibile record di Roy Jones e l’infinita durata della sua carriera non rappresentano un record unico!
Certamente molti rammentano l’oggi 47enne messicano di Sonora, Luis Ramon “Yori Boy” Campas (106-17-3; 81 ko), indomito guerriero che tra i welter e i medi frequentò le altissime vette del pugilato mondiale tra il 1987 e il 2016. Ebbene, anche “Yori Boy” ha disputato nell’arco di trent’anni di professionismo, tra Messico e Stati Uniti, almeno un match ogni anno senza alcuna interruzione!
Una bella coppia davvero quella di Roy Jones e Campas. Una di quelle destinate a rimanere per sempre negli annuari del boxe mondiale a testimonianza di uomini di “ferro” sia fisico che morale, sempre più rari da trovare. Ma l’importante, tanto per ripeterci, è che nella bacheca della storia si trovino vicini l’un l’altro ancora forti, in salute e pieni di vitalità.
Anche il ferro purtroppo si piega a forza di batterlo…



