
(Adasat Rodriguez e Valerio Ranaldi)
Il 30enne supermedio spagnolo di Santa Cruz di Tenerife, Adasat Rodriguez (16-6-2; 10 ko) è infuriato o forse depresso. Insomma, dopo che il suo match valevole per la vacante cintura UE della categoria contro il coetaneo di Roma Valerio Ranaldi (134-1-1; 7 ko), previsto per il prossimo 16 Febbraio nella capitale, è saltato a causa di un serio infortunio alla mano destra del nostro rappresentante, l’atleta delle Canarie sta vivendo un momento molto complicato. L’ex-campione nazionale dei mediomassimi, sceso di categoria nel Giugno dello scorso anno in occasione della conquista del “titolino” del Mediterraneo contro il romeno Paraschiveanu, ben noto ai frequentatori del Teatro Principe di Milano, rischia di raggiungere un anno d’inattività prima di trovarsi davanti Ranaldi. E’ una situazione, quella di Rodriguez, purtroppo molto simile a quella di tanti pugili italiani. Comunque, pur di non restare inoperoso ancora per parecchi mesi, ora va cullando un progetto rischioso ma indubbiamente interessante per le platee iberiche: affrontare il detentore della cintura spagnola, il 34enne imbattuto venezuelano di Barcellona Ronny Landaeta (14-0-0; 9 ko), temibile colpitore e ostacolo tutt’altro che facile. “Per una buona borsa sarei disponibile a battermi contro di lui-Ha dichiarato Adasat Rodriguez-Sarebbe una sfida che esalterebbe il pubblico e potrebbero esserci in palio sia la cintura nazionale che quella Internazionale Ibf che egli detiene. Ho 30 anni e non ho mai rifiutato un avversario. E’ il momento di combattere con rivali di alto livello e per borse dignitose”.
In conclusione, sorge il dubbio che se da una parte Ranaldi-Rodriguez rischia di andare alle “calende greche” per l’infortunio del pugile italiano, dall’altra rischia addirittura di “saltare”, nel caso che la strada di Landaeta sia veramente percorribile, anche se l’ispano-venezuelano avrebbe già un impegno con Adan Silvera per Febbraio o Marzo, per la difesa delle sue cinture. Insomma…è chiaro che non c’è nulla di chiaro.



