Roy Jones Jr. è una leggenda vivente del pugilato moderno. Praticamente ci ha traghettato dal Ventesimo secolo a quello in cui viviamo. Classe 1969, ha combattuto per la prima volta su di un ring a 12 anni. Due volte Golden Gloves, Argento alle Olimpiadi del 1988 dopo uno dei verdetti più scandalosi della storia; da professionista ha vinto il mondiale in quattro categorie diverse e con un record di 65-9 ha annunciato l'ultimo match della carriera per l'8 febbraio, nella sua città natale di Pensacola, contro un certo Scott Sigmon.
Ma sarà vero che si ritira? Metterà veramente la parola fine alla sua storia agonistica o magari lo rivedremo dentro una gabbia a combattere in qualche match di MMA?
Beh, dopo il lungo report pubblicato da BoxingScene incominciamo a dubitare sulla sua decisione di dedicarsi solo alle organizzazioni sportive e pugilistiche, ai commenti da opinionista Tv, alla sua casa discografica e ad altri affari.
"Ho sempre detto che l'ultimo combattimento sarebbe stato nella mia città natale, Pensacola, e mi sono organizzato per farlo qui, dove tutto è iniziato-Racconta Roy- Sarà il mio settantacinquesimo match da professionista. Un gran bel numero. Non voglio video di addio, non voglio che la gente mi immagini nella bara poi. Nella vita voglio ancora combattere e lanciare pugni. Quindi, lasciatemi fare questo saluto alla mia città. Qualcuno ha scritto che alla mia età rischio molto dal punto di vista fisico, ma io sto veramente bene in questo momento. Sono stato alla Mayo Clinic per fare esami minuziosi e nessuno ha trovato qualcosa di sbagliato nel mio cervello. Ho ragione quando dico che Dio vuole che io sia quello che sono ora. Insomma, nessuno può dirmi che devo smettere perchè rischio e lo vedrete sul ring del Civic Center l'8 febbraio-.
Ma, secondo voi sono, le parole di un un campione che vuole smettere?