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Al PalaMandela di Firenze, Turchi per salire ancora e Balmaceda per non scendere definitivamente

Turchi Fabio con cappuccio

Il 33enne massimo leggero argentino della provincia di Cordoba, Dario German Balmaceda (15-16-2; 11 ko), che stasera al PalaMandela di Firenze incrocerà i guantoni con il nostro 24enne Fabio Turchi (13-0-0; 10 ko), da qualche giorno è arrivato in Italia e precisamente a Brescia, da dove si strasferirà in queste ore nel capoluogo toscano per sostenervi il peso e ovviamente il combattimento valevole per l’Intern.le Wbc della categoria. Sino ad oggi, come ha confessato il "gaucho" in una breve nota vocale diffusa via internet, la cosa che l’ha maggiormente colpito del nostro paese è “il freddo da pazzi”, aggiungendo poi "di essere tranquillo, di essersi preparato bene e di attendere cosa succederà sul ring". Nessuna frase roboante, nessuna dichiarazione di “guerra”. Del resto, è un pugile ormai molto navigato e del ring ha conosciuto tutto per cui, a questo punto, è consapevole che non gli si addice molto il ruolo da “Capitan Fracassa” e preferisce stare con i piedi nelle proprie scarpe, come si suol dire.

La sua storia tra le sedici corde, iniziata professionalmente nel 2007, non è stata mai né semplice né “pilotata”. Sin dai suoi primi passi è stata caratterizzata da dure battaglie tant’è vero che, contrariamente a quanto di solito succede ai ragazzi alle prime armi, nemmeno gli inizi sono risultati in discesa e dopo il vittorioso debutto è incappato in tre sconfitte consecutive, due delle quali per ko. Insomma, ha imparato presto quanto sia dura guadagnare la “pagnotta” nel pugilato. Ma con coraggio e volontà ha proseguito l’impervia strada e nel 2011 ha avuto l’opportunità di battersi per la cintura nazionale dei supermedi, ma l’allora giovane Ezequiel Maderna l’ha stoppato in una ripresa. Ha ripreso il cammino comunque e tra alti e bassi è giunto ad incontrare, nel Marzo 2013 alla Wembley Arena di Londra, l’allora campione del Commonwealth e attuale iridato Wba dei supermedi Georges Groves, soccombendo per kot al 3° round. Forse questo difficile appuntamento è risultato un po’ lo spartiacque nella vita sportiva di Balmaceda, che per ragioni anagrafiche e di risultati ha probabilmente capito che il tempo dei grandi sogni era ormai finito.

Balmaceda

Si tratta di un pugile alto e fisicamente dotato, impostato in guardia normale e in grado di usare con continuità il jab e di doppiarlo con un destro abbastanza pesante. Ha carattere e sa stringere i denti, accettando anche gli scambi rischiosi e suoi limiti più evidenti paiono essere una certa lentezza e doti di assorbimento limitate, come le sue nove sconfitte prima del limite evidenziano. Fabio Turchi è senza alcun dubbio più rapido di braccia, fresco di energie e possiede la “benzina” giusta di chi ha iniziata la scalata vero l’alto e non vuole fermarsi. Dovrà fare attenzione al destro dell’argentino, cosa per altro ovvia in una categoria in cui i colpi fanno comunque sempre male, ma dopo qualche round senza “intoppi”, giocando sulla velocità degli spostamenti e rapidi rientri, la giovinezza e la secchezza dei suoi colpi dovrebbero far pendere il piatto della bilancia nettamente dalla sua parte.  

German Balmaceda, non ci sono dubbi, farà tutto ciò che potrà per fronteggiarlo ma l’età, il vigore fisico e le motivazioni professionali sorridono, almeno in sede di pronostico, a “Fabione”. Negli ultimi due anni (2016/17), il beniamino di casa ha sostenuto dieci match vincendoli tutti (7 prima del limite). Balmaceda ne ha sostenuti cinque, sconfiggendo Farias e Pitto per kot e perdendo contro José Hulirch e Bolonti (due volte) ai punti.

Per il fiorentino l’appuntamento del PalaMandela rappresenta un ulteriore gradino verso la cima; per l’avversario, una delle ultime occasioni internazionali da non perdere per guadagnarsi altre borse e altri ingaggi.

Una classica, vecchia e affascinante storia del pugilato.

Si tratta di un pugile alto e fisicamente dotato, impostato in guardia normale e in grado di usare con continuità il jab e di doppiarlo con un destro abbastanza pesante. Ha carattere e sa stringere i denti, accettando anche gli scambi rischiosi e suoi limiti più evidenti paiono essere una certa lentezza e doti di assorbimento limitate, come le sue nove sconfitte prima del limite evidenziano. Fabio Turchi è senza alcun dubbio più rapido di braccia, fresco di energie e possiede la “benzina” giusta di chi ha iniziata la scalata vero l’alto e non vuole fermarsi. Dovrà fare attenzione al destro dell’argentino, cosa per altro ovvia in una categoria in cui i colpi fanno comunque sempre male, ma dopo qualche round senza “intoppi”, giocando sulla velocità degli spostamenti  e rapidi rientri, la giovinezza e la secchezza dei suoi colpi dovrebbero far pendere il piatto della bilancia nettamente dalla sua parte.  

German Balmaceda, non ci sono dubbi, farà tutto ciò che potrà per fronteggiarlo ma l’età, il vigore fisico e le motivazioni professionali sorridono, almeno in sede di pronostico, a “Fabione”. Negli ultimi due anni (2016/17), il beniamino di casa ha sostenuto dieci match vincendoli tutti (7 prima del limite). Balmaceda ne ha sostenuti cinque, sconfiggendo Farias e Pitto per kot e perdendo contro José Hulirch e Bolonti (due volte) ai punti.

Per il fiorentino l’appuntamento del PalaMandela rappresenta un ulteriore gradino verso la cima; per l’avversario una delle ultime occasioni internazionali da non perdere per guadagnarsi altre borse e altri ingaggi.

Una classica, vecchia e affascinante storia del pugilato.

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