Vigan Mustafa dal giugno del 2016 ha deciso che la frequentazione di un ring gli era indispensabile.
Una specie di alimento vitale della sua esistenza anche a 38 anni quando la forza fisica non è più quella di una volta. Vigan originario di Pristina nel Kosovo ha ottenuto la nazionalità italiana da un anno e mezzo , vive e lavora a Firenze come istruttore in varie palestra della città.

Nel febbraio del 2011 il rude algerino Sofiane Sebihi lo mise ko all’undicesimo round al Palamattioli di Firenze davanti ai suoi amici e tifosi. Il mondo attorno a Vigan gli consigliò di lasciar perdere con la boxe ma lui dopo lunghi anni di conflitti interiori nel 2016 torna a calcare il tappeto a San Casciano Val di Pesa e vince contro il mestierante serbo Halas.
Da quell'episodio riparte la sua carriera . Nel 2017 mette insieme due vittorie ed eccolo pronto domani a battersi per il titolo italiano dei mediomassimi contro il campione Ciriani al Palamandela di Firenze nelle kermesse proposta dalla Boxe Loreni.
- La boxe occupa un posto importante della mia vita e sono felice e orgoglioso di battermi per il titolo italiano contro Ciriani. Voglio dare il meglio di me al Palamandela davanti ai miei concittadini. Mi sono preparato con il massimo impegno con il maestro Cristiano Mazzoni alla Saf di Ginestra Fiorentina. Ho portato a termine un allenamento completo senza trascurare nulla, dalla tecnica, al fondo , alla esplosività . Mio fratello Ilir mi ha aiutato nelle fasi tecniche ma ho fatto serie di sparring impegnative con Lovaglio a Torino e a Pisa con tanti pugili di pesi diversi.Sono pronto per la sfida .
Tu sei un tecnico mobile e veloce ma Ciriani è un fighter forte fisicamente con un pugno molto pesante . Come lo affronterai ?
- So che Ciriani è forte e ha vinto molti match prima del limite La sua forza fisica è sicuramente una caratteristica importante nella sua boxe. Credo che cercherà la corta distanza per colpirmi. E’ anche un pugile scaltro che va anticipato. Io farò la mia boxe fatta di movimento e velocità .Spero di portare i colpi giusti e trovare subito la distanza favorevole. Sono preparato per i dieci round anche se è diverso tempo che non li faccio .Sceglierò comunque sul ring le cose da farsi e il mio maestro Mazzoni mi consiglierà per il meglio. Credo che ogni incontro abbia la sua storia quindi vedremo venerdì il da farsi.
Avrai il vantaggio di combattere davanti ai tuoi amici e ai tifosi fiorentini . Quanto ti stimola questa situazione ?
- Moltissimo. Al Palamandela pretenderò il massimo da me stesso. E’ una grande occasione e non voglio perderla. Voglio tornare a casa da mia moglie Senada con la cintura e toccare con mano la soddisfazione di mia figlia Laura e del piccolo Eduard che ha cinque mesi. E’ anche per loro che combatto. Naturalmente la dedica è estesa anche ai miei maestri, ai manager Cavallari e Ventura che hanno sempre creduto in me e a Loreni che mi offre questa occasione.. Un grazie particolare al mio amico Simone Vannucci particolarmente a me vicino-



