
Di Carlo Tartaglia
Una bella riunione al Bank of America Center di Corpus Christi, Texas questo sabato notte avrà come co-protagonisti il filippino Jerwin Ancajas e il messicano Israel Gonzalez. La sfida vedrà il primo difendere il titolo IBF dei supermosca per la quarta volta in carriera.
PRETTY BOY
E’ il nome di battaglia di Jerwin Ancajas (28-1-1, 19 KO- foto a sx ), 26enne pugile in grande crescita. E’ un protetto di Manny Pacquiao e lo considera il suo mito e il suo modello anche se, con grande umiltà, rifiuta qualsiasi paragone con lui: “E’ di un altro livello, farò del mio meglio per ottenere una piccola parte di quanto ha fatto”.
Ancajas ricorda un po’ Pacquiao nello stile: è mancino come lui, è molto rapido sia con le braccia che negli spostamenti sulle gambe, come il primo Manny è esplosivo e porta un gran numero di colpi. Con il suo più famoso connazionale, Pretty Boy condivide anche il difetto di sbilanciarsi un po’ troppo in avanti in fase offensiva, in particolare quando porta il diretto sinistro.
Il pugilato filippino è a caccia dell’erede dell’icona nazionale Pacquiao e alcuni sperano possa essere proprio Ancajas l’uomo giusto. Il talento e l’umiltà sembrano essere dalla parte del 26enne ma solo il tempo e il ring diranno se davvero Jerwin potrà dimostrarsi all’altezza delle aspettative. La sua scalata al successo comincia da questo sabato notte con il debutto negli Stati Uniti.
JIGA
E’ così che si fa chiamare Israel Gonzalez (21-1, 8 KO), solo 21 anni ma tanto coraggio e motivazione. Il messicano si è allenato duramente in altura e spera che siano proprio la sua disciplina e la tostissima preparazione fisica a fare la differenza in suo favore. Gonzalez ha una boxe offensiva tipica dei messicani: è un fighter che ama scambiare colpi alla corta distanza e che pensa e lavora quasi esclusivamente in combinazione. Jiga predilige le serie di ganci a due mani e proprio grazie al suo alto work-rate riesce a farsi rispettare pur non essendo dotato di una potenza particolarmente rilevante.
SOMIGLIANZE E DIFFERENZE
I due protagonisti di questo sabato notte condividono la spiccata propensione all’attacco e al lavoro al corpo, così come l’alto ritmo e numero di colpi portati. Il piano tattico sarà dunque simile per entrambi, il problema di Gonzalez è che Ancajas sa fare le sue stesse cose meglio di lui. Il mancino filippino è infatti decisamente più rapido, più esplosivo, più preciso e più talentuoso del giovane messicano, che proverà ad opporglisi con grinta, orgoglio, cuore.
Ancajas è nettamente favorito ma ha addosso la pressione di dover vincere e soprattutto impressionare davanti all’esigente pubblico statunitense: farlo potrebbe davvero cambiargli la vita e avvicinarlo alle sfide più importanti nella ricca categoria dei supermosca, colma di qualità e nomi di spicco.



