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Al Palamandela di Firenze travolgenti Fabio Turchi e Vigan Mustafa

A FIRENZE FABIO TURCHI VINCE FACILE, VIGAN MUSTAFA E' CAMPIONE ITALIANO, ANGELO ARDITO DICE ADDIO AL RING. BUON RIENTRO DI OBBADI

 

Turchi Fabio sul Rig mano alta Foto Innocenti

E' stata una serata molto elegante e raffinata, con tavoli rotondi e gente a gustarsi la cena e contemporaneamente a godersi lo spettacolo sul ring. Grazia e bellezza ovunque, lì dove spiccava per fascino e sorriso l'atleta di kickboxing Paola Cappucci, che è la compagna di Fabio Turchi. Tanta, tantissima gente, ma storicamente Firenze non ha mai tradito i suoi pupilli e il MandelaForum anche stavolta era pieno di tifosi e di entusiasmo. Per Mario Loreni che organizzava, quindi, l'ennesimo successo in terra toscana.

La manifestazione è iniziata nel tardo pomeriggio e offriva il match di WSB che Italia Thunder ha vinto per 3-2 contro la squadra croata, con sorpresa della sconfitta di Clemente Russo. Nel programma professionistico c'era poi il medio Sead Mustafa (5-0-1), che batteva ai punti in sei riprese il serbo Srecko Janjic (2-26-3, 2 ko), tenendo ben alto il blasone della famiglia Mustafa che dopo il fratello Ilir, buon pugile a cavallo tra lo scorso secolo e il primo decennio di questo, vedeva anche Vigan impegnato più tardi.

Ardito Angelo ultimo urrahFoto Innocenti

 

Salivano alte le corde dell'emozione quando era sul ring il figlio di Firenze e nipote d'arte (lo zio Gaetano era premiato subito dopo) Angelo Ardito (10-7-2, 1 ko FOTO sopra ) che aveva già annunciato l'addio al pugilato. Ardito era il solito guerriero e le sei riprese contro il serbo Milan Savic (4-25-2, 1 ko) scorrevano piacevoli ma senza squilli. Prima dell'inizio dell'ultimo round Angelo salutava e abbracciava tutto il suo angolo, quindi portava a termine l'ultima ripresa e l'ultima vittoria ai punti in sei riprese di una carriera che gli poteva dare anche più del titolo italiano dei superpiuma, ma che lo ha fatto scendere ogni volta dal ring consapevole di aver dato tutto se stesso. Commoventi gli applausi del pubblico quando si congedava.

Lepei sinistro preciso Foto Innocenti

Dragan Lepei (14-1-2, 7 ko- foto sopra ), fiorentino ma di nascita romena pupillo del maestro Cristiano Mazzoni, è un ragazzo che può fare buone cose e il fisico del ruolo del resto ce l'ha. Deve crescere però di personalità per ciò che ha fatto vedere contro il serbo Djordje Markovic (3-6-1, 1ko). Lepei amministrava l'avversario per le prime due riprese cercando di provare alcune combinazioni. Nel terzo round accelerava, soprattutto portando il gancio destro, quando giusto sul gong lo centrava al viso un diretto dell'avversario. Riportato a più miti consigli Lepei si atteneva al compitino senza strafare nella quarta e quinta ripresa, mentre nella sesta e ultima era Markovic a farsi preferire per intraprendenza e varietà di colpi. Una buona vittoria comunque per Lepei, ma la strada per i grandi livelli della categoria, anche solo nazionali, è ancora lunga.

Obbadi gigolasvili feb 18

 Foto Innocenti- Moha Obbadi torna a vincere 

Discreta invece la prova di Mohammed Obbadi (14-1, 10ko), il ventiquattrenne mosca italiano di Casablanca al rientro dopo la brutta e pesante sconfitta contro Rosales dello scorso ottobre. Il già campione dell'Unione Europea disponeva a suo piacimento e per sei riprese del georgiano Khvicha Gigolashvili (16-26, 5ko), tenendo un buon ritmo per tutto il match corredandolo con un campionario di colpi davvero pregevole, cui mancava solo quel pizzico di potenza per chiudere anzitempo la contesa. Un Obbadi che, sostenuto a gran voce dai tifosi del MandelaForum, pare certamente recuperato soprattutto a livello psicologico. Le capacità ci sono, la convinzione anche, presto potrebbero tornare a sorridere anche i risultati per qualcosa di sostanzioso.

Mustafa abbatte Ciriani foto Innocenti Foto Innocenti

Qualcosa di sostanzioso nella sua carriera datata seconda parte del primo decennio Duemila, il mediomassimo Vigan Mustafa, fratello d'arte, non l'aveva mai avuto. Frenato dal fatto che la cittadinanza italiana gli è arrivata solo di recente, Vigan si era trascinato senza troppa fortuna ma dimostrando buone cose, per poi star lontano dal ring per cinque anni. A quasi trentanove anni era ieri al quarto match dal rientro sul ring, un po' per scherzo, un po' per passione pura. Mario Loreni gli dava l'opportunità di combattere per il titolo italiano di categoria contro il campione Nicola Pietro Ciriani, quasi dieci anni più giovane di lui. Nel primo round il kossovaro di nascita pareva contratto e Ciriani senza fare nulla di memorabile dimostrava di avere le armi per tenerlo a bada e disinnescarne la tendenza ad agire da lontano date le più lunghe leve. Ma era un fuoco di paglia: nella seconda ripresa Mustafa prendeva le misure e con ottima tecnica colpiva a ripetizione un Ciriani sorpreso, con colpi lunghi di buona fattura. Sul finale del tempo Ciriani voleva dimostrare di non aver patito l'iniziativa dello sfidante, e partiva con un attacco deciso ma sconsiderato e soprattutto molto scoordinato. Mustafa andava sì alle corde, ma sull'avanzare del campione piazzava un corto gancio sinistro che letteralmente spegneva le lampadine a Ciriani, che andava lungo disteso sulla stuoia e vi rimaneva fino a quando l'arbitro non decretava il ko, a due minuti e cinquanta secondi del secondo round. Il titolo italiano dei mediomassimi aveva così un nuovo campione, e con questo titolo ai fianchi Vigan Mustafa (19-3, 9 ko) può guardare con serenità a un futuro inaspettato e che, con questa condizione fisica, potrebbe avere buoni riscontri in risultati. Per Ciriani (15-2-1, 9ko) una brutta battuta d'arresto, quindi tanto lavoro per assorbire un colpo simile. Alla fine bella foto di famiglia con tutti i Mustafa, Ilir, Vigan e Sead, abbracciati sul ring.

Turchi Fabio abbatte BalmaFoto Innocenti

Luci, bandiere, tamburi e costumi accoglievano l'ascesa sul ring di Fabio Turchi, abbracciato come al solito al padre allenatore. La cerimonia si protraeva anche perché era chiara la sensazione che Dario German Balmaceda non potesse costituire un grande ostacolo per la difesa dell' International Silver WBC dei massimi leggeri del fiorentino che, ricordiamolo, avrebbe dovuto combattere contro il romeno Jur per l'Unione Europea. Fabio iniziava il match con attenzione e sondando le risposte dell'argentino, che a ogni sua sollecitazione tardavano a venire, tanto che esprimeva bene la situazione uno spettatore che definiva “manichino” lo sfidante. Senza aver preso la minima carezza Turchi controllava per due minuti della prima ripresa e poi partiva con un gancio sinistro ben portato, che si stampava sulla faccia di Balmaceda e lo mandava al tappeto. Cavalleri contava, il sudamericano si rialzava ma chiaramente con i secondi contati. Alla prima sfuriata a due mani l'argentino era ancora giù, e risolveva tutto il suo angolo gettando l'asciugamano sul ring. Per Balmaceda (15-17-2, 11ko) una sconfitta chiara e inequivocabile molto più frettolosa di quanto si pensasse, per Fabio Turchi la quattordicesima vittoria in altrettanti incontri con dodici conclusioni prima del limite. Ora il fiorentino può guardare con ottimismo al proprio futuro e al ritorno a combattere negli Stati Uniti sotto l'egida di Holyfield, che pare abbia apprezzato molto le capacità di questo ragazzo, perché è bianco, biondo, belloccio e soprattutto col pugno pesantissimo, tutte qualità estremamente apprezzate dagli americani. Per Turchi e chi lo amministra è l'ora di guardarsi intorno perché è chiaro di come bisogna alzare progressivamente l'asticella degli avversari, sia con l'Unione Europea sia magari con il titolo continentale vero e proprio. Insomma guardare in faccia Usyk, Gassiev, Breidis, magari Tony Bellew e compagnia cantante potrebbe essere non impossibile nel giro di pochissimi anni.

Andrea Bacci

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