
Tutto come previsto a Cancun
Era fin troppo facile, e l'avevamo scritto chiaro, fare un pronostico sul match fra il titolare di sigla WBC dei superpiuma Miguel Berchelt e lo sfidante ghanese Maxwell Awuku nel match di Cancun che era un ritorno a casa per il campione messicano che qui è nato. E' vero, il suo sfidante doveva essere Cristian Mijares che è stato un gran pugile ma quando era 4 categorie moderne sotto. Svanito Mijares si doveva trovare un sostituto ma un ente serio (ma ne esistono?) non avrebbe issato a sfidante questo ghanese dalle scarse credenziali che è durato ancor meno del connazionale Habib Ahmed demolito una settimana fa dal supermedio Gilberto Ramirez in un altro match squilibrato.
Questi ghanesi sono anche ragazzi coraggiosi ma la boxe è uno sport dove si deve andare per gradi e anche quando si fanno le cose per benino è uno sport pericoloso, inutile negarlo, figuriamoci così. Berchelt ha studiato l'avversario per circa un minuto poi si è dato da fare. Awuku si muoveva bene ma non ha difesa nè vede i colpi, almeno a questo livello. Non ha cercato di tirare a campare ma almeno così ha fatto il suo provando quakche combinazione, quasi sempre a vuoto, ma tanto il risultato non sarebbe cambiato.
Berchelt ha colpito sotto e sopra ma non ha dovuto nemmeno dannarsi tanto. Al 3° round un diretto destro di prima intenzione ha messo a sedere Awuku. Il ragazzo africano si è rialzato ma non poteva reggere al successivo bombardamento concluso da un sinistro che lo ha messo giù. Awuku si è rimesso di nuovo in piedi ma pochi secondi dopo l'arbitro ha giustamente fermato l'incontro. Per Berchelt serve altro.



