
Il sottoclou della riunione messicana
Con un clou scontato e perciò deludente ci si rifugia nel sottoclou. E’ quello che è successo a Cancun dove almeno così si è visto qualcosa di interessante. Iniziamo dal promettente 21enne Jaime Munguia, superwelter messicano proveniente da Tijuana, la città divisa dalla statunitense San Diego solo da una tormentata linea di confine e patria di grandi pugili, basti citare Erik Morales. Munguia affrontava l’argentino Jose Carlos Paz, 27anni, un buon collaudatore che perde sì ma con onore. Il match è durato 3 riprese scarse e naturalmente l’ha vinto Munguia grazie a due colpi al fegato, il primo ha atterrato Paz nel 1° round, il secondo ha chiuso il match appunto nel 3° round. Nel mezzo però non c’è stato solo Munguia che è sicuramente un ragazzo di valore che soprattutto picchia come un fabbro. Paz infatti si è tolto le sue soddisfazioni con colpi al volto che Munguia, che fa troppo affidamento sulle sue doti di picchiatore, non dovrebbe esporsi a prendere. Paz non fa molto male ma cosa succederebbe se Munguia affrontasse adesso un solido picchiatore? Al momento della fine Paz avrebbe potuto rialzarsi ma ha fatto chiaramente capire che non se la sentiva più. Test dunque superato per Munguia ma con qualche riserva.
Dura scazzottata invece quella che ha visto protagonisti il 26enne superleggero Pedro Campa e il 30enne mancino Ivan Alvarez. Campa è uno che combatte come se dovesse vendicare sua madre, un toro infuriato a cui piace appoggiare la testa sul petto dell’avversario e sparare colpi dove va va. Alvarez è un incontrista a cui manca un jab adeguato e così ne è uscito un match ruvidissimo fatto tutto di colpi a distanza ravvicinata. Campa, che veniva dalla prima sconfitta da professionista per giunta subita prima del limite, ha mostrato una continuità lodevole e ha vinto ai punti in 10 riprese, secondo i giudici nettamente (punteggi di 97-92, 98-91 e 96-93) mentre il nostro cartellino lo vedeva avanti 95 a 94 grazie solo a un richiamo ufficiale che Alvarez ha subito al 2° round per colpi dietro alla nuca, nell’unico momento in cui l’arbitro è parso ricordare che esisterebbe un regolamento da applicare.
Prima sconfitta in carriera invece per il 19enne peso welter Josè Luis Rodriguez che ha perso ai punti contro Alfredo Ramos che avrebbe dovuto inchinarglisi secondo programma. Invece questo tipo con pancetta da commendatore, molto più basso e con un allungo nettamente inferiore all’avversario è scattato subito come una molla e ha messo Rodriguez al tappeto subito con due ganci destri al volto. Non è riuscito a chiudere la contesa in quel primo round e ha consentito a Rodriguez di tornare nel match grazie a un jab decente, ma si è sempre fatto valere con colpi più precisi anche se alla fine non ne poteva più. Al termine di 6 round di lotta i giudici lo hanno visto vincitore con punteggi di 58-55, 59-54 e ancora 58-55, per noi l’aveva spuntata solo per 57 a 56.



