Alessandro Goddi è pronto ad entrare negli annali del pugilato italiano come il quarto peso medio a vincere a Roma il titolo europeo, dopo Bosisio, Benvenuti e Duran. Un traguardo che è alla portata dell’ “Highlander di Sestu”, che venerdì sera incrocerà i guantoni al Palasport di Viale Tiziano con l’imbattuto 28enne polacco Kamil Szeremeta.

Alessandro è al secondo tentativo di conquistare la corona continentale, dopo la sfida persa ai punti con Blandamura nel giugno 2017. Una sconfitta sepolta in fretta, con lo splendido successo a Montecarlo nello scorso Settembre contro Francilette, che gli ha permesso di conquistare il Wba Continental e di entrare nella top 15 dell’Ente.
Nel 2017 è stato tra i pesi medi più attivi a livello internazionale, disputando cinque match ,tutti di alto tenore tecnico-atletico. Dall’ultima performance in ottobre Alessandro non si è mai fermato. La professionalità con cui porta avanti la sua carriera è fatta di intenso impegno quotidiano e quando si mette a disposizione dei suoi maestri storici, Omar e Silvio Loi, è terreno fertile per ogni progetto.

GODDI -Ho svolto nella palestra di Villacidro la mia solita preparazione, fatta di tanto impegno. Non cambia molto per me preparare una sfida contro Blandamura, Francilette o un altro pugile. Io mi alleno a 360 gradi per tutto il periodo che precede il combattimento e sono molto orgoglioso dei risultati che ho ottenuto. Ovviamente essere uno dei protagonisti di una riunione come quella che la famiglia Cherchi sta organizzando a Roma fa crescere molto le mie motivazioni. In queste ultime settimane ho spinto al massimo negli allenamenti e nei test match in palestra. Ho fatto sparring con tanti collaboratori, cambiandoli continuamente e spostandomi in varie palestre della Sardegna. Omar e Silvio mi chiedono di portare a Roma la massima intensità e resistenza e sono soddisfatti pienamente del mio grado di preparazione.
Il tuo avversario è imbattuto, rapido nelle serie, non troppo potente e non ha mai combattuto sulla distanza lunga, ma ha superato avversari di un certo pregio, come Ouma, Karpets e Mendy. Con quali armi pensi di affrontarlo?
GODDI- Com'è mia abitudine, ormai da tempo non guardo i match del mio avversario. Affido ai miei maestri il compito di studiare chi dovrò incontrare e seguo le loro direttive. Mi sono preparato per affrontare comunque un elemento che attacca molto, agile sul tronco. Sulla carta è uno sfidante che mi piace. Io sono un guerriero che punta a spingere al massimo il ritmo per 12 round; vediamo come si comporta lui. E’ chiaro che parto con il vantaggio di avere all’angolo due persone come Omar e Silvio che sanno tutto di Szeremeta. Se lui porterà qualcosa di nuovo sul quadrato, noi saremo pronti a fare altrettanto. Sono molto sereno e consapevole che si tratta di uno dei match più importanti della carriera-.
Il calore del pubblico romano dovrebbe favorirti, sotto ogni profilo...
GODDI- Ne sono consapevole. A Roma vado per vedere realizzato un sogno. Il titolo Ebu è un obiettivo che ho sempre desiderato realizzare. Ha valori particolarmente importanti per me. Sarei il primo sardo a conquistare il titolo europeo dei pesi medi. In questo momento è il punto di arrivo della mia carriera e una data importante per la boxe dell’Isola. Saranno in tanti i conterranei che verranno ad incitarmi e io garantisco di dare tutto me stesso. Lotto per la mia famiglia e la mia terra. Per mia moglie Laura (foto) e mio suocero, che sono i cardini del mio lavoro; per il mio team, i miei incredibili maestri e per la famiglia Cherchi che mi offre un’altra importante occasione e a cui sarò sempre grato. Venerdì voglio arricchire la mia carriera. Avverto dentro di me la possibilità di compiere l’impresa di mantenere in Italia il titolo continentale-.




