
Match a senso unico al Madison
Vittoria scontata quella del russo Sergey Kovalev sul connazionale Igor Mikhalkin al Madison Square Garden di New York, e arrivata per K.O.T al 7° round quando Mikhalkin era troppo malmesso in faccia per proseguire una lotta impari e francamente senza senso. Il fatto è che per battere Kovalev serve o un fuoriclasse come era Andre Ward o un grande picchiatore e il 32enne Mikhalkin non è né una cosa né l’altra. Non c’è stato un solo attimo nel match in cui lo sfidante al titolo di sigla WBO detenuto da Kovalev abbia dato la minima impressione di poter sovvertire il pronostico. Il momento migliore di Mikhalkin, mancino nato a Irkutsk ma residente in Germania ad Amburgo, è arrivato in un 3° round in cui alzando il ritmo è riuscito a stare quasi alla pari del suo titolato avversario mettendo a segno qualche buon sinistro dalla sua guardia destra.
Kovalev però ha fatto onore alla sua fama di carro armato e di distruttore e faceva una certa impressione vedere come il 34enne da tempo residente in Florida cambiava i connotati dell’avversario secondo dopo secondo, minuto dopo minuto. Potenza superiore, distribuzione dei colpi al volto e al corpo, movimenti delle gambe essenziali e capaci di metterlo sia fuori dalla traiettoria dei colpi che in grado di appoggiarsi bene sui propri, Kovalev ha un destro che fa danni ogni volta che arriva a segno. Mikhalkin è stato coraggioso ma ha perso tutte le prime 6 riprese e alla settima, con lo sfidante dal volto ricoperto di sangue, l’arbitro e il medico l’hanno giustamente salvato dal proprio inutile e pericoloso coraggio.



