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Un campione di marzo: Agostino Cardamone, tre volte re d'Europa

Il 18 marzo 1989 esordiva al professionismo a Bologna un personaggio di cui si è parlato negli ultimi anni troppo poco. Agostino Cardamone, nato a Montoro inferiore nel 1965, nel professionismo italiano lascia una traccia profonda con la sua  boxe rocciosa e implacabile. Del 1992 al 1998 è stato campione europeo dei medi, non abbandonando mai del tutto la sua principale professione di carpentiere. La sua rivalità con Silvio Branco, contro il quale  conquistava il suo primo titolo, doveva caratterizzare buona parte degli anni Novanta. A Civitavecchia, sul ring allestito in un capannone industriale, i due rivali si contesero il titolo che Dell’Aquila, succeduto brevemente a Polinori, aveva lasciato vacante per tentare la conquista iridata contro James Toney. Branco godeva dei favori del pronostico; più potente e con un allungo superiore, non aveva fatto i però conti con l’eccellente condizione atletica di Cardamone. Questi, dopo un inizio guardingo, con un gran destro abbatteva il più alto avversario al quinto round. L’atterramento toglieva sicurezza al pugile di casa, al quale non bastava la reazione finale per rimontare la china. La “split decision“ che sanciva il verdetto a favore di Cardamone non rendeva giustizia al pugile avellinese, giusto vincitore.

La difesa del titolo contro Pompilio, sul ring casalingo di Montoro Inferiore, ribadiva i netti miglioramenti che la “roccia irpina” evidenziava ad ogni uscita. Il foggiano, buon tecnico, non resse al lucido impeto del campion, che lo stroncò al nono round. La stessa sorte toccava a De Cecilia, finito con una strepitosa serie di ganci micidiali. Senza avversari in campo nazionale, Agostino si sentiva pronto per il titolo europeo lasciato vacante da Kalambay.   Gli contese la corona Francesco Dell’Aquila, che tentava un reinserimento ad alto livello. Non aveva fatto i conti con la grande determinazione di Cardamone, il quale con un gancio sinistro al fegato lo liquidava con un impressionante K.O. Personaggio schivo, mai oltre le righe, amava parlare con i fatti più che con le parole. Conquistato il titolo, si dedicava alla sua difesa senza paura.   

In Francia, a Berck, a casa del suo avversario Frederik Sellier, dimostrava una capacità di soffrire che ne esalta ancor più la figura; una frattura al metacarpo della mano sinistra, subita al quinto round, non lo fermava. Dopo un match aspro e senza un attimo di respiro usciva vittorioso dalla contesa.  A Vitoria, città dei Paesi Baschi, Gino Lelong non ha poté che opporre grande coraggio alla superiorità del pugile italiano. A Solofra, anche un  eccellente tecnico come l’inglese Neville Brown non ebbe scampo. Bersagliato al corpo da un sinistraccio continuo e potente, l’inglese non tardava a sentirne i deleteri effetti. Con le gambe appesantite, non seppe evitare il colpo risolutore al settimo round. A Sanremo, la spettacolare e selvaggia lotta contro Shaun Cummings, altro britannico di buona   quotazione, lo vedeva trionfare con rabbia, malgrado un atterramento subito nel corso dell’ottava ripresa. L’opportunità di un combattimento mondiale lo induceva ad abbandonare la corona continentale. A Boston l’aspettava Julian Jackson, grande pugile e campione W.B.C.     

Il combattimento, teletrasmesso anche in Italia, all’inizio aveva illuso un po’ tutti.  Cardamone attaccava spavaldo e deciso, colpendo duramente il campione in carica che finiva il round ferito. Capito il pericolo, questi con classe e potenza coglieva l’attimo in cui il nostro coraggioso attaccante abbassava la guardia nell’euforia del momento favorevole. Il destro fulminante ne spegneva i sogni di gloria. La sconfitta l'obbligava ad un periodo di riposo e intanto il titolo europeo era tornato vacante dopo la rinuncia di Richie Woodhall, che l'aveva conquistato contro Silvio Branco (gli intrecci tra i due rivali si susseguono).  Cardamone avrebbe dovuto incontrare l’antico avversario Neville Brown, da lui nettamente   battuto, ma all’ultimo momento gli venne opposto il russo Alex Zaitsev, pugile dalle   caratteristiche opposte a quelle dell’inglese. Fu un’altra brutta battuta d’arresto per il pugile di Montoro, ma non era nel suo carattere darsi per vinto.  Due anni più tardi a Serino, nel cuore della sua Irpinia, diventava il quattordicesimo atleta della categoria a riconquistare il titolo del Vecchio Continente. Il russo Zaitsev, questa volta, al termine di un combattimento durissimo veniva battuto. Era il periodo in cui proliferavano le “sigle” mondiali, ognuna con   il suo bravo titolo da mettere in palio. La nuova ed ultima arrivata, la World Boxing Union,  aveva come campione Silvio Branco che voleva ardentemente la rivincita con Cardamone.   Questo poco considerato ente mondiale ha avuto il merito di mettere nuovamente di fronte due campioni, cavallereschi rivali, i quali avrebbero potuto benissimo incontrarsi anche e solamente per il titolo italiano. Il match e l’interesse sarebbero stati gli stessi; sono i campioni che rendono bello un confronto, non certo le etichette. 

La sfida tutta nostrana si disputava al Palapentassuglia di Brindisi e mise in risalto la vera essenza del pugilato. Il combattimento regalava emozioni; il sontuoso jab sinistro di Branco risultava una barriera invalicabile per l’indomito sfidante, teso ad accorciare le distanze. Il vantaggio dell’atleta di Civitavecchia risultava chiaro alla fine del nono round e già si pregustava la succosa rivincita. Un attimo di disattenzione e il gancio sinistro di Cardamone lo coglieva al mento per il più classico dei K.O. Fu solo fortunato? L’avellinese non ha mai avuto timori nel combattere in campi avversi, fidandosi delle sue capacità fisiche e interiori e concedeva un’ulteriore possibilità al rivale, a casa sua. A Civitavecchia, con le tifoserie scatenate, Cardamone chiudeva definitivamente il conto e la rivalità con l’avversario iniziata sette anni prima. Ma tutto ha una fine. A trentaquattro anni e una carriera dispendiosa, l’irpino non aveva più la forza reattiva che l'ha sempre caratterizzato. Il combattimento contro l’olandese originario del Suriname Ray Joval doveva essere l’ultimo. Noie al ginocchio sinistro e alla schiena l'avevano costretto più volte ad interrompere la preparazione e furono troppi i kg. da smaltire per rientrare nei limiti di peso della categoria. L’agile avversario lo costrinse ad un combattimento sofferto e dopo aver tentato il tutto per tutto, gettava la spugna. Sconfitta che non intacca minimamente dieci anni di gloria sui quadrati nazionali ed internazionali. Alla fine del 1999, alla Certosa di S.Giacomo di Capri, riceveva il premio ”Fair Play International“ che una prestigiosa giuria gli aveva assegnato.   Tutti avevano visto in TV il gesto consolatorio ed amorevole nei confronti di Silvio Branco che tardava a riprendersi dopo il duro fuori combattimento. Zittiva i suoi uomini d’angolo che esultavano per la vittoria, prima di sincerarsi delle condizioni fisiche del rivale. Una dimostrazione della  sua profonda sensibilità umana, che ha lasciato una traccia profonda nella storia del pugilato italiano.

Da Annuario della Boxe Italiana di Anselmi, Dell'Amore, Romanò

 IL RECORD  PROFESSIONISTA  

1989

   

Bologna

18-03

Massimiliano  Bocchini

v.p.

  6

Pomezia

09-06

Roberto  Usai

vckot

  3

Acciaroli

23-06

Adel  Bejaoui

v.p

  6

S.Giuseppe Vesuv

07-07

Kabunda Kamanga

v.p

  6

Costacciaro

04-08

Adel  Bejaoui

v.kot

  6

Montoro

30-09

Marnix  Heytens

v.p

  6

Ferrara

04-11

Jean Roger Tsidjo

v.p

  6

   

1990

   

Pagani

03-03

Danny De Beul

v.p

  6

Ferrara

28-04

Alfredo Luero

v.p

  8

Casoria

10-06

Sam  Isiko

v.p

  8

Velletri

24-11

Ricardp Cisneros

v.p

  6

   

1991

   

Capo D’Orlando

26-01

Ramon Abeldano

v.p

  6

Vallecrosia

23-03

Luigi De Cecilia

vckot

  4

Salerno

21-09

Mohamed Louati

v.kot

  1

Rossano Calabro

07-12

Marino Monteyne

v.kot

  3

   

1992

   

Civitavecchia

01-02

Silvio  Branco

v.p

 12

   

(C.Italia pesi medi)

 

 

Montoro

04-07

Stefano Pompilio

v.kot

  9

   

(C.Italia pesi medi)

 

 

Priverno

07-10

Luigi De Cecilia

v.ko

  5

   

(C.Italia pesi medi)

 

 

   

1993

 

 

Avellino

23-06

Francesco Dell’Aquila

v.ko

  3

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

Berck

11-12

Frederick Sellier

v.p

 12

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

   

1994

 

 

Vitoria

14-04

Gino  Lelong

v.p

 12

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

Solofra

20-07

Newille Brown

v.ko

  7

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

Sanremo

09-11

Shaun Cummins

v.p

 12

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

   

1995

 

 

Boston

17-03

Julian Jackson

p.ko

  2

   

(C.Mondo WBC pesi medi)

   

S.Mango d‘Aquino

16-08

Andric Gradimir

v.abb

  6

   

1996

   

Sassari

19-06

Alex Zaitsev

p.ko

 10

   

(C.Europa pesi medi)

   
   

1997

   

Afragola

19-93

Andric Gradimir

v.p

  6

Montoro

14-06

Mathieu Raybier

v.gs

  2

Contrada

24-08

Adrian  Radu

v.abb

  3

Alghero

05-12

Mihai Iftode

v.kot

  7

Sarroch

20-12

Cristinel Acatrinei

v.kot

  1

   

1998

   

Serino

24-04

Alex Zaitsev

v.p

 12

   

(C.Europa pesi medi)

 

 

Contrada

17-10

Laszlo  Racz

v.p

  6

Brindisi

18-12

Silvio Branco

v.ko

 10

   

(C.Mondo WBU pesi medi)

 

 

   

1999

   

Civitavecchia

27-03

Silvio Branco

v.p

 12

   

( C. MondoWBU pesi medi)

 

 

Benevento

26-06

Ray  Joval

p.gs

  9

   

( C. Mondo WBU pesi medi)

   

   Totale incontri  36 ( 33. 3. 0. )

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