Si può ipotizzare una riconciliazione tra il Wbc e Saul "Canelo" Alvarez, al centro di una situazione difficile? Ci sono i presupposti.
Il presidente Wbc, Mauricio Sulaiman, ha fatto ieri una dichiarazione particolarmente distensiva nei confronti di Alvarez, che è stato trovato positivo ad un test antidoping.
A proposito di tale fatto, la Nevada Boxing Commission sta valutando attentamente la segnalazione della Wada che ha rilevato nel test la presenza di Clenbuterolo, una sostanza proibita, ma segnalando anche che potrebbe essere stata ingerita dal pugile attraverso carne bovina trattata con questo prodotto, il quale riduce la concentrazione intracellulare di calcio ionico. In Messico viene normalmente somministrato agli animali prima della macellazione.
-Stiamo concedendo a "Canelo" il beneficio del dubbio. Nella sua carriera non ha mai avuto problemi del genere e in passato si è sottoposto al protocollo "Wbc Clean" antidoping, senza mai presentare alcun problema. Quindi Alvarez, in questa fase, riscuote la piena fiducia del Wbc-.
La querelle tra Wbc e "Canelo" era iniziata tra il 2015 e il 2016, quando Alvarez si era rifiutato di pagare competenze richieste dal Wbc. A questa fase è seguita una serie di scontri verbali, soprattutto nei lunghi mesi che precedettoro il match con Golovkin, durante i quali il messicano rifiutava il riconoscimento del Wbc.
Dopo questa scelta, indubbiamente importante, potrebbe tornare il sereno tra le parti, anche se sulla fattibilità della rivincita del 5 maggio dovranno esprimersi ancora Wba, Ibf e Ibo.




