È scomparso due giorni fa a Genova a 87 anni una delle figure più nobili del pugilato italiano Aureliano Bolognesi.

Nato a Sestri Ponente il 15 novembre 1930, . Il suo nome è strettamente legato alla vittoria della medaglia d'oro alle olimpiadi di Helsinki nel 1952 ma anche ad una carriera dilettantistica straordinaria. Si appassionò alla noble art a 15 anni ed un anno dopo salì sul ring 16 anni . Frequentò la palestra di Cornigliano ligure che era diretta da uno dei più importanti allenatori italiani dell'epoca Alfonso Speranza.
Il percorso sportivo di Aureliano Bolognesi rimane a tutt' oggi difficilmente imitabile: Campione italiano dilettanti dei pesi leggeri a Bologna nel 1951 e a Trieste nel 1952 - Medaglia d'argento ai mondiali militariu di Monaco di Baviera nel 1953. Oro olimpico a Helsinky nei pesi leggeri nel 1952.
Eccezionale il suo record da "puro" : 151 match quattro pari e 146 vittorie. In maglia azzurra disputò 13 match di cui 11 vinti , uno pareggiato ed uno perso con Ferrer nella finale militare di Monaco di Baviera ma non sconfitto sul ring ma per forfait a causa di un infortunio. Indimenticabile il suo exploit alle olimpiadi di Helsinky dove battè al primo turno il favorito del torneo l'americano Bob Bickle . A seguire le vittorie sul forte ungherese Juhasz, sul finlandese Pakzanen e la trionfante finale sul polacco Aleksy Antikiewitz.
Passò professionista nel 1954 ma con un grave handicap. Un problema alla spalla rivelatosi nell'incontro con Gramegna nello stesso anno lo penalizzò per tutta la carriera da prof che concluse senza titoli con 17 vittorie due sconfitte e due pari . Vinse comunque i suoi primi 13 match poi fu chiamato in Svezia dove era notissimo per combattere contro Leo Lindberg . Pareggiò il match ( che chiaramente aveva vinto ) tra gli applausi .

Dopo due vittorie con Ballabio e Sarkissian il 30 luglio del 1957 fu fissato per Aureliano un match a Imperia contro il tunisino Mohamed Ben Alì fresco di passaggio al professionismo. Incredibilmente Bolognesi finì ko all'ottavo round. Un pari e una vittoria sul sardo Ganadu , un successo sul modesto Bardi e a a Cremona il primo ottobre del 1956 perse per abbandono alla seconda ripresa di fronte a Mafaldo Rinaldi contro il quale combattè con un solo braccio valido . Terminò con questa sfortunata performance la sua carriera da pugile per dedicarsi per diversi anni a quella dell'insegnante . Nella vita fu dipendente di un'azienda genovese come analista chimico . Profondamente credente sviluppò altre passioni personali come quella per la poesia . Scrisse moltissimo anche di sport. Nel 2015 fu premiato dal CONI in una celebrazione dei successi olimpici italiani. Lo scorso anno la Celano Boxe a cui era profondamente legato gli dedicò un momento di celebrazione della sua straordinaria carriera .
Senza Aureliano la boxe italiana sarà ancora più povera.



