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All'angolo neutro con Glauco Cappella: tu sei pugile...gli altri no!

PugileAllenatore

Uno sport da combattimento è una disciplina.

E’ uno stile di vita che si prende tutto quello che hai, o meglio, sei tu ad offrire tutto quello che hai fino a mettere in gioco te stesso. Offri tutto, fino all’ultima delle tue risorse, delle tue energie, perché senza quella vita non sei niente.

Ti svegli al mattino e la prima cosa che fai dopo aver sbadigliato, pisciato e sbadigliato ancora, è salire sulla bilancia che hai accanto al letto e che nessuno ti deve toccare! Mai! Quella è la tua piccola certezza, la tua àncora che può darti autostima e sicurezza oppure frustrazione e paura. Leggi il numerino scritto sul display. Scendi. Sali un’altra volta. Il numero scritto smette di lampeggiare e si fissa. Identico a prima. Sei seicento grammi sopra. Anche oggi. Ieri hai sudato come un cammello con la tuta-sauna in allenamento. Hai mangiato una fettina di petto di pollo che saràà stata sì e no ottanta grammi e un finocchio. Solo un bicchiere d’acqua. Oggi non sei sceso nemmeno cento grammi.

Non hai certezze e sei incazzato...Ti vesti e vai in strada a correre.

Fuori è un tempo un po’ grigio e uggioso. Non piove, ma c’è quell’umidità e quella leggerissima foschia che ti fa sentire introverso e scontroso. Anche il cappuccio con lo scaldacollo sopra che lo tiene fermo ti aiuta a chiuderti in te stesso. Hai un buon passo e corri senza cuffiette perché vuoi sentire il rumore dei tuoi piedi che battono sull’asfalto. Uno dopo l’altro.

Fai cinque o sei chilometri e rientri. Fai un po’ di vuoto; una ventina di minuti. Provi le serie, provi gli spostamenti, immagini qualcuno di forte davanti a te. Un campione del passato. «Non sempre sei tu Sugar Ray, qualche volta ce l’hai contro», mi ha detto una volta il mio maestro. Quel bastardo di Ray Leonard…Non l’ho mai beccato!

Fai una doccia.

Prendi la macchina ed esci, fai un giro per non pensare a mangiare. Perché sai che non devi, non stai scendendo di peso e quando non puoi fare una cosa stai pur certo che pensi sempre a quanto vorresti farla! Ma il pugile è un esemplare particolare. A lui piace andare contro corrente. Quando ti siedi a tavola guardi i tuoi filetti di merluzzo e l’insalata e senza pensare a niente mangi. Qualcuno fa un brindisi. Tu alzi il tuo bicchiere con un dito di vino e incocci il bicchiere con gli altri facendo sentire il tuo “tin”. Finisci prima di tutti, ti alzi e sparecchi il tuo posto senza rispondere alle domande che tanto ti faranno: «Ma mangi solo quello?» Silenzio...«Ma chi te li fa fare tutti questi sacrifici...Guardati quell’occhio, Dio mio!». Si, hai un sopracciglio un po’ nero per l’allenamento del giorno prima. Sospiri rumorosamente. Qualcuno dice “Sssssssht”, per non far iniziare la solita discussione nella quale tu alzi la voce e rispondi male.

Tutti sono ancora seduti a tavola e tu te ne vai in bagno a perdere tempo con il cellulare e a cercare di andare da corpo per perdere qualche etto. E anche per toglierti un po’ di torno.

Senti che parlano di te, dall’altra parte della porta. «Ma così non si può, questa non è vita!», senti dire mentre il rumore delle posate sui piatti accompagna il loro parlare. «Ma non vedi com’è diventato magro! Così si ammala...Digli qualcosa! Ha già un bel fisico, non ha bisogno di perdere altri chili!». Tu non esci, rimani lì dentro e apri un video di Lomachenko su Youtube. Pian piano il discorso va scemando. Esci e prendi il tuo bicchiere. «Buona Pasqua!», vi dite brindando.

Sembra folle, lo so.

Ma il pugile è il lotta. Tutti i giorni. Contro tutti. Lui è fatto così, vive di quell’adrenalina che gli dà il vedere gli altri destabilizzati dalla sua fermezza, dalla sua costanza, dalla sua follia che tutti gli criticano, ma silenziosamente…ammirano! Chi non lo è, vorrebbe essere te. Per la tua determinazione e dedizione nella dieta. Per il tuo coraggio di salire quella scaletta e oltrepassare quelle corde per entrare nel quadrato. Gli altri ti guardano da fuori e gridano verso di te le emozioni che vorrebbero avere dalla loro vita. Tu gli dai l’adrenalina che da soli non avranno mai.

La sequenza vincente viene fuori solo se sei “presente” mentre scambi, altrimenti non sentirai mai l’ ”Oooooooh” dalla gente. Quell' “Oooooh” che anche tu hai emesso, quando hai scelto di dedicarti alla boxe.

Tu cerchi il tuo “Oooh” di riconoscimento e credi di poterlo ottenere. Per questo tu sei un pugile.

Gli altri lo vorrebbero, ma non lo possono ottenere. Per questo loro non lo sono...

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