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L’appello dell’oro olimpico Yoka:Non sono dopato ma solo negligente

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Il campione olimpico di Rio  dei supermassimi  Tony Yoka ha rilasciato una lunga intervista a Net Boxe in cui ha voluto  chiarire i termini e le vicende della sua  recente squalifica.

Come  abbiamo segnalato Yoka è stato squalificato dalla Federazione francese per un anno per non aver effettuato tre controlli antidoping alla fine  dello scorso anno- Praticamente chi doveva  eseguire i test si è recato a casa del gigante parigino ma non lo ha mai trovato .

  Il 25enne campione ha detto di soffrire quell’etichetta di “dopato” che  gli è  stata appiccicata addosso  dai  social network ed ha voluto  spiegare il perché domani sera  al Palais des Sport di Parigi la Federazione  pugilistica francese gli ha permesso di combattere :

-Non vedo davvero l'ora di combattere . Mi preparo per dare spettacolo  e voglio salire sempre più in alto.  Vorrei spiegare una volta per tutte che  io sono colpevole di negligenza e non sono dopato. Tutto è cominciato prima delle Olimpiadi di rio. Eravamo in Colorado in allenamento con tutta la nazionale francese e sono venuti a controllarci ( per i test  antidoping)  e 3 giorni dopo siamo tornati in Francia. Mi hanno chiesto l’indirizzo  francese e io gliel’ho dato  anche se era provvisorio .

Poi ci sono state le Olimpiadi, le vittorie , le feste e io mi sono fatto sei mesi di vacanza  dimenticandomi completamente  della situazione di controllo . Dunque è vero che sono venuti a cercarmi per il test e non mi hanno trovato. Con mia moglie abbiamo  vissuto un periodo di euforia eravamo entrambi sulle nuvole . Abbiamo passato mesi  senza allenarci e vivendo   le vacanze come dei ragazzi normali .Non  pensavamo affatto di evitare  il  controllo antidoping poiché non ci allenavamo da quasi sei mesi e ci eravamo dimenticati che dovevamo farlo.

Io odio il doping . Il nostro sport è già abbastanza difficile , ma è pulito. Doparsi è un errore  inutile. Io come atleta mi sono sottoposto sempre al protocollo  AFLD senza problemi . Come atleta di punta, non voglio che i miei avversari siano drogati, quindi  seguo le regole rigidamente  . Le vacanze la gioia dell’oro olimpico mi hanno fatto dimenticare  il controllo  . Vorrei segnalare al mondo- Conclude Yoka-  che questo non è un caso di doping, non è mai stata presa alcuna sostanza,  la mia  colpa  è  la negligenza.-

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