
(Lopez a bersaglio su Padilla)
Un altro giovanissimo peso “piccolo” si sta facendo rapidamente strada nel pugilato internazionale, partendo dalle pittoresche strade di Managua (Nicaragua), per proiettarsi verso il mondo. Si tratta dell’imbattuto 20enne peso gallo Melvin Lopez (14-0-0; 9 ko), che bussa verso altissimi traguardi quasi seguendo le orme del 23enne connazionale Cristofer Rosales, divenuto mondiale in Giappone un paio di settimane fa, dopo avere sbriciolato prima del limite Daigo Higa contro ogni pronostico e costretto alla resa nella medesima forma anche il marocchino-fiorentino Obbadi, a Pordenone nello scorso autunno.
Lopez, alto e sottile come un bambù, è un mancino rapido e mobile di gambe, con un insistente jab destro e potenza in entrambi i guantoni; in un certo senso ha già fatto segnare un record, dal momento che in neppure tra anni di professionismo ha già cambiato tre categorie di peso, non essendo evidentemente ancora completata la sua maturazione fisica. La bilancia è il suo “Everest”, perché gli costa tantissima fatica da sempre rientrare nei limiti previsti. Probabilmente lo si troverà presto in categoria superiori.
Già detentore del titolo Latino Wbc dei supermosca nello scorso anno, con vittorie su Aguilar, Lopez e Garcia, sabato notte ha surclassato di fronte ai propri concittadini il messicano 24enne Yonathan Padilla (18-4-0; 8 ko), per la cintura iridata Wbc Youth. Qualcuno potrà dire che non si tratta di gran cosa, ma quando l’avversario, “strabattuto” ai punti ed essersi salvato dal ko solo per l’immenso orgoglio, è Padilla, allora il risultato diventa interessante. Molto.
Il messicano, nonostante l’età, è abituato a battersi con avversari di valore ed essere finito due volte al tappeto contro il nicaraguense, è assai significativo riguardo al valore e al talento di Lopez, considerato ormai universalmente uno dei migliori “prospect” della boxe latino-americana. Il domani darà la risposta.



