
Lo scorso 13 aprile avevamo pubblicato un’intervista di Erika Novarria, la 27enne aspirante pugile innamorata del ring, nonostante nel 2009 un terribile incidente stradale, mentre stava raggiungendo in scooter gli amici dopo l’allenamento in palestra, l’avesse costretta a subire l’amputazione di una gamba.
La ragazza, dal carattere di ferro, della società Testudo di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, è oggi in piena “bagarre”, spalleggiata da tanti amici, appassionati e addetti ai lavori, per ottenere il diritto sacrosanto di praticare la boxe, sconfiggendo le consuete e cieche pastoie burocratiche che sino ad oggi si sono frapposte tra lei e il suo sogno. Insomma, una tragica e meravigliosa storia la sua. Un esempio per tutti coloro che vacillano dinanzi alle insidiose e crudeli prove che la vita talvolta riserva.
Ma evidentemente la sfortuna non si è ancora stancata di tormentare Erika…
Alcuni giorni fa, infatti, durante la notte le hanno rubato la macchina, parcheggiata in zona Bovisa delle periferia milanese; una macchina per altro adattata alla sue esigenze particolari e sulla quale soprattutto era riposta una borsa contenente la protesi che Erika utilizza quando si allena.
Il fatto ha destato sdegno e solidarietà, ma sino ad oggi l’automezzo (targato FH864LN, marca TOYOTA CHR, bianco con tetto nero) non è stato ritrovato, nonostante l’accorato appello della ragazza. E pensare che il ladro o i ladri non possono non essersi accorti che la macchina rubata appartiene, per caratteristiche tecniche e per ciò che contiene, ad una persona con particolari difficoltà!
Non resta che confidare in un miracolo e cioé che in questi individui serpeggi un vago barlume di coscienza e facciano ritrovare l’auto e il suo contenuto, anche perché totalmente inutile a tutti, ma vitale per Erika.
Il mondo contemporaneo proprio non si smentisce mai. O quasi…
Ecco!
Erika Novarria e tutti noi contiamo sul quel “quasi”!



