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A St. Nazaire vittorie titolate e meritate per Dibombé e Papot

DibombéTrosch

Alla Soucoupe di Saint Nazaire in Francia, l’arena che ha ospitato innumerevoli e prestigiosi eventi del pugilato nazionale e internazionale, ieri sera ha aperto per la prima volta i battenti nel 2018, presentando ad un folto pubblico una riunione incentratata sul vacante titolo Interc.le Wba dei mediomassimi, tra l’imbattuto idolo di Nantes, Pierre Hubert Dibombé (15-0-1; 7 ko), e l’argentino Elio Heraldo Trosch (14-7-2; 7 ko).

Il promettente pugile francese era largamente favorito nei pronostici della vigilia e il match ha confermato quella che era un po’ l’opinione di tutti, tanto che l’unanime verdetto finale ha premiato Dibombé con “larghissimi” cartellini: 118 a 110, 117 a 111 e 117 a 112.

Il combattimento è iniziato a ritmi blandi, con i protagonisti che si studiavano a distanza senza affondare le azioni. In possesso entrambi di buone qualità tecniche, sono arrivati a metà combattimento con un leggero vantaggio del padrone di casa, un po’ più attivo. La svolta del match si è avuta all’8^ ripresa, quando finalmente Dibombé, incitato dal proprio angolo, ha rotto gli indugi premendo sull’acceleratore e giungendo a bersaglio con combinazioni veloci e precise. A quel punto il combattimento è diventato davvero spettacolare e caratterizzato da notevole agonismo e scambi pesanti, nei quali è stato il francese comunque a prevalere, meritando quindi il titolo Interc.le Wba, di buon auspicio per il futuro della sua carriera.  

Nel sotto-clou, l’amatissimo e imbattuto campione di casa, David Papot (22-0-0; 3 ko), ha difeso la cintura nazionale dei superwelter contro lo sfidante ufficiale Fouad El Massoudi (14-11-0; 1 ko), di Clermont Ferrand. Il combattimento non è stato facile per il detentore, che alla 3^ ripresa ha fatto tramare i propri concittadini quando ha piegato le gambe, contro le corde, centrato da un velenoso gancio del rivale. El Massoudi, in possesso di una carica agonistica non comune e deciso a conquistare il titolo tricolore, ha imposto a Papot una match durissimo nei primi sei round, benché ferito seriamente all’arcata sopraccigliare destra. Poi, un po’ per volta, il più mobile e veloce detentore ha cominciato ad anticipare l’insidioso sfidante, contando su una maggiore mobilità e sulla stanchezza che cominciava ad affiorare nell’indomito El Massaoudi.

Alla fine verdetto unanime e meritato, ma anche sofferto, per Papot, con un 98 a 92 e due 97 a 93.

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