
Match a senso unico a Bolton
Hughie Fury era finora noto quasi solo come il cugino “buono” di Tyson Fury e per avere sfidato senza averne poi gran diritto Joseph Parker per il titolo di sigla WBO dei pesi massimi venendone sconfitto ai punti. Di quel noiosissimo incontro si ricordano le proteste di Fury e di Frank Warren, convinti che mettere in scena una piuttosto patetica imitazione di Muhammad Ali senza però portare colpi bastasse per portarsi un titolo a casa. Adesso però il 23enne cugino d’arte, allenato dal padre Peter che allena anche Tyson, ha messo le mani su qualcosa, e cioè sul titolo britannico dei pesi massimi, battendo a Bolton il 33enne Sam Sexton che era alla prima difesa.
Fury ha colto la vittoria più importante della carriera e lo ha fatto in modo abbastanza sorprendente per uno che era noto per la mancanza di pugno, sarà che comunque un peso massimo può far male comunque. Di fatto Sexton è stato demolito al 5° round dopo una faccenda decisamente a senso unico. Più alto di Sexton, con un allungo ben maggiore, Fury ha utilizzato il jab sinistro con insistenza mentre il rivale, goffo la sua parte e certamente meno fisicamente presentabile, giocava la sola carta dell’avvicinamento ondulando sul busto.
Fury è un pugile mobile sulle gambe, ha una guardia molto disinvolta ma non ha mai corso il benché minimo rischio beccandosi solo un destro nel 3° round. Verso la fine del 4° round ha atterrato Sexton con due destri consecutivi alla testa ma la fine del round gli ha impedito di chiudere il match. All’inizio del 5° round sembrava che Sexton si fosse ripreso e forse era anche vero ma cercando di forzare un attacco è stato fulminato da un cortissimo destro di Fury. Si è in verità rialzato ma l’arbitro ha giustamente fermato il match.
Una vittoria che dà nuove possibilità a Fury anche se per il momento il prossimo ritorno sul ring del cugino è destinato ad oscurarlo comunque.



