
di Carlo Tartaglia
Ieri notte, nella suggestiva cornice dello StubHub Center di Carson, California, è andato in scena uno dei match più appassionanti del 2017 finora.
Oscar Valdez ora 22-0 con 19 KO( foto a sx) si è trovato di fronte un avversario vero, tosto e determinato a dare tutto fino alla fine come Miguel Marriaga (25-2, 21 KO dopo ieri).
L’incontro è iniziato con i migliori auspici: il campione boxava ma non rinunciava alle combinazioni, lo sfidante pressava con convinzione e aggressività e i due non disdegnavano qualche scambio sin dalle prime battute.
Le prime quattro riprese sono state combattute sul filo dell’equilibrio, con Valdez che ha cercato di usare il ring e attaccare a sprazzi con colpi larghi (in particolare gancio sinistro e overhand destro) ma comunque carichi ed efficaci e Marriaga che ha provato a braccarlo e a lasciar partire bombe con entrambe le mani, testando la compostezza del giovane messicano.
I round 5 e 6 hanno visto i due protagonisti fare modifiche in corso d’opera alla propria boxe per adattarsi e trovare contromisure, in particolare un uso più sostenuto del jab da parte dell’uno o dell’altro riusciva momentaneamente a spostare gli equilibri. Valdez, quando lo doppiava o triplicava riusciva a tenere a distanza il determinato picchiatore colombiano; quando invece era Marriaga ad usare il jab, la sua azione risultava più precisa ed incisiva.
E’ stata una battaglia di nervi perché il campione doveva gestire le forze e non perdere la lucidità sotto pressione, lo sfidante non doveva invece lasciarsi frustrare dai movimenti rapidi dell’avversario e soprattutto doveva tenere gli occhi bene aperti sulle possibilità di contrattacco di quest’ultimo.
Nella nona ripresa, il giovane campione è sembrato intenzionato a tirare il fiato e ha lasciato troppo spazio all’azione del puncher colombiano, il quale con inalterata costanza e combattività si è aggiudicato il round. Ma la svolta dell’incontro è giunta nel round numero 10: il ritmo impetuoso di Marriaga è sembrato per un attimo piegare la resistenza di Valdez, che arretrava e per diversi secondi subiva l’attacco a due mani dello sfidante. E proprio in quel momento, esattamente come vi avevamo anticipato in sede di presentazione del match, Marriaga non ha riportato in guardia il guantone destro e Valdez lo ha fulminato con un gancio sinistro preciso spedendolo al tappeto.
Dopo il conteggio, il campione che si è lanciato all’attacco cercando di chiudere la sfida prima del limite ma il suo antagonista è riuscito non solo a recuperare e resistere ma addirittura ha chiuso in forcing la ripresa, con grande orgoglio. La decima è stata dunque una ripresa tra le più emozionanti dell’anno.
Giunti agli ultimi 6 minuti di battaglia, i due pugili si sono affrontati a viso aperto, scambiando ganci, diretti e montanti, confrontandosi con ammirevole intensità, cuore e voglia di vincere fino all’ultimo istante, nonostante la fatica.
L’incontro si è chiuso con un abbraccio di sincera ammirazione reciproca come quasi sempre avviene in questi casi. E’ stata una guerra, ma combattuta da veri professionisti, con grande lealtà e rispetto delle regole.
I giudici hanno premiato Oscar Valdez per decisione unanime (119-108, 118-109 e 116-111) e proprio quest’ultimo cartellino ci è sembrato il più veritiero, con gli altri due un eccessivamente larghi e decisamente impietosi nei confronti dell’ottimo e competitivo Marriaga.
Questo confronto, come prevedevamo nella presentazione, ci ha detto molto sul futuro del campione WBO dei piuma: Oscar Valdez ha superato un test molto duro, non ha mai perso la calma, ha gestito le forze e mostrato al mondo che oltre al talento ha il cuore e la tenacia che servono per lottare ai massimi livelli di uno sport esigente psicologicamente quanto fisicamente come la boxe. Per lui è stata una prova di maturità superata faticando ma meritatamente.
Marriaga dal canto suo, ha tirato fuori il meglio dal suo avversario con una prestazione ad altissima intensità, energia e coraggio.
I 5419 spettatori dello StubHub Center sono tornati a casa soddisfatti.



