
Con la parola "costanza" si spiega l’inalterabilità, la continuità di una caratteristica. Ciò che influenza il rendimento di un atleta e ancora, in ambito morale, è ciò che viene chiamato perseveranza.
Il concetto generale della perseveranza, della regolarità invariabile, nella costanza trova un connotato molto specifico: "stare con". Quello che dice è che non si tratta tanto di una disciplina ferrea o di una semplice forza di volontà, ma della capacità di stare con l’obiettivo, di viverci insieme. Più che volontà, è relazione.
Così si potrà parlare di un rapporto costante fra due innamorati, fra due amici, si potrà studiare con costanza o praticarne una disciplina, più in generale si potrà vivere nella costanza dei propri principi.
In sostanza cosa significa? Che paga l’impegno, il lavoro duro, appunto la costanza.
Può sembrare scontato, ma non lo è affatto. In un mondo dove le mode non durano che pochi mesi, nel quale vige il diritto di recesso, dove tutto si può cambiare e riportare indietro se non soddisfa appieno,
ognuno di noi non può e non deve commettere l’errore di applicare questi principi alla propria vita.
Oggi, infatti, sempre più spesso, si tende ad enfatizzare il concetto di talento: nel lavoro, nello sport, nei percorsi scolastici si sente parlare di "predisposizioni innate". Certo, esistono chiaramente delle predisposizioni, ma devono essere interpretate solo come un punto di partenza, un pre-requisito per procedere nella crescita e raggiungereun obiettivo.
Concentrarsi esclusivamente sul talento può portare ad uno stato di passività, perché si tende già in partenza a togliere un peso, una responsabilità.
“Non sono portato,quindi niente. Non lo faccio!”.
È proprio questo il rischio che si corre. Bisogna invece sviluppare un approccio che porti a perseverare, a continuare a provare. Non si deve mai dimenticare che all’eccellenza e agli obiettivi si arriva solo con un duro lavoro. Serve allenamento in tutt, e nonostante questo, se manca la vera intenzionalità, non è detto che si raggiunga l’eccellenza.
Occorre quindi una vera motivazione e la resilienza non è altro che una dimensione
della motivazione stessa, che la aiuta a durare a lungo: in sostanza bisogna imparare a
rialzarsi appena si cade. Per esempio, anche solo per il piacere di sentirsi capaci, la volontà di muoversi verso l’obettivo aumenta. E questo permette di essere molto più resilienti, perseveranti nel raggiungere gli scopi prefissati.
Ma perché per molti è così dura praticare qualsiasi cosa con costanza?
Tutta colpa della pigrizia, che quando prende non molla più e fa andare in fumo qualsiasi buon proposito. L’ostacolo è spesso qualcosa di puramente mentale.
La soluzione in realtà è a portata di mano di chiunque: l'attività fisica permette di produrre endorfine, gli ormoni del benessere. Questi donano una piacevole sensazione che risulta quasi come una droga per il cervello, il quale per questo continua a richiederne, senza necessariamente arrivare agli estremi della
“dipendenza da palestra”.
Scoprirete presto che sarà il vostro corpo a richiedere di fare movimento, puntuale come un orologio svizzero.



