l Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dimostrato di essere ancora un cultore e un grande tifoso del pugilato, che peraltro finanzioò più volte tra la fine degli anni Settanta e sino a quelli Novanta.
Da poche ore ha ufficializzato la decisione di concedere il perdono postumo a Jack Johnson, il primo campione mondiale dei pesi massimi di colore, che fu arrestato e imprigionato in base a una legge (Jim Crow), dei primi del Novecento, che regolava rigidamente le relazioni tra uomini e donne di razze diverse. Jack Johnson, fu giudicato colpevole di comportamento immorale solo perchè di razza nera e sposato con una donna bianca (furono addirittura tre le sue mogli), più di un secolo fa.
Johnson, nato nel 1878 e scomparso nel 1946, è classificato come campione della massima categoria dal 1908 al 1912, poi nel 1913 venne dichiarato decaduto del titolo. Ma gli vengono riconosciute a Parigi tre ulteriotri difese del titolo, tra il 2013 e il 2014.

Trump ha annunciato la grazia alla Casa Bianca assistito, da Sylvester Stallone, Lennox Lewis e altre leggende del pugilato. Prima, davanti alle più importanti testate giornalistiche del mondo, aveva annunciato l'annullamento del vertice con il Presidente della Corea del Nord, Kim Jong Un, poi ha trovato il tempo di motivare la concessione della grazia al Gigante di Galveston:
-Sylvester Stallone mi ha da tempo informato e sensibilizzato sull'ingiustizia perpetrata nei confronti di Jack Johnson. Fu un vero combattente, vissuto durante un periodo di tremende tensioni razziali negli Stati Uniti, più di un secolo fa. Scontò dieci mesi nel carcere federale per quello che molti considerano un'ingiustizia motivata solo dal colore della sua pelle. Fu trattato in modo molto duro. Mi è sembrato giusta la sua riabilitazione davanti al popolo americano.-
Jack Johnson si sposò tre volte e sempre con donne bianche, fatto che causò considerevoli polemiche all'epoca, quando i rapporti interrazziali non erano ancora concepibili. Nel gennaio 1911, Johnson sposò Etta Terry Duryea. Lei e Johnson si erano conosciuti ad una corsa di auto nel 1909. La loro relazione fu alquanto burrascosa. Ripetutamente picchiata da Johnson e sofferente di una forte forma di depressione, la donna si suicidò nel settembre 1912, sparandosi alla testa. Dopo solo tre mesi, il 4 dicembre 1912, un anno prima di essere privato del titolo, Johnson sposò in seconde nozze Lucille Cameron e in quell'occasione due ministri di culto del Sud degli Stati Uniti auspicarono che Johnson venisse linciato. La Cameron divorziò da Johnson nel 1924, a causa dei suoi continui tradimenti. L'anno successivo, Johnson sposò infine Irene Pineau, che gli rimase accanto fino alla morte. Quando un giornalista durante il funerale di Johnson le chiese che cosa avesse amato in lui, rispose: «Lo amavo per il suo coraggio. Affrontava il mondo senza paura. Non c'era niente e nessuno che lo spaventasse».




