Giornata convulsa, quella di ieri, per l'imbattuto ex-campione dei gallo WBC, Luis 'Pantera' Nery (26-0, 20 KO). Il suo team ne aveva annunciato il rientro in luglio contro il mancino filippino, già campione Asia Pacific, Jetro Pabustan (29-5-6, 9 KO), sui 10 round, all'Auditorio Municipal di Tijuana, in Messico.
Nery, 23 anni, avrebbe combattuto per la prima volta, dopo aver perso la cintura Wbc dei 53.524 kg. "a tavolino", essendosi presentato in sovrappeso alla bascula, nella rivincita con Shinsuke Yamanaka, lo scorso marzo.
Il match si fece egualmente e Nery vinse per kot al secondo round, ma perse ovviamente il titolo.
La punizione non si limitò solo alla perdita del primato, ma il giovane messicano fu anche sospeso dal Wbc a tempo indeterminato. A parte il fatto che risulta eccessiva la punizione (sarebbe bastato la privazione del titolo e un paio di mesi di sospensione), l'annuncio del rientro ha scatenato una reazione del Wbc stesso.
L'ente diretto da Mauricio Sulaiman ha pubblicato un comunicato stampa dove deplora profondamente la decisione di Nery di combattere in un periodo di sospensione e praticamente gli fa capire che sarebbe stato immediatamente escluso da tutte le classifiche della sigla.
Dopo poche ore, la Zanfer Promotions ha annunciato che l'ex-campione Luis "Pantera" Nery non combatterà e rimarrà in attesa della delibera Wbc sui tempi della sua sospensione.
Molto rumore per nulla, ma non sarebbe meglio codificare un tempo di sospensione "umano" (60 giorni, ad esempio), dopo che un campione fallisce il peso? Certo Nery aveva esagerato, ma togliergli il titolo ci sembrava già una punizione adeguata.



