
Quando arrivò negli Stati Uniti nel 2014, la stampa sportiva della Grande Mela lo definì un pericoloso pretentende al titolo mondiale del medi. In effetti, il duro georgiano Avtandil Khurtsidze ha vinto, da quando è residente a Brooklyn, sei match consecutivi e tutti per ko, conquistando il titolo Nabo.
Il 22 aprile 2017, in Gran Bretagna contro Tommy Langford, ha vinto il titolo ad interim Wbo e si diceva che entro sei mesi sarebbe diventato lo sfidante del campione Saunders. Peccato che "Mini-Mike Tyson" in realtà sembri essere una specie di spia russa. Arrestato la scorsa estate con l'accusa di legami con il crimine organizzato e sospettato di spionaggio, Khurtsidze è ancora in galera e ieri era presente al primo giorno del processo intentato contro di lui, presso la Corte Federale di Manhattan.
Gli inquirenti hanno le prove che il pugile era il primo "picchiatore" del boss della mafia di Brooklyn, Razhden Shulaya, coinvolto nell'acquisto e vendita di sigarette di contrabbando, nell'organizzazione di locali illegali dove si giocava d'azzardo e nell'hackeraggio di codici su software per slot machine, utili a bloccare le vincite e pronti per essere trasferiti in Russia.
Khurtsidze rischia di finire per 40 anni ospite delle carceri di New York.



