Sul ring della palestra della Bolognina Boxe. In scena anche l’altro allievo del maestro Pesci, il supermedio Pavel Zgurean. Affronteranno rispettivamente i serbi Djordjevic e Stojiljkovic. Inizio ore 20.
di Maurizio Roveri
In palestra, alla Boxe Le Torri, lo chiamano “Il Lupo”. Perchè i movimenti di Kaba sul ring - riflessivi, agili, intensi - ricordano sotto un certo aspetto le movenze di un lupo. Un animale che affascina in particolare Arblin, al punto d’essersi fatto tatuare un lupo su un fianco.

Arblin Kaba è un ventitreenne pugile professionista allenato dal maestro Paolo Pesci. E’ il prospetto più interessante della boxe bolognese, il pugile migliore della città delle Due Torri dopo gli anni di Simone Rotolo.
Il ragazzo vale. Perchè ha voglia di emergere, grande determinazione, tanta costanza. E’ un superleggero dalla notevole fisicità e anche di apprezzabile tecnica, senso tattico e capace di imporre ritmi alti. Buon uso del jab sinistro, con il quale tiene sotto controllo l’avversario e gli prende le misure, prima di assalirlo e scaricargli alla corta distanza rapide combinazioni di colpi (particolarmente efficaci i ganci, veloci corti e precisi).
Arblin sa dove mettere le mani, perchè è pugile bene impostato e intelligente.
Questa sera va a caccia della sua sesta vittoria in altrettanti match da “Pro”. Lo farà sul ring della sua città adottiva, Bologna, nella quale si è trasferito dalla Puglia nel corso del 2014. La boxe cominciò a conoscerla, ad amarla e a praticarla da ragazzetto, frequentando la palestra “Taralli” di Foggia. Dov’è stato allievo del maestro Luciano Bruno. Poi, la scelta di partire dal Sud e trasferirsi a Bologna per iscriversi alla celebre Università petroniana, l’Alma Mater Studiorum. Potyendo continuare a coltivare la sua grande passione, il pugilato. La palestra della Boxe Le Torri, al Pilastro, una scelta giusta per Arblin Kaba. Quattro anni di lavoro intenso e duro in palestra. Da Dilettante è stato vicecampione d’Italia, soltanto il brqvo e molto più esperto Dario Donato Vangeli (che è stato, nella sua carriera dilettantistica, 7 volte campione nazionale assoluto) gli soffocò il sogno di diventare campione d’Italia.
Professionista dal 26 dicembre 2016, Arblin Kaba ha sempre vinto nei 5 match disputati. O prima del limite o limpidamente ai punti. Dimostrando ritmo, fisicità, tecnica. Ovviamente per crescere, per migliorare ulteriormente, per fare altri salti di qualità, ha bsigno di salire sul ring con regolarità. Purtroppo, ultimamente, non è stato possibile. Non per colpa sua. Non per colpa del suo Maestro. Ma… per come è gestito il pugilato in Italia, per come il “professionismo” è poco organizzato e poco tutelato. Da quella sera del 30 giugno 2017 quando Arblin accettò di combattere a Terracina contro il beniamino locale e lo fece senza alcun timore vincendo per kot al primo round, da allora nessun pugile italiano ha accettato di affrontare Kaba. Per sei mesi non ebbe l’opportunità di tornare a combattere. Il rientro per Santo Stefano, il 26 dicembre 2017, quando il Maestro Pesci - con uno sforzo economico non piccolo - contattò per il suo lanciatissimo superleggero e per il supermedio Pavel Zgurean due pugili dalla Serbia. Poi… di nuovo altri sei mesi senza salire sul ring. Allenamenti, allenamenti, allenamenti. Senza poter combattere. E se non combatti, non puoi acquisire esperienza. E neppure migliorare il punteggio, cioè acquisire i punti necessari per il passaggio da “seconda serie” a “prima serie”. Insomma, è come un cane che si morde la coda…
Eh sì, sono passati altri sei mesi dal pomeriggio di Santo Stefano a questo sabato sera del 16 giugno, nella Palestrina popolare “Gino Milli” che da circa un anno è la Casa della Bolognina Boxe. Qui Kaba potrà tornare sul ring, per quello che sarà appena il suo terzo match nello spazio di un anno.
Verificheremo con curiosità la sua prestazione contro il ventunenne serbo Dimitirije Djordjevic, con già 12 match alle spalle (dal novembre 2016), combattuti dignitosamente in giro per l’Europa: Parigi, Saint-Maur due volte, Henin-Beaumont, Tinqueux, La Rochelle, Milano, Helsinki due volte, anche Agadir in Marocco.

E sarà il match numero 6 da Professionista anche per Pavel Zgurean ( foto) , compagno di palestra e grande amico di Arblin Kaba. Zgurean è un supermedio, notevole struttura fisica, pugno pesante, bisognoso di combattere spesso per togliersi una certa rigidità e far diventare la sua azione più fluida. Tre match vinti e due perduti fino ad ora. Ma in occasione della sconfitta del 25 novembre 2017 ad Asti contro Francesco Tartaro, il verdetto fu discutibile: un “pari” sarebbe stato più corretto.
La serata pugilistica nella palestra della Bolognina Boxe, in via Gandusio 6 (di fianco al Circolo ARCI Guernelli), avrà inizio alle ore 20.
Apprezzabile anche la proposta dilettantistica. Sei incontri, fra i quali spicca decisamente la sfida fra i superwelter Daniel “Cuba” Quiroz (22 anni, della Boxe Le Torri, 11 match vinti, 3 persi, 1 pari) e il quotatissimo Aquina Ben Haj Akrem, 23 anni, ottimo pugile della Padova Ring, 18 vittorie (fra le quali contro Nicola Quarneti, Francesco Magrì, Riccardo Crepaldi, 3 sconfitte e 4 pareggi):
IL PROGRAMMA
(Palestra della Bolognina Boxe, via Gandusio 6 a Bologna. Inizio ore 20)
DILETTANTI
Kg 65: Mario Missoni (Boxe Le Torri Bologna) contro Guido Pieraccioli (Action Boxe Academy Prato).
Kg 75: Matteo Donadelli (Robby Team Modena) contro Mirco Carannante (Urbani Boxe Modena).
Kg 69: Daniel Quiroz (Boxe Le Torri) contro Ben Haj Akrem (Padova Ring).
Kg 81: Juxhin Hitaj (Boxe Piacenza) contro Samb Modou (Vasco de Paoli Santarcangelo).
Kg 71: Danny Tanfoglio (Boxe Le Torri) contro Gianluca Lombardi (Boxe Valdisieve)
Femminile, kg 60: Sofia Bacchini (Boxe Bolognina) contro Giorgia Zornetta (Padova Ring).
PROFESSIONISTI
Pesi welter: Arblin Kaba (Bologna, Boxe Le Torri) contro Dimitrije Djordjevic (Serbia, Team Luka Popovic) sulla distanza di 6 round.
Pesi medi: Pavel Zgurean (Bologna, Boxe Le Torri) contro Nikola Stojiljkovic (Serbia, Team Luka Popovic).



