
Il quattro volte campione del mondo Adrien Broner è un 28enne colpito da una forte nevrosi e ormai schiavo del compulsivo bisogno di comunicare qualcosa attraverso i social network.
Come tanti giovani, “The Problem” tende ad isolarsi dal mondo reale e si scatena lanciando messaggi, offese, grida d’aiuto e si sente appagato solo nel momento in cui scrive le proprie emozioni. E’ uno dei tanti "facebook-dipendenti". Passa la maggior parte della giornata ad affacciarsi alla finestra effimera del social e il suo indice è costantemente sullo schermo dello smartphone di ultima generazione, anche quando esce di casa e non si accorge del tempo rubato alla vita reale.
Ieri, tramite il suo account Instagram ha annunciato il ritiro dalla boxe. Quando ha ricevuto una valanga di re-tweet contrari alla sua scelta, qualcuno o qualcosa l'ha spinto a togliere il post.
La solitudine di Adrien è palese. Il legame con i social è diventato indispensabile, le chat sono sempre attive, lui vive di like, di post di poke e dimentica quegli allenamenti "mentali", che probabilmente solo la boxe sarebbe capace di inculcargli per farlo tornare alla normalità.
Certamente i tanti problemi giudiziari, che l'hanno investito negli ultimi tre anni, hanno contribuito a peggiorare il suo stato di prostrazione. Uno stato di fragilità che l'ha portato a lanciare in rete minacce di porre fine alla sua vita o il messaggio della scorsa settimana dove ha scritto "so che morirò presto".
Senza una vittoria dal febbraio 2017, dopo aver perso nettamente da Mikey Garcia e pareggiato con Jessie Vargas lo scorso aprile, avrebbe bisogno di qualcuno che gli faccia passare in palestra più ore di quelle che passa a vivere la sua "depressione da like".



