
Si è concluso un ciclo di presentazioni di “Che LOTTA è la VITA", il libro che racconta la storia di Emanuele Blandamura: due volte campione d'Europa e sfidante al mondiale Wba dei pesi medi contro il giapponese Ryota Murata.
Primo appuntamento nell'Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Tor Vergata, a Roma. La presentazione era inserita nel programma del convegno Sport e Cultura.
Oltre al campione sono intervenuti l'autore Dario Torromeo e la professoressa Francesca Dragotto, docente di linguistica generale. Ha coordinato il dibattito il professor Mario Arceri.
Più di duecento spettatori hanno applaudito Blandamura che ha parlato con sentimento e passione della sua vita, un percorso a handicap partito male e riscattato grazie a una grande forza di volontà.
Seconda tappa alla Libreria Feltrinelli sulla via Appia, ancora a Roma. C'erano gli attori Giorgio Caputo, Massimo Giuliani e Geppo. Si è parlato della passione del pugilato e di quanto sia importante assimilarne le regole e farle proprie anche nella vita di tutti i giorni.
L'1 giugno il libro è stato presentato al Centro Sociale Don Antonio Palladino a Cerignola (Foggia). Sul prato duecento spettatori, tanti giovanissimi che hanno seguito con interesse sia le parole dette sul palco che il filmato che ha chiuso l'incontro. Un mini racconto dei momenti chiave della vita di Lele. L'appuntamento è servito anche per definire il rientro sul ring: Blandamura tornerà a combattere il 3 novembre. Otto round con cui inaugurerà il nuovo PalaTatarella di Cerignola nel Memorial Nonno Felice, con il contributo dell’Amministrazione comunale.
Pochi giorni dopo Emanuele ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Cerignola.

Il tris romano si è concluso alla Libreria Tiburtina Incipit dove il 15 giugno Lele Blandamura ha lanciato un messaggio ai giovani, ha chiesto loro di difendere i propri sogni, di guardare con fiducia al domani. Nonno Felice gli ripeteva sempre “La vita è bella e merita di essere vissuta". Lui ha spiegato quanto sia stato difficile capire quelle semplici parole e quanto abbia lottato affinché diventassero una realtà anche per lui.
“Personalmente credo molto nelle nuove generazioni. Davanti a me ho tanti esempi stupendi di ragazzi che ce l'hanno fatta e che sono davvero in gamba! A differenza di quanti oggi ne parlano male e con diffidenza puntando il dito sui ragazzi, penso che noi adulti siamo e dobbiamo essere un esempio per la loro crescita. E dove manca il sostegno di una famiglia equilibrata, deve intervenire un aiuto concreto fatto di obiettivi stimolanti per ogni singolo individuo. E lo sport è la giusta risposta! Io credo in voi, nella vostra generazione, perchè non dimentico mai di essere stato un bambino".
Chiusura il 22 giugno a Buttrio, dove Lele ha spiegato come nel libro abbia messo tutto se stesso: “Luci e ombre che mi hanno permesso di diventare uomo e campione". Intervistato da Francesco Tonizzo per il Messaggero Veneto ha aggiunto: “Ho sempre voluto essere un pugile".
Pausa estiva, poi si riparte.
Il 3 ottobre alla “Biblioteca Moby Dick" dell'Università di Roma Tre (in via Edgardo Ferrati 3a, zona Garbatella) alle ore 18 ci sarà un'altra presentazione. Parteciperanno anche il giornalista Federico Zamboni in veste di relatore e l'attore Giuseppe Ippoliti che leggerà alcune pagine del libro.



