GRANDE SERATA GROSSETANA ORGANIZZATA DA ROSANNA CONTI CAVINI. MICHAEL MAGNESI E' IL NUOVO CAMPIONE ITALIANO DEI SUPERPIUMA, SUCCESSI AI PUNTI PER CASTELLUCCI E GIORGETTI.

Fabio Panchetti, che commentava il match in diretta per Sportitalia, ci confessava di non aver mai lavorato per la boxe italiana in una ambientazione così bella, e in effetti sarà stata la serata estiva e la signorilità e la bellezza di piazza Dante a Grosseto che hanno dato una decisa spinta in più alla manifestazione che Rosanna Conti Cavini ha fatto, all'aperto, nella sua città. Un evento particolarissimo che ha attirato diverse centinaia di persone che mancava nella città maremmana dal 2003.
E' stato il sindaco Vivarelli Colonna e l'assessorato allo sport del comune a volere fortemente questo evento, tracciato come al solito da tutto ciò che è di contorno nelle serate Conti Cavini: le canzoni e la bella voce della cantante Katia Fini, l'eleganza delle escort di bordo ring che offrivano ai presenti anche un prosecco freschissimo da tutti ben gradito. Insomma la serata dedicata ovviamente a Umberto Cavini, mancato poco più di tre anni fa, si è rivelata un successo importante, per la locale organizzazione ma anche per la boxe italiana, che del resto ha trovato in Michael Magnesi, laureatosi campione italiano dei pesi supepiuma battendo Francesco Invernizio con una prestazione che ha lasciato davvero molto favorevolmente impressionati gli addetti ai lavori presenti, un possibile grande protagonista. Magnesi che si è anche aggiudicato il trofeo dedicato proprio alla memoria di Umberto Cavini.
Personalità sul ring e inno di Mameli, quindi via alle danze, ritmi subito altissimi, Magnesi trovava la strada per il gancio destro e Invernizio si trovava a terra, contato. Sorpreso dal ritmo infernale di Magnesi, il siciliano cercava solo di difendersi, ma subiva un paio di ottimi destri doppiati dal gancio sinistro, e faticosamente riusciva a sopravvivere a questo indiavolato primo round del ragazzo di Gianluca Branco amministrato da Rosanna Conti Cavini. Nel secondo round Invernizio cercava di tenere la lunga distanza a lui più consona, ma Magnesi era un treno in corsa che lo scuoteva col destro e con qualche raro ma buon sinistro. Velocità, potenza e precisione, le armi pricipali dei pugili in gamba, erano tutte dalle parti di Magnesi, che pareva non essere minimamente infastidito da qualche colpo del siciliano. Nel terzo round il tema del match era sempre il medesimo, Invernizio cadeva ancora su un destro di Magnesi ma l'arbitro Bibbiani vedeva la scivolata e non contava. Però ormai i minuti del siciliano erano contati: Magnesi lo portava alle corde e lo tempestava di colpi da ogni direzione, colpi ai quali Invernizio non controbatteva. Saggiamente Valeria Calabrese e Giuseppe Lauri al suo angolo propendevano per l'abbandono al secondo minuto e quarantatreesimo secondo, cosa presa male da Invernizio ma sostanzialmente giusta. Alla fine il titolo italiano dei superpiuma era per Michael Magnesi, il ventitreenne laziale che ha davvero impressionato per ritmo e sostanza dei colpi.
Gianluca Branco, con lui, sta davvero facendo un ottimo lavoro, a fine serata ci diceva che si aspettava una vittoria del suo ragazzo entro la quarta ripresa, ma si lamentava per qualche colpo che gli pareva Magnesi avesse preso troppo gratuitamente. Quindi discutevamo con alcuni colleghi della carta stampata se il laziale sarebbe riuscito a tenere il ritmo infernale dei primi round eventualmente fino alla fine, si avvicinava Giovanni Niro che ci giurava, avendo fatto i guanti con Magnesi, che il nuovo campione italiano avrebbe potuto continuare a combattere a quella velocità non solo per i dieci round in programma ma ancora per chissà quanto, nonostante il caldo davvero feroce della serata grossetana.
Il sottoclou della serata, dopo un'esibizione di giovanissime ragazze e ragazzi della Pugilistica Grossetana “Umberto Cavini” presieduta da Fabrizio Corsini, marito della manager Monia Cavini, era orfano di due match annunciati: non combatteva giusto Giovanni Niro, che sarebbe rientrato dopo dieci anni di lontananza dal ring, e niente match di pesi massimi perché Andrea Pesce, che avrebbe dovuto affrontare Angelo Rizzo, alle visite accusava febbre alta. Quindi spazio a Stefano Castellucci, amministrato di concerto da Rosanna Conti Cavini e Armando De Clemente, che doveva dimostrare di essere ancora un pugile di livello perlomeno nazionale contro il collaudatore Giuseppe Rauseo. Invece era quest'ultimo a tenere benissimo le prime tre riprese delle sei in programma, Castellucci combatteva contratto e si trovava spesso in imbarazzo per la guardia destra dell'avversario. Il piccolo Rauseo era intraprendente con il sinistro, che spesso trovava buona strada verso il viso dell'abruzzese, e talvolta anche con il destro, mentre Castellucci faticava a trovare la giusta misura. Sia nella seconda che nella terza ripresa Rauseo punzecchiava l'avversario e faceva una gran bella figura. Nella quarta ripresa, timidamente, Castellucci si scuoteva dal torpore e cercava di accorciare i tempi e colpire Rauseo da lontano ma l'altro non demordeva, subiva il meno possibile e nemmeno colpi così trascendentali. Castellucci si vedeva probabilmente indietro ai punti e già al quinto round cercava il tutto per tutto: niente di clamoroso ma almeno qualcosina riusciva a fare. All'inizio del sesto round personalmente avevamo Rauseo davanti ai punti quando finalmente il destro era un buon colpo per Castellucci, ma isolato, così che la frittata la combinava proprio Rauseo, che già più volte richiamato dall'arbitro Ruggeri per colpi dopo il gong colpiva dietro la nuca e si beccava il richiamo ufficiale. La cosa doveva pesare non poco nei cartellini dei giudici perché il verdetto ai punti premiava Castellucci. A nostro modestissimo e fallace parere probabilmente un pari sarebbe stato più appropriato, ma tant'è. Certo Castellucci, se vuol continuare a essere pugile di livello, deve mostrare molto ma molto di più di quello fatto questa sera.
Un grande tifo accompagnava la prova di Simone Giorgetti, ragazzo di Grosseto, opposto al perditore di professione Zoltan Horvath, uno scarsocrinito presumibilmente avanti con gli anni che spesso Giuseppe Lauri che lo amministra porta in giro per l'Italia, ma che fa sempre onestamente e con orgoglio il proprio dovere. Giorgetti aveva l'occasione per mostrare tutta una serie di buoni colpi, dal destro singolo, al destro doppiato, a un discreto gancio sinistro al fegato che l'ungherese teneva insospettabilmente bene, seguendo alla lettera tutti i consigli dell'angolo. Giorgetti proponeva buona tecnica e grande ritmo, potrà essere un nome nuovo nel panorama dei superwelter nazionali, e mostrava discrete doti difensive quando Horvath cercava di farsi vedere nelle ultime due riprese, e la gente si divertiva per il buono spettacolo messo in mostra dai due. Vittoria larghissima ai punti per Giorgetti, seconda in carriera.
Andrea Bacci



