
Desolante panorama per il pugilato professionistico italiano. Non tracciato da "contestatori" o "rosiconi", ma dalle ultime graduatorie del Wbc, della Wba e della Wbo, le cui indicazioni risultano quasi impietose. O forse realistiche?
Tra i primi 15 delle classifiche dei tre enti mondiali, solo il superwelter Orlando Fiordigiglio (13°) e il leggero Emilano Marsili (15°) compaiono nel Wbc e unicamente lo stesso Marsili (6°) nella Wba. Per quanto concerne la Wbo, zero...
Certamente non si può e non si deve mollare, ma il "fondo", verso il quale da parecchio tempo il professionismo sta precipitando, non si raggiunge purtroppo mai per poterlo finalmente toccare e da esso prendere slancio per riemergere. Il "fondo" diventa sempre più "fondo" e l'ipotesi di risalita viene rinviata giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.
Come in tutte le discipline sportive, solo il professionismo può favorire un rilancio reale in termini d'immagine, di credibilità e di popolarità del pugilato italiano. Piaccia o non piaccia. E chi avesse dubbi, vada a trattare con le reti televisive, con i direttori dei giornali e con gli sponsor.
Negare la gravità della situazione o nasconderla sotto il tappeto, riporta a Don Ferrante, il personaggio de "I Promessi Sposi" che negava, con ostinati ragionamenti e assurde elucubrazioni, l'esistenza della peste milanese del 1630. Il risultato?...Morì di peste!



