
Saul "Canelo" Alvarez cita la Nevada Athletic Commission perchè secondo lui ha capito perfettamente quale è stata l'origine dei test positivi all'antidoping. In una lunga intervista al Las Vegas Review, il 28enne di Guadalajara esprime profondo risentimento verso il team di Golovkin, che continua a considerarlo "un dopato seriale", dimenticando che in 11 anni da professionista non era mai incorso in nessun problema.
"La commissione Atletica del Nevada sa cos'è successo. Conosce il problema. Da qualche anno alcuni cibi che i messicani consumano sono trattati con conservanti di nuova produzione. I dirigenti e i medici della Nsac sanno che la mia positività non era intenzionale ed è per questo che mi hanno dato solo sei mesi di squalifica. Non sono stato il solo ad averere questi problemi. Posso fermarmi in qualche posto e mangiare tacos quando sono in Messico-Ha ribadito Alvarez-Solo perché ho i soldi non significa che non posso fermarmi in certi luoghi per mangiare. Sono una persona normale e cresciuta povera e non posso cambiare abitudini solo perché ora sono ricco. Sono fiero di essere messicano e mangio da messicano. Se si leggono tutte le storie che la stampa messicana ha pubblicato negli ultimi anni, si trova un numero enorme di atleti di tutti gli sport con questi problemi. Puoi camminare per strada con la tua ragazza o tua moglie e vedere un taco in un angolo e ti fermi per mangiarlo. Allora ci sono milioni di persone dopate, secondo Golovkin. Questo è il modo di vivere in Messico. Lo fanno tutti. L'ho fatto pure io".
Una difesa appassionata, ma non del tutto accettabile. La boxe è lo sport del sacrificio, della sofferenza, dell'impegno totale. Se mangiare un tacos comporta rischi per la carriera, allora bisogna rinunciavi. Per il pugile la rinuncia è la quotidianità...



