
Per Marco "Veleno" Boezio, il pugile originario di Capurso, in Puglia, il conto alla rovescia per l'assalto alla cintura tricolore dei "Medi" è iniziato. E' stata infatti fissata per il 21 settembre prossimo a Roma la data che vedrà il pugile e punta di diamante della Quero-Chiloiro di Taranto sfidare il padrone di casa e detentore Mirko Geografo.
C’è fermento all’interno del team che segue Marco Boezio, anche perché il tempo comincia a stringere. All’evento mancano poco meno di due mesi ed il lavoro va ad intensificarsi oramai con il passare dei giorni. Si lavora per affrontare al meglio le dieci riprese che separano “Veleno” Boezio a quello che non è soltanto un sogno. I due pugili si affronteranno il prossimo 21 settembre a Roma in quello che si preannuncia essere un confronto di alto livello tra due pugili con caratteristiche tecniche differenti e consapevoli delle proprie potenzialità.
Boezio, 26 anni, sei vittorie all'attivo nel mondo dei professionisti, in questi giorni sta lavorando duramente per presentarsi al meglio della condizione psico-fisica contro il detentore della cintura del "Medi" Geografo, divenuto re della categoria lo scorso undici maggio al termine di un match pieno di polemiche contro Domenico Spada (Spada abbandonò il ring dopo sei riprese in segno di protesta). Boezio è consapevole che si troverà di fronte un pugile di spessore ma ha la consapevolezza di poter contare sulle proprie qualità e su di un gruppo, quello della Quero-Chiloiro, che lo supporta sotto ogni aspetto.
Foto Francesco Galeone
Di essere in uno stato di grazia sia fisica che mentale, Boezio lo ha ampiamente dimostrato lo scorso 6 luglio a Taranto nel match sulle sei riprese disputato contro il palermitano Ignazio Crivello. Una vittoria ai punti conquistata con grande merito contro un avversario che non è stato certo a guardare ma che più volte ha messo a dura prova "Veleno" Boezio, capace di studiare nelle prime tre riprese e di affondare nelle tre successive. Ora, in questi due mesi ci sarà solo da lavorare duro per avere nella testa, nelle gambe e nelle braccia le dieci riprese che lo separano dal sogno.
Salvatore Sergio Costa



