
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell'Associazione “Vita da tecnici”, riunitasi lo scorso 27 Luglio presso la palestra dell'Ads "De Novellis" di Napoli, per dibattere i problemi relativi alla presenza sul territorio di sempre più numerosi centri sportivi miltari e/o delle FF.OO.
Dalle risultanze di tale assemblea, alla quale hanno presenziato numerosi dirigenti e tecnici della regione, é stata redatta la mozione sotto pubblicata e successivamente invìata alla Fpi e al Comitato Regionale Campano. Il prossimo incontro dell'Associazone é in programma il 5 Agosto alle h.10.00, nella palestra della Ads Boxe Partenopea-Team Bonagura di Poggiomarino (Napoli).
MOZIONE PER QUESTIONE DEI CENTRI GIOVANILI D’ARMA
La presenza dei centri sportivi di emanazione militare o comunque delle FFOO sta creando un grosso disagio nel mondo della boxe italiano, già di per sé in crisi. In una realtà dove si manifestano le carenze economiche e le ristrettezze di bilancio della FPI e del CONI, le Asd hanno oggettive difficoltà sia a reperire sedi operative (palestre), sia a svolgere competizioni in riunioni pugilistiche. A questo quadro di crisi si viene ad associare la “concorrenza sleale” dei Centri Sportivi Statali che ovviamente hanno sedi gratuite, istruttori stipendiati dai Ministeri, attrezzature garantite. E’ evidente che la prospettiva è la chiusura delle Asd, che si vedono resa la vita impossibile. In questa ottica “ deviata” la FPI si dovrebbe trasformare in un organismo statale di stampo militare, sull’esempio del dirigismo sportivo sovietico.
Riteniamo che questo aspetto sia sfuggito alla dirigenza FPI, perché altrimenti l’adesione a questo disegno prospetterebbe un approccio antistorico e penalizzante per la libertà sportiva.
Fatte queste dovute premesse, riteniamo di sottoporre la posizione alternativa che deriva dalla base dei sodalizi pugilistici campani, firmatari del presente documento:
A) I Centri “statali” devono svolgere attività giovanile preagonistica permettendo ai giovani atleti, al compimento del tredicesimo anno, qualora lo vogliano, di continuare la propria attività in ASD del territorio.
B) Comunque, qualora si determini che tali centri giovanili si occupino delle fasce agonistiche, i correttivi alla situazione, a nostro parere dovrebbero essere i seguenti:
1)- I centri giovanili non dovrebbero essere creati in territori dove operino già in maniera consolidata ASD affiliate alla FPI. In particolare si ritiene che queste articolazioni dovrebbero insediarsi nelle zone dove la pratica della boxe non trovi ancora spazio e nelle aree difficili dal punto di vista socioambientale;
2)- I centri giovanili non dovrebbero tesserare atleti maggiorenni, ma cedere gli atleti tesserati oltre i 18 anni che non rientrino a pieno titolo nel gruppo atleti, ad asd del territorio;
3)- gli atleti agonisti tesserati con i centri giovanili e quindi con i gruppi sportivi centrali devono ottenere la qualificazione ai campionati o essere selezionati nella regione a cui fa capo, come affiliazione, il Gruppo sportivo di emanazione.



