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E' scomparso "Franco" Cavicchi. Un gigante del nostro pugilato

CAVICCHI primo Piano

  E' scomparso questa notte uno dei grandi  pesi massimi del pugilato italiano  nel decennio 1952-1962. Francesco Cavicchi  , campione italiano,professionisti nel 1962 e soprattutto campione  d'Europa nel 1955 ha  rappresentato e promosso il pugilato bolognese per decenni rimanendo sempre  nel cuore dei tifosi della sua epoca . Era nato a Pieve di Cento il 12 maggio del 1928.   Notizie di qualche minuto fa  segnalano la scomparsa   in questa notte circondato dall'affetto dei suoi cati. Boxeringweb esprime profondo cordoglio alla famiglia .

Per chi non conoscesse  la  soria di "franco " la riproponiamo di seguito.

Un pugile che forse ,suo malgrado , ha cadenzato il trascorrere di un decennio pugilistico .Tra il 1954 ed il 1960 la ricerca di un peso massimo di valore mondiale,di un degno erede di Primo Carnera ,era palpabile e ricorrente. Sull’onda di questo desiderio Cavicchi indubbiamente accese aspettative , l’attenzione dei “media” ,del boxing nazionale ,di alcune piazze pugilistiche senza tuttavia poter realizzare un sogno non alla portata delle sue ambizioni.Nato a Pieve di Cento nel 1928 ,cresce nella gloriosa “ Sempre Avanti “ di Bologna sospinto da autentica passione . Fisico poderoso, plasmato muscolarmente , suscita in breve entusiasmi mai raggiunti in una piazza pur abituata ad ammirare elementi di assoluto valore nazionale. Nel 1949 vince a Roma un torneo nazionale dilettanti (denominato Gran Campione),nel 1951 è finalista ai campionati assoluti che vince nel 1952 a Trieste entrando a far parte del clan azzurro. In Nazionale non ottiene risultati di rilievo e viene escluso dalla squadra che parte per le Olimpiadi di Helsinky ( al suo posto andrà Di Segni). La delusione lo spinge al professionismo sotto la cura di Alfredo Venturi,già manager del bolognese Leone Blasi ,il suo maestro .L’esordio senza maglia avviene nell’Ottobre del 1952 tra l’entusiasmo del pubblico di Bologna presente in massa ad ogni suo incontro .  La prima sconfitta la rimedia lontano da casa a Monaco di Baviera nel Maggio del 1953 ma l’anno seguente dopo venti match da professionista conquista il titolo italiano battendo il detentore Uber Bacilieri a Milano .Al Palazzo del Ghiaccio di Via Piranesi ,traboccante come non mai , con molta gente impossibilitata ad entrare ,tra scene d’entusiasmo indescrivibile viene decretato il trionfo della grande speranza italiana dei pesi massimi, capace di rinverdire i fasti di Erminio Spalla e Primo Carnera .Bacilieri resisteva eroicamente alla possanza atletica di “Checco”per abbandonare stremato alla decima ripresa .A Bologna non ci sono locali adatti ad accogliere la folla che segue sempre con più interesse il gigante di Pieve di Cento così Cavicchi è costretto ad emigrare su altre piazze in attesa di lanciare la sfida al titolo europeo. L’opportunità gli si presenta nel giugno del 1955 contro il campione continentale Heinz Neuhaus, un valoroso pugile tedesco che da due anni difendeva con successo il primato. L’organizzazione di Renato Torri si concretizza allo stadio Comunale di Bologna dove saranno ben 65000 le presenze .Cavicchi vince con un match intelligente al limite delle quindici riprese .

Cavicchi vs neuhaus giu 55

 

Dopo questo successo che deve essere considerato l’apice della sua carriera ,sei anni di attività in “chiaro-scuro” ,peraltro sempre supportata da una numerosa schiera di estimatori. Perde nella rivincita con Neuhaus senza titolo in palio a Dortmund ,poi ribatte il tedesco nel 1956, questa volta per ko all’undicesimo round. Sulla strada di Cavicchi si presenta quindi il futuro campione mondiale della categoria ,lo svedese Ingemar Johanson . L’italiano interpreta bene il match per dodici riprese poi alla tredicesima tornata finisce ko su un sinistro del nordico considerato da tutti non certo deflagrante . La risalita è difficile ,perde (ma a testa alta ) dal futuro campione del mondo dei mediomassimi Willie Pastrano in una riunione organizzata da Amaduzzi , è sconfitto da Mino Bozzano per k.o. davanti al suo pubblico sempre nel 1958. “Franco” vince e perde ma i suoi sostenitori sperano ancora .  Tentava una prima volta di riconquistare il titolo italiano contro Rocco Mazzola ,ma la giuria gli negava il successo malgrado il risicato vantaggio di due punti a suo favore .

Cavicchi a Pieve per i 90 anni I 90 anni di Cavicchi

 

Il pareggio lo rimandava all’anno successivo e questa volta contro lo stesso avversario riusciva nell’impresa .Sul ring del Palazzo dello Sport della sua città questa volta non c’erano contestazioni avendo l’anziano campione saputo far fruttare la sua maggior potenza fisica .Poi  cederà corona e speranze a Sante Amonti. Nel 1963 l’ultimo match e l’ultima sconfitta . Poi ,forse, l’agognato oblio ,

 

Il 26 giugno 2018  MAURIZIO ROVERI  ha scritto

Sessantatre anni fa. Era una domenica. In quel caldissimo pomeriggio del 26 giugno 1955 una folla enorme invase lo stadio comunale di Bologna. No, non per i calciatori rossoblù: la squadra di Pivatelli, Cervellati, Cappello, allenata da Gipo Viani, aveva concluso la settimana prima il suo campionato con un buon quarto posto.
In quel tardo pomeriggio di sessantatre anni fa ben 60 mila persone “presero d’assalto” lo stadio nel cuore della città. La Torre di Maratona, dall’alto dei suoi quarantadue metri, fu testimone di un evento sportivo memorabile per Bologna. Al centro del grande campo un ring. La Boxe per protagonista. Nel regno del calcio. Tutti gli occhi puntati su Francesco “Checco” Cavicchi, il colosso di Pieve di Cento, ventisettenne, il pugile-contadino che andava a battersi con un… birraio di Dortmund, Heinz Neuhaus ( nella foto)  per il titolo europeo dei pesi massimi.
Cavicchi in quegli anni, a Bologna, non era semplicemente “personaggio”. Di più, molto di più. Era “il Personaggio”. Di lui si parlava e si discuteva ovunque. Nei bar, nelle osterie, nei ritrovi sportivi del capoluogo emiliano, nelle… case del popolo e nelle parrocchie, oppure fra amici in Piazza Maggiore o sotto il portico del Pavaglione. 

Un intenso primo piano del colosso di Pieve di Cento che infiammo’ i bolognesi negli Anni Cinquanta e Sessanta
C’era tutto un popolo, e non soltanto bolognese e dell’Emilia Romagna, attratto e coinvolto da questo poderoso peso massimo. Capace di suscitare forti e contrastanti emozioni. Eh sì’, Cavicchi era venerato, idolatrato, seguito con un affetto smisurato, ma anche criticato, discusso, provocato perchè talvolta nei suoi combattimenti la passione, il “cuore”, la determinazione non erano pari alla sua forza, alla impressionante struttura fisica e atletica che possedeva, nè a quei pugni potentissimi che avrebbero potuto schiantare quasi ogni avversario se “Checco” avesse voluto. 
Non sempre aveva “il fuoco” dentro. Come la gente si aspettava e - esageratamente - pretendeva. Cavicchi, a quell’epoca, saliva sul ring anche cinque volte nello spazio di due mesi e mezzo. Un’attività intensissima, soprattutto per un peso massimo. E’ evidente che non poteva essere sempre al top del rendimento. Grande, forte, potente, sì. Ma non un robot. Ci sono anche i sentimenti, i pensieri, gli sbalzi d’umore, le riflessioni, gli inconvenienti, i timori, i problemi, insomma tutto quello che è umano.
Lui, il pugile contadino che adorava la quiete della sua campagna, e che conosceva la fatica del lavoro nei campi, amando quella fatica e quel mondo dov’era nato, cresciuto e dove è tornato (vivendoci ancora) dopo gli anni ruggenti della boxe, è un uomo che ha sempre avuto idee chiare. Semplici e giuste. 
Cavicchi e Nehaus prima del matchCavicchi (a destra) prima dell’incontro con Heinz Neuhaus
Non è vero che il pugilato non gli piacesse (altrimenti non l’avrebbe praticato per tanti anni, soprattutto non avrebbe combattuto una novantina di match da Professionista…). Con il pugilato Cavicchi ha trasmesso energiche sensazioni, ha coinvolto la gente, ha trascinato l’orgoglio di quei sessantamila che furono spettatori d’una serata storica - per Bologna - in quel 26 giugno di sessantatre anni fa. La sera in cui Francesco Cavicchi, fiero e forte, concentratissimo e determinato, superò al termine d’una aspra sfida la tenace resistenza di Heinz Neuhaus. Arrivando sul tetto d’Europa. Un trionfo clamoroso. 
Il mitico Nat Fleischer, il giornalista di boxe più famoso, assoluto punto di riferimento nel mondo pugilistico del secolo scorso, il fondatore del magazine “The Ring”, a seguito di quella performance classificò il pugile bolognese al nono posto del ranking mondiale. La classifica della massima categoria, redatta da Fleisher nel luglio del ’55, con Rocky Marciano campione del mondo, vedeva come primo sfidante Archie Moore. Come secondo sfidante Bob Baker. Poi, Tommy Jackson, Nino Valdes, Don Cockel, Ezzard Charles, Earl Walls, John Hohman, e appunto Francesco Cavicchi al nono posto, a precedere Rex Laine. 
 Cavicchi con i guantiCavicchi con i suoi guantoni
I soldi che guadagnava battendosi sul ring, le “borse” insomma, servivano a Cavicchi per comprare mucche, maiali, magari un trattore nuovo e altre attrezzature per lavorare in campagna. E migliorare, un po’ alla volta, la sua fattoria e poter far crescere in tranquillità la sua famiglia. Quegli investimenti che Cavicchi si è potuto permettere con le “borse” degli incontri di boxe dimostrano la saggezza che ha sempre accompagnato il colosso di Pieve di Cento.
In una intervista abbastanza recente al collega Monari di “Repubblica”, Checco Cavicchi - spiegando perchè dopo quasi due decenni di enorme popolarità volle completamente uscire di scena e non ha mai più visto un match di pugilato dal vivo - disse: “Semplice, sono tornato a fare il contadino”. 
Raccontò che è bello fare qualcosa che piace davvero. “E a me stare in mezzo ai campi, fra la canapa e il frumentone, è sempre piaciuto più che stare in palestra”.
Checco Cavicchi ha lavorato nei campi fino a non tanto tempo fa. 
Ora, l’Omone che ha scritto pagine prestigiose di un’epoca d’oro dello sport bolognese, ha 90 anni. Li ha compiuti recentissimamente. Un mese e mezzo fa. Un altro grande traguardo per Checco. Festeggiato solennemente dal Comune di Pieve di Cento, del quale è il cittadino più celebre.
Cavicchi, con quella forza e quelle mani enormi e poderose, ne ha buttati giù tanti di avversari. Eh sì, ne ha fatti “saltare” 45 ! Su 71 match vinti in carriera. Solo 14 le sconfitte e 4 pareggi. Per un totale di 89 match da pugile professionista. Avrebbe potuto fare ancor di più, essere più esaltante e spettacolare. Ha, invece, preferito rispettare la sua filosofia: non si danno dieci pugni all’avversario se per vincere ne bastano otto…  Giusto. Condivido. Inoltre, Checco è sempre stato attento a non rischiare più del dovuto. Le botte fanno male. A livello di pesi massimi anche di più. E lui di botte ha cercato di prenderne poche. E’ stato saggio anche in questo.
Dopo quel trionfo con Neuhaus, accettò di combattere proprio in Germania. Ci furono situazioni che lo infastidirono. E lo incupirono. E poi, non era abituato a combattere all’estero. Era la sua terza volta in Germania: una sconfitta per squalifica la prima volta e poi una vittoria. Si sentiva a disagio all’estero e lo fu ancor di più nella rivincita con un avversario valoroso come Neuhaus. Non riuscì a concentrarsi e perse per squalifica. Però, non era un match valido per il titolo.
E dunque, era ancora Cavicchi il campione europeo in carica. Quella sera a Dortmund fece una figuraccia. Riscattandosi ampiamente - e quella volta rabbiosamente - nella “vera” rivincita. Quando Francesco mise in palio la cintura europea. Era il 21 luglio 1956, un sabato: e il colosso di Pieve di Cento demolì l’ostico tedesco, lo mise knock out all’undicesimo round. Quel successo così perentorio, così impetuoso, con il tedesco ai suoi piedi, proiettò Cavicchi ancor di più sulla scena internazionale. All’orizzonte si profilava il pericolo Ingemar Johansson, svedesone emergente, bravo, dotato di buon pugno e apprezzabile tecnica. 
L’incontro con Johansson si svolse a Bologna il 30 settembre 1956. Combattimento intenso, Cavicchi era in vantaggio e pareva avere il controllo quando - all’improvviso - si sentì tremendamente stanco, vuoto. Il contraccolpo psicologico fu forte, gli tolse morale e convinzione. E quando venne colpito da un cazzotto che il Cavicchi normale avrebbe retto, si afflosciò lasciandosi andare giù. E lì rimase. Psicologicamente, più che fisicamente, non trovò la spinta per rialzarsi e proseguire. Perse in quella maniera la cintura di campione d’Europa. E qualche tempo dopo, lo svedese ingemar Johansson andò in America a conquistare il titolo mondiale contro Floyd Patterson…
Prima, quand’era campione d’Europa fra le due vittorie su Neuhaus (27 giugno 1955 e 21 luglio 1956), Franco Cavicchi si raccontò in un lungo articolo su una importante rivista dell’epoca, “il Campione” settimanale di tutti gli sport e di varietà. Parlava di se stesso, dopo il KO inflitto a Neuhaus e prima del duro confronto con Johansson. 
Di quell’interessante articolo scritto dal colosso di Pieve di Cento, mi sembra interessante riportare alcuni passi.
“Sono deciso a conoscere Cavicchi: sì, Francesco Cavicchi, il campione europeo di pugilato categoria pesi massimi. Lo hanno descritto nei modi più diversi: abulico, potente, avaro, rinunciatario, generoso, speculatore, come si può stabilire la verità? No, non mi ha preso un colpo di sole zappando negli “scassi” del mio campicello: ragiono perfettamente anche se per un contadino - e pugiltore per giunta - è difficile esporre con diligenza i propri pensieri”.
“Sì, sono io Francesco Cavicchi, nato a Pieve di Cento il 13 maggio 1928 e non scherzo quando affermo che sono alla ricerca della mia personalità. Spesso camminando sotto i filari d’uva mi sono sorpreso a riflettere sul fatto che i miei proponimenti non trovano il più delle volte applicazione nella realtà. Mi riferisco alla mia vita di pugilatore professionista. Non sono, per esempio, riuscito a spiegare perchè a Dortmund subìì passivamente da Neuhaus una indecorosa sconfitta”.
“Si dice che manco di temperamento, che evito la lotta, che non so soffrire. Dovrei ridurmi come taluni miei colleghi che sul ring si sono sempre generosamente battuti e che per ricompensa, oltre ad una stentata pagnotta, ricevono l’appellativo ironico e cattivo di “suonati”? Suonati. Una parola che esprime riflessi tardi, parola ingarbugliata, occhio spento. Perchè si ride di questi uomini tarati da un duro mestiere? Si ride forse alla vista di un bracciante che nella trebbiatrice ha lasciato una gamba, un braccio? Noi uomini del ring abbiamo delle responsabilità ma ci si deve consentire di cautelarci da menomazioni che ci tarano nel cervello come uomini e nel fisico come atleti”.
Cavicchi a Pieve per i 90 anni
Francesco Cavicchi ricevuto dal Comune di Pieve di Cento, che lo ha festeggiato per i suoi 90 anni
“L’incontro con Fredrichs fu per me come una specie di elettro-choc morale. Quella sera, a poche settimane dal combattimento valevole per il campionato europeo, venni colpito da un verdetto cattivo: forse esatto se pesato con la bilancia del del farmacista, ma che valutato nei fatti e nelle circostanze costituiva una vera ingiustizia: ne convenne il mio stesso avversario. Quella triste sera scappai dallo stadio sconsolato e, quando a casa potei restare solo, nel buio della notte me ne andai nei campi a piangere”.
“Attesi con impazienza l’incontro con Heinz Neuhaus per dimostrarmi un altro. Neuhaus: un avversario temibile, freddo, forte e cattivo sul ring. Un atleta che in questo incontro giocava il suo avvenire. Era giunto il mio momento, solo che lo avessi voluto. Com’è andata la sera del 21 luglio lo sanno tutti. Ho avuto fortuna ed ho vinto. Solo che io, battendo Neuhaus, ho sconfitto anche Francesco Cavicchi: il Cavicchi vecchia maniera”.
 
 

Il record originaleè tratto  da Annuario del Pugilato italiano di  Anselmi, Dell'Amore, Romanò

   

                                                           

 Record

1952

   

Bologna

01-10

Mario  Azzarà

v.abb

  2

Bologna

20-10

Herbert Waniek

v.ko

 2

Bologna

24-11

Bobby Warmbrunn

v,p

 6

1953

   

Bologna

02-02

Jaques Bortol

v.ko

 1

Bologna

02-03

Hans Friedericks

pari

 8

Bologna

27-04

Hans Friedericks

pari

 8

Monaco Baviera

15-05

Hugo Salfeld

p.sq 

 5

Civitavecchia

07-08

Mario Crisostomi

v.abb

 7

Bologna

30-11

Mario Crisostomi

v.ko

 1

LaSpezia

21-12

Robert Masson

v.gs

 5

1954

   

Bologna

21-05

Willy Fanzlau

v.gs

 7

Bologna

29-03

Herbert Wiese

v.gs

 9

Milano

30-04

Hans Scherbaum

v.ko

 2

Bologna

17-05

Heinz Seelisch

v.ko

 1

Milano

23-06

Alex Ceremonia

v.abb

 4

Milano

02-07

Bobby Warmbrunn

v.abb

 4

Roma

28-07

Heinz Seelisch

v.ko

 3

Ravenna

11-08

Herbert Waniek

v.ko

 1

Milano

10-09

Prosper Beck

v.abb

 2

Milano

24-09

Otto Bastian

v.ko

 3

Milano

15-10

Uber Bacilieri

v.abb

10

(C.Italia  pesi Massimi )

 

 

Bologna

01-11

Francis Coueret

v.kot

 4

Milano

13-11

Hugo Salfeld

v.abb

 5

Milano

24-11

Ansell “Baba” Adams

v.p

 8

Bologna

27-12

Emil Bentz

v.ko

 1

Bologna

27-12

Gunther Nuernberg

v.gs

 1

1955

   

Prato

12-01

Willy Fanzlau

v.ko

 2

Modena

29-11

Ansell “Baba” Adams

v.kot

10

Mestre

09-02

Bobby Warmbrunn

v.ko

 3

Modena

07-03

Robert Eugène

v.p

10

Parma

20-03

Jean Serres

v.ko

 1

Neumunster

03-04

Heinz Seelisch

v.ko

 3

Pistoia

13-04

Otto Bastian

v.ko

 2

Milano

23-04

Werner Wiegand

v.kot

 7

Livorno

29-04

Bobby Warmbrunn

v.ko

 3

Bologna

09-05

Emil De Greef

v.ko

 2

Firenze

21-05

Robert Eugène

v.abb

 5

Roma

09-06

Willy Fanzlau

v.ko

 2

Bologna

26-06

Heinz Neuhaus

v.p

15

(C.Europa pesi  massimi)

 

 

Rimini

30-07

Herbert Wiese

v.im

 3

Napoli

09-08

Willy Fanzlau

v.ko

 4

Dortmund

04-09

Heinz Neuhaus

p.sq

 9

Bologna

31-10

Joe Bygraves

v.sq

 9

Milano

17-12

Kurt Schiegl

v.p

10

1956

   

Modena

12-03

Werner Wiegand

v.ko

 8

Bologna

13-05

Maurice Mols

v.p

10

Bologna

04-06

Hans Friedericks

p.p

10

Bologna

21-07

Heinz Neuhaus

v.ko

11

C.Europa pesi  massimi )

 

 

Bologna

30-09

Jngemar Johansson

p.ko

13

( C.Europa pesi  massimi )

   

Roma

14-12

Robert Eugène

v.abb

 3

1957

   

Bologna

29-01

Alois Senn

v.kot

 2

Bologna

18-02

Al Bernard

v.ko

 2

Bologna

11-03

José Gonzales

p.ab

 6

Bologna

03-06

José Gonzales

p.p

10

Roma

07-09

Alessandro D’Ottavio

v.p

10

Bologna

02-10

Albert Westphal

v.ko

 9

Bologna

31-10

Robert Duquesne

v.ko

 3

Bologna

02-12

Max Brianto

v.ko

 9

1958

   

Bologna

27-01

Uber Bacilieri

v.ko

 6

Roma

06-02

Emil Vidal

v.p

10

Bologna

09-04

Giannino Luise

v.p

10

Bologna

12-05

Gawie DeKlerck

v.p

10

Bologna

15-06

Willy Pastrano

p.p

10

Bologna

07-09

Mino Bozzano

p.ko

 8

Bologna

17-12

Alain Cherville

v.p

10

1959

   

Roma

09-01

Ulli Ritter

pari

10

Bologna

01-07

Sifa Kivalu

v.kot

10

Rimini

05-08

Karl Heinz Wendt

v.ko

 2

Bologna

28-09

Federico Friso

v.p

10

Bologna

27-10

Ulli Ritter

v.p

10

Bologna

26-12

Kitione Lave

v.p

10

1960

   

Bologna

28-03

Joey Armstrong

v.p

10

Roma

11-04

Francis Magnetto

p.p

10

Bologna

18-05

Francis Magnetto

v.p

10

Bologna

27-06

Joe Bygraves

v.p

10

Rimini

08-08

Horst Niche

v.p

10

Bologna

31-10

Jim Cooper

v.kot

 8

Bologna

07-12

Karl Mildenberger

p.p

10

Bologna

26-12

Vittorio Stagni

v.p

10

1961

   

Roma

24-02

Bert Whitehurst

p.im

 8

Bologna

07-06

Ulli Nitzscke

p.sq

 7

Bologna

02-10

Rocco Mazzola

pari

12

(C.Italia pesi  massimi)

 

 

Bologna

06-11

Plinio Scarabellin

v.abb

 9

1962

   

Bologna

05-02

Mariano Echevarria

v.p

10

Bologna

17-03

Rocco Mazzola

v.p

12

(C.Italia pesi  massimi)

 

 

Brescia

31-05

Santo Amonti

p.sq

 5

(C.Italia pesi  massimi)

   

Bologna

02-07

Ray Shiel

v.p

10

Bologna

12-11

Wendell Newton

v.p

10

1963

   

Bologna

25-02

Tommy Fields

p.ab

 7

 

 

Totale incontri  89  (71 .14. 4.)

 

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