QUATTRO CHIACCHIERE CON NICOLA CIPOLLETTA, CO-SFIDANTE AL TITOLO ITALIANO DEI PESI PIUMA

Nicola Cipolletta (14-6-2, 3 ko), napoletano che ha da pochissimo compiuto trent'anni, quindi un'età in cui atleticamente ancora può dare molto, si era laureato campione italiano dei pesi piuma nell'agosto del 2015 contro Cossu dopo che i suoi tentativi nella categoria superiore dei superpiuma erano stati frustrati tre volte, con due sconfitte e un pari. Dopo aver difeso vittoriosamente il titolo contro Crudetti e Suat, quasi un anno fa lo ha perso per ko tecnico alla quarta ripresa contro il giovane romano Mauro Forte.
All'inizio di agosto avrebbe dovuto affrontare titolo in palio quello che era il campione, Francesco Grandelli, fermato alla vigilia da un infortunio, quindi rinunciatario al titolo medesimo. Cipolletta, che l'anno scorso aveva tentato anche un titolo internazionale Wbo in Ungheria, uscendo sconfitto ma a testa alta, è quindi co-sfidante al tricolore insieme a Davide Dieli, romano di trentanove anni che dei piuma è stato campione italiano nel 2010 e successivamente nel 2011. Nello stesso anno Dieli è stato anche campione dell'Unione Europea e successivamente sconfitto per il titolo Ebu vero e proprio. Abbiamo intervistato Cipolletta proprio alla vigilia di sapere dove e quando si terrà il match.
-Allora Nicola, l'ultima volta ci eravamo sentiti prima del tuo match con Forte. Cosa non funzionò?
-Ebbi pochi giorni per preparami, nemmeno un mese, e in quel tempo dovevo anche perdere diversi chili. Arrivai al match in non perfette condizioni fisiche. Il fatto è che l'incontro lo avrebbe dovuto organizzare la mia manager di allora, Rosanna Conti Cavini, per fine settembre o ottobre, invece a inizio agosto fui avvertito che la manifestazione era passata a Buccioni e programmata per qualche settimana dopo. Feci un match dignitoso, e quando avevo inziato a carburare l'arbitrò mi fermò con una decisione affrettata. Non siamo nei dilettanti, se un professionista prende un colpo deve avere anche il tempo per potersi riprendere. Doveva contarmi e lasciarmi proseguire, invece fermò il match. Era un titolo italiano, fu amaro perderlo in quel modo.
-Da quel giorno come ti sei rimesso in moto?
-Ho passato dei momenti difficili, ho anche pensato seriamente di ritirarmi. Non avevo più stimoli e avvertivo grande amarezza. Ma poi è tornata la voglia, il desiderio di combattere e fare questo sport. La passione è passione. Ho cambiato manager, adesso sono con Giulio Spagnoli.
-Quindi l'idea era quella di ripartire dal titolo italiano...
-Spagnoli mi aveva rimediato un match a Belfast contro il giovane e bravo irlandese Michael Conlan. Bell'avversario, bella esperienza, e buona borsa. Poi invece l'organizzazione locale ha preferito ingaggiare un brasiliano (Dos Santos, match che Conlan ha vinto ai punti lo scorso 30 giugno, ndr) e io sono rimasto all'asciutto.
-Ecco che avresti dovuto fare il titolo italiano con Grandelli...
-Invece lui prima ha mandato il certificato medico, poi quando dovevamo combattere a Mugnano, dove abito io, ha rinunciato al titolo. Tutti vogliono combattere in casa... Io ero preparato, ero allenato e ho fatto un match di preparazione, vincendo.
-Quindi che è successo?
-E' successo che adesso sto aspettando data e luogo per fare ancora il titolo italiano dei piuma, contro il romano Davide Dieli, “mezzo gancio”. E' un buon pugile, ha un passato importante e ancora avrà voglia di dimostrarsi valido. Spero prima di tutto che il match si faccia, a ottobre o a novembre, e che poi io mi possa presentare nelle condizioni ideali per vincere. Io non sottovaluto mai nessuno, combatto per me, per la mia famiglia e per quelli che mi vogliono bene. Sono ancora giovane e ho grande voglia di far bene.
Andrea Bacci



