Serata intensa e spettacolare nella Palestra Popolare TPO. Applauditissimo il combattimento fra il talentuoso Jhonatan Conceicao (Palmeiras) e Ali Khan (Boxing Club Medicina). Bella vittoria della diciassettenne Giada El Okabi (Costantino Boxe Ferrara).
di Maurizio Roveri
Ho visto Jhonatan Conceiçao sul ring della palestra Popolare TPO di Bologna. No, non il Conceiçao che vinse la medaglia d’oro dei pesi leggeri alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 (unico “oro” olimpico nella storia della boxe brasiliana) e che ora da professionista è ancora imbattuto e “vede” l’opportunità di un combattimento mondiale. Quello è Robson. Robson Conceiçao, che in America chiamano “Nino”.

l brasiliano Johnathan Conceicao (a sinistra), l’arbitro Guida e Nawab Ali Khan (B.C. Medicina)
Il Conceiçao che ha combattuto a Bologna, in occasione d’una appassionante sfida fra una Rappresentativa di quotati pugili brasiliani (con due Nazionali) e valorosi ragazzi italiani, si chiama Jhonatan. Ha 23 anni, alto, braccia lunghissime, tecnica apprezzabile, si muove con stile facendo lavorare un magnifico jab sinistro che doppia con il gancio destro. E non disdegna l’uso del montante. Intelligente, mobile, rapido, buona scelta di tempo, interpreta una bella boxe in linea. Non si scompone mai. Neanche quando c’è da fare la battaglia. E’ fra i pugili più interessanti della Nazionale brasiliana, questo 69 chili che si porta dietro un record di 95 vittorie e 17 sconfitte.
Ho visto Jhonatan Conceiçao ed è una delizia per gli occhi di chi ama la boxe fatta con stile e con pulizia.
E ho visto anche il suo avversario. Che pochi conoscono perfino qui, in Emilia Romagna. Pugile di provincia, Nawab Ali Khan.Tesserato per il Boxing Club Medicina, “appena” 24 match sostenuti, vale a dire 88 incontri meno del brasiliano! Una differenza abissale. Eppure…
Eppure Ali Khan, pakistano allenato con energia e sentimento dal maestro Vito Vilardo, ha sfidato senza un filo di paura o di soggezione il quotato pugile del Palmeiras. E gli ha tenuto testa. Chiaro, la tecnica di Conceiçao è sublime e in certi momenti le combinazioni eleganti del ragazzo brasiliano erano talmente limpide e veloci, piene di talento naturale, che… veniva da chiedersi se il pugile del Boxing Club Medicina sarebbe riuscito ad arrivare alla fine. Ci è riuscito, ci è riuscito! E’ tosto, Nawab. Solido fisicamente e - ancor di più - mentalmente. Ha affrontato il brasiliano con franchezza. Gli ha dato battaglia. Coraggiosamente. Con il fuoco della passione. E ne è uscito un combattimento intenso e spettacolare, che ha infiammato il folto pubblico.
C’è sempre un eccitante coinvolgimento - giovane, spontaneo, vivace - dentro le Palestre Popolari. Il pugilato ha bisogno di questa atmosfera. Suggestiva, moderna, stimolante. Rumorosa, anche. Quando poi un match accende lo spettacolo, il cuore della gente si apre alle emozioni più intense. Perchè questo è lo “spirito” delle palestre popolari.
Non c’è dubbio: la sfida fra Jhonatan Conceiçao brasiliano di Rio Claro, stella del Palmeiras di San Paolo, e il pakistano-medicinese Nawab Ali Khan è stato il più spettacolare della serata. Ali Khan ha sorpreso tutti con il suo coraggio, con il suo temperamento. Ha accettato gli scambi, mettendo a segno buoni destri (il gancio destro è il colpo che gli viene più naturale). Ha tenuto testa ad un eccellente talento della boxe brasiliana. Il verdetto ai punti lo ha dato sconfitto, perchè la tecnica e l’istinto di Conceiçao sono da campione. Però il pugile ventottenne del Boxing Club Medicina ha costretto il nazionale brasiliano… ad allacciarsi le scarpe. Bravo, Nawab. E complimenti a Vito Vilardo, per come lo sta preparando. Vilardo ha capito lo spirito di questa manifestazione e non ha esitato a portare il suo Ali Khan sul ring della TPO per questo interessante e utilissimo raffronto sportivo fra culture pugilistiche così diverse, così lontane. Un’occasione per conoscere, per conoscersi, per collaborare, per vivere una nuova esperienza.
E’ lo spirito che hanno capito anche quelli della Boxe Tricolore Reggio Emilia, che hanno portato a Bologna il modenese Giulio Nasole. Guardi il record di Nasole (23 match prima di questo, 5 vittorie, 15 sconfitte, 3 pari) e pensi che sarà dura per lui contro Brenno Petrungaro, che di vittorie ne ha 14 su 21 match disputati. Sconfitto in partenza? No, no. Non è stato così. Nasole è un agonista. Sfida il brasiliano sul piano del ritmo. Preparatissimo sicuramente, Nasole. E presumibilmente sorretto da forti motivazioni per essere stato inserito in una manifestazione internazionale. Un guerriero, il modenese della Boxe Tricolore Reggio Emilia. Porta con energia montanti e ganci a due mani. Tre round di battaglia forte, alla corta distanza. Si lavora molto al corpo. Colpi caricati che s’incrociano. Alza il ritmo il pugile di Rio de Janeiro nel terzo round. Ma l’italiano non arretra. Si combatte sul filo dell’equilibrio, il verdetto è “incontro pari”. Qualcosina in più - dal punto di vista tecnico - Brenno Petrungaro l’ha fatta vedere. Però, il pari ci sta. Nasole lo merita. Per l’orgoglio con il quale si è battuto.
Rafael Bombonatti, della M&M Boxe di Rio Claro, è il campione brasiliano della categoria Youth. Peso medio, si presenta con un record di 40 vittorie e soltanto 6 sconfitte. Lo affronta Samir Malokaj, della Boxe Piovese, attivissima società padovana di Piove di Sacco. Tipica boxe sudamericana, quella del mancino Bombonatti. Ritmo, temperamento, aggressività, però la difesa ha qualche lacuna. Il ragazzo della Boxe Piovese subisce un conteggio in piedi nel secondo round. Ha un’orgogliosa reazione. Malokaj ha cuore, sfrutta alcune pause che il brasiliano si concede nel terzo round. E regge dignitosamente il confronto con un avversario che ha trentasei match in più.

All’angolo di Malokai abbiamo visto Devis Boschiero( nella foto) il guerriero di Piove di Sacco. “Boom Boom” è in attesa di notizie importanti, che potrebbero arrivare a giorni. Si parla di un possibile Mondiale Silver WBC.

Per la rappresentativa italiana c’è stata anche una vittoria sul ring della Palestra Popolare TPO di via Casarini a Bologna. A firmarla è stata una ragazzina di 17 anni. Umile, semplice. E molto determinata. Si chiama Giada. Giada El Okabi( nella foto). E’ una straordinaria agonista. E’ una delle “guerriere” della Costantino Boxe di Ferrara.
Giada ingaggia una dura battaglia, e la vince, con Isabella Eduarda Gomes, della DRPR di San Paolo. DRPR è la sigla di “Das Ruas Para os Ringues. Si tratta di un Progetto Sociale, attivo nelle periferie misere della metropoli. Dove ci sono tante baraccopoli, le cosiddette favelas. La maggior parte di abitanti d’una favela è povera e vive con meno di 100 dollari al mese.
Il quinto incontro internazionale della serata bolognese è stato “declassato” a match d’allenamento. Da regolamento. Perchè la differenza di peso tra Flavia Figueiredo (Rio Claro) e Pamela Malvina Noutcho (TPO Bologna) è stata ritenuta eccessiva.
Match declassato? Macchè… Flavia e Pamela hanno fatto tremendamente sul serio. Producendo un combattimento di grande energia e di forti emozioni. Alla faccia della “esibizione”!
Flavia Figueiredo è la miglior pugilessa della Seleçao Brasileira. Quattro volte campionessa nazionale, medaglia d’oro ai Giochi Sudamericani del 2014 a Santiago in Cile, medaglia d’argento alla “Copa Independencia” 2015 nella Repubblica Dominicana, e anche un bronzo al Campionato Continentale in Messico a Guadalajara.
Dieci chili di meno? Ma che importa, ha probabilmente pensato Pamela. La ragazza della TPO è una Elite “seconda serie”. Quattro match in tutto, dal giorno del debutto. Il 9 dicembre 2017. Flavia Figueiredo era già una stellina della Seleçao là in Brasile, quando Pamela Malvina Noutcho metteva piede sul ring la prima volta (pareggiando con Emanuela Pizzingrilli, dalla quale venne poi battuta nel secondo match).
Pamela è una che non s’impressiona. Ha fisicità e un forte senso agonistico. E’ così che nel maggio scorso realizzò un risultatone sconfiggendo Isabella Coffey, della palestra Gladiators Roma, campionessa italiana universitaria 2017 e finalista del Guanto d’Oro 2017 (battuta in finale da Irma Testa).
L’esibizione, l’altra sera, ha avuto lo spirito e il ritmo di un match vero. Malvina - incurante dei dieci chili in meno - ha voluto “assaggiare” la campionessa brasiliana. E Flavia ha fatto capire che sul ring… non sa andare piano e non è capace di trattenersi. Malvina non è stata lì a subire, nè si è fatta pregare per muovere le mani! Esibizione decisamente intensa. E spettacolare. Comunque evitando rischi.
Ai quattro combattimenti, più l’esibizione, della sfida Italia-Brasile si sono aggiunti quattro incontri a livello Interregionale. Bene Chiara Gregoris (TPO) che prosegue imbattuta il suo cammino.
E dunque, appuntamento riuscitissimo di boxe internazionale. Capace di convogliare, coinvolgere e appassionare circa 300 persone (molti giovani) dentro la palestra Popolare della TPO. Nel Quartiere Porto.
Giuni Ligabùe, tecnico della Boxe TPO, ha lavorato intensamente per due mesi. Assieme ai suoi preziosi collaboratori. Per mettere in piedi questo evento. Ci è riuscito. Con enorme passione. Ed è giusto fargli i complimenti. Attorno alla riunione, altre iniziative. I pugili brasiliani e i loro tecnici (Breno Macedo e Fernando Menoncello) nei loro giorni bolognesi hanno sostenuto uno stage d’allenamento alla Bolognina Boxe, poi a Cattolica nella palestra del maestro Giorgio Campanella dove Jhonatan Conceiçao ha fatto i guanti con Matteo “Giaguaro” Signani (campione Latino IBF). E ieri di nuovo una interessante sessione di guanti alla TPO, con pugili dilettanti, e professionisti (il campione d’Italia dei welter, Nicola Cristofori) dell’Emilia Romagna.
Un confrontarsi, appassionante e utile, a livello sportivo e culturale. Così la boxe è viva.
Il Brasile è un Paese vastissimo con una superficie di oltre 8,5 milioni di chilometri quadrati. Pur avendo una popolazione di 200 milioni di abitanti, non ha - nella boxe - la storia prestigiosa dell’Italia. Tuttavia, al solo pronunciarlo, il nome di un campionissimo del ring come Eder Jofre fa rivivere fortissime emozioni. Per lui sono state create definizioni come “O Galo de Ouro”, e il “Pelè do Boxe”. Jofre, nato a San Paolo nel marzo 1936, padre argentino e mamma italiana, cominciò da ragazzetto ad amare e a praticare la boxe. La sua carriera professionistica è stata strepitosa. Ha dominato la scena mondiale dei pesi gallo dal 1960 al ’66, successivamente conquistando anche il titolo mondiale dei pesi piuma nel 1973. Una carriera da 72 match vinti (50 per KO), 2 sconfitte ai punti e 4 pareggi. Ritenuto uno dei più grandi combattenti di tutti i tempi del Sudamerica, il mitico Eder Jofre oggi ha 82 anni e vive nella sua San Paolo.
Un altro brasiliano campione del mondo Professionisti è stato Valdemir Pereira, detentore del titolo IBF dei piuma nel 2006.
Oggi il movimento pugilistico brasiliano vive un periodo di interessante intensità e di buona qualità. Sia a livello dilettantistico, sia professionistico.
La storia di Robson Conceiçao è una favola. Un grande sogno che si avvera. Da ragazzino venditore ambulante, si alzava la mattina alle 4 per dare una mano alla famiglia e girava nel quartiere con il carretto dei gelati. Ecco, da “vendedor de picolé”… alla conquista dell’Oro olimpico nei Giochi di Rio de Janeiro 2016. L’unica medaglia d’oro olimpica della boxe brasiliana.
Adesso, pugile professionista, Robson (che gli americani chiamano “Nino”), viaggia imbattuto nelle arene statunitensi (9+, 0-).
Altri attuali valorosi pugili professionisti brasiliani sono Patrik Teixeira (29+, 1-) che detiene il titolo Latino WBO dei superwelter; il peso medio Esquiva Falcao (22+,0-) numero 5 per la WBA, Yameguchi Falcao (16+0-) peso medio mancino, numero 8 per la WBC. E Rose Volante, detta Queen Rose, 14 vittorie e nessuna sconfitta, campionessa WBO.
Nel gruppo dei brasiliani in tour in Italia in queste settimane c’è anche un pugile professionista, a fare da sparring ai Dilettanti. Si chiama Lucas De Abreu Martins, supermedio venticinquenne dal cazzotto tremendo: 11 match da Pro, altrettante vittorie, ben 10 per knock out. Nella prossima primavera si batterà per il titolo Latino.
A livello dilettantistico si fa apprezzare la nuova generazione, quella cresciuta - con una tecnica decisamente più raffinata - negli Anni Duemila. Sono i “figli” di un nuovo progetto di formazione pugilistica: quello delle metodologie tipiche della “scuola” cubana. Un progetto abbracciato da Breno Macedo e da altri tecnici brasiliani, che da quasi un ventennio lavorano a stretto contatto con Paco Garcia, gloria della boxe cubana, tecnico titolare del Palmeiras di San Paolo.
RISULTATI
Elite, kg 69: Brenno Petrungaro (Brasile, Instituto Celeiro do Boxe, Rio de Janeiro) e Giulio Nasole (Boxe Tricolore Reggio Emilia) incontro pari.
Youth, kg 75: Rafael Bombonatti (Brasile, M&M Boxe Rio Claro) batte Samir Malokaj (Boxe Piovese) ai punti.
Youth kg 57: Giada El Okabi (Costantino Boxe Ferrara) batte Isabela Eduarda Gomes (Das Ruas para os Ringues) ai punti.
Elite, kg 69: Jhonatan Conceiçao (Brasile, Palmeiras Sociedade Esportiva) batte Nawab Ali Khan (Boxing Club Medicina) ai punti.
Junior, kg 60: Alessandro Mannocchi (Audax Metauro Fano) batte Alessandro Tuttolani (Boxe Budrio) ai punti.
Senior kg 64: Oumar Camara (Boxe TPO) batteYily Zabeli (Biagini Boxe Rimini) ai punti.
Senior kg 60: Federico Tocchi (Bolognina Boxe) batteCristian Di Bella (Best Gloves Firenze).
Elite II, kg 51: Chiara Gregoris (TPO Bologna) batte Stella Bova (Audax Metauro fano) ai punti.
Hanno diretto e giudicato, bene, gli arbitri Alessandro Roda, Diego Guida, Gianluca Scorzoni, Jean Pierre Menendez.



