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Il miracolo del reverendo Foreman

di Leonardo Pisani


Venti anni dopo, quasi alla Dumas dopo il tonfo di Kinshasa entrò in depressione, credeva di essere stato drogato, che l’incontro non l’aveva perso. Muhammad Alì era ricorrente nei suoi pensieri e nei suoi incubi. Due anni lontano dal ring poi il ritorno. Cruento, terribile una battaglia contro un altro picchiatore: Ron Lyle, un ex galeotto dal pugno micidiale e che non aveva mai avuto paura di niente, neanche della morte quando lo accoltellarono nell’ora di aria in prigione.

Più che un incontro fu uno scontro da antichi gladiatori o da finzione cinematografica. Primo round il gigante Foreman barcolla, secondo e terzo di distruggono a vicenda. Quarto round, Lyle manda al tappeto Foreman, che si rialza e viene aggredito da furiose scariche, Sembra la fine del match ma Foreman centrò Lyle con un diretto destro mandandolo a terra. Lyle riesce rimettersi in piedi e a trovare le forze per un'altra serie di colpi violentissimi mandano Foreman al tappeto per la seconda volta. Il gigante texano a stento si alza, finisce il round e poi alla quinta ripresa una battaglia totale all’ultimo sangue finchè Big Gorge mette ko il terribile Lyle.

Ma Foreman non è più lo stesso, certo rimette ko Joe Frazier, poi alcuni comprimari come Ledoux e arriva la fine della carriera: il 17 marzo 1977 affronta il velocissimo tecnico Jimmy Young dal pugno non pesante, Foreman va anche al tappeto al 12 round e perde ai punti. Fine carriera pugilistica e inizia la carriera da uomo di fede dopo una esperienza di premorte, ordinato ministro di culto di una chiesa di Houston, in Texas, e apre un centro di assistenza a giovani problematici che porta il suo nome, il "George Foreman Youth Center".

Per i successivi dieci anni si dedicò solo alla sua numerosa famiglia, ai suoi parrocchiani, allo studio del Vangelo e alla predicazione. Poi mancano i soldi per il centro di assistenza e il vecchio George nell’incredulità di tutti ritorna sul ring. La potenza c’è ancora, ma lui ormai è senza capelli e non è il muscoloso colosso di una volta. Inizia con avversari modesti, poi sempre più validi tra cui il nostro campione italiano Guido Trane che lo affronta con coraggio, prima di essere battuto alla quinta. Batte pugili sempre più validi e riesce a combattere nel contro Evander Holyfield per il mondiale Wba, Wbc, Ibf: perde ai punti, nel 1993 per il mondiale WBO contro l’emergente Tommy Morrison e perde ai punti con onore, ma arriva il miracolo: 5 novembre 1994 sul ring del Grand Garden Arena, Las Vegas per il titolo Wba e Ibf dei massimi affronta l’imbattuto Michael Moorer di 27 anni che lo domina per tutto l’incontro ma  al 10 round il destro divino del reverendo Foreman lo mette ko. Big George ha 45 anni e diventa il più anziano pugile a vincere il mondiale dei massimi a venti anni da Kinshasa.

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Il reverendo Foreman disputò il suo ultimo incontro il 22 novembre 1997 ad Atlantic City all'età di 48 anni e 10 mesi, in un match non valido per nessun titolo contro Shannon Briggs(FOTO). Un colosso di 193 cm e 119 kg, dal pugno alla dinamite. In carriera 53 ko su sessanta vittorie e detiene il record mondiale per vittorie per ko alla prima ripresa: ben 37. Big George fu sconfitto ai punti per decisione non unanime: i giudici Larry Layton 117-113 | Calvin Claxton 116-112 per Briggs mentre Steve Weisfeld diede un pari con 114-114. Ci furono proteste sia del pubblico che degli esperti, perché avevano visto la vittoria dell’anziano campione. Foreman prese una borsa di 5 milioni di dollari, si ritirò e iniziò una da imprenditore, promuovendo un utensile da cucina: the George Foreman Grill. Inventato da Michael Boehm e Robert Johnson,.

foto: Getty Images

La griglia ha venduto oltre 100 milioni di unità in tutto il mondo dal 1995. Secondo l'accordo originale, Foreman aveva diritto a circa il 40% degli utili delle griglie. Al culmine del suo successo, ha ricevuto 4,5 milioni di dollari al mese in pagamenti. Nel 1999, Salton Inc., il produttore del grill, ha acquistato i diritti per usare il suo nome e vendere abilità in perpetuo per 127,5 milioni di dolari in contanti e $ 10 milioni in stock.

Alcune curiosità: si parlò di un incontro contro Mike Tyson al quale l’esperto giornalista Dario Torromeo ha dedicato un libro: “Il Match Fantasma” . Sarebbe stato un incontro tra il più giovane pugile ad aver vinto il titolo dei massimi e quello più anziano, oltre che due miti viventi della boxe.

Tutti e cinque i figli di Foreman sono chiamati George: George Jr., George III, George IV, George V e George VI. I suoi quattro figli minori si distinguono l'un l'altro dai soprannomi Monk, Big Wheel, Red e Little Joey.

George Foreman III è anche un pugile professionista.

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