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Si riconferma campione Magnesi dopo un grande match contro Carafa a Cave

RISULTATI DA CAVE, ORGANIZZAZIONE ROSANNA CONTI CAVINI. IN UN MAGNIFICO

MATCH PER IL TITOLO ITALIANO DEI SUPERPIUMA MICHAEL MAGNESI MANTIENE IL

TITOLO ITALIANO DEI SUPERPIUMA BATTENDO UN OTTIMO GIUSEPPE CARAFA

 Carafa vs Magnesi weight

 

Gran serata a Cave targata Rosanna Conti Cavini, spettacolo importante e match interessanti e un Michael Magnesi ( foto a dx) che si conferma essere sicuramente uno dei prospetti maggiormente idonei a fare cose importanti per la boxe italiana. Un match per il titolo italiano che nobilita ancora una volta, e se ancora ce ne fosse stato bisogno, la cintura tricolore nell'ambito del nostro pugilato.

Magnesi subito all'attacco e Carafa a replicare dalla lunga distanza, e immediatamente un gran gancio destro del campione in carica, che incalana tutta la prima ripresa dalla parte del pugile di casa. Magnesi aumenta il ritmo, attacca e colpisce, Carafa cerca di far passare la bufera con ordine e buon movimento di gambe, ma la furia del campione sembra senza sosta, tanto che come inizia il terzo minuto del tempo un diretto destro preciso e potente di Magnesi manda giù lo sfidante, contato ma poi bravo a resistere fino al gong con gran cuore. Il pugliese pare aver recuperato, attacca nella terza ripresa anche a costo di concedere la corta distanza a Magnesi, e ne escono tre minuti spettacolari e a ritmo altissimo, per una ripresa di difficile assegnazione. Carafa inizia coraggiosamente all'attacco anche il quarto round, Magnesi controlla e cerca di portare i colpi intensificando il movimento di busto, ma non sempre riesce ad andare a segno. Se Magnesi rallenta, Carafa può portare qualche colpo da lontano anche piuttosto preciso. Ritmi altissimi anche nella quinta ripresa, Carafa cerca di doppiare i colpi anche con buoni risultati, Magnesi attacca senza sosta e trova alcuni colpi velenosi che possono farsi sentire e fiaccare la resistenza del pugliese. La scelta del laziale è quella di aumentare la consistenza dei colpi per poter chiudere prima del limite. Secondo l'arbitro Paolucci verso la fine Carafa eccede nelle trattenute e si becca un richiamo ufficiale, nella sesta ripresa i due devono rifiatare e il ritmo è più basso e la contesa maggiormente equilibrata. Nel settimo round Magnesi accelera ancora, stavolta è di nuovo veloce e preciso, Carafa può agire solo di rimessa e senza risultati particolarmente apprezzabili, anzi negli ultimi secondi un sinistro-destro perfetto del campione lo mette in difficoltà. Il numero di colpi a segno, soprattutto di Magnesi, è davvero impressionante, Carafa non sta a guardare ma è difficile venire a capo del ritmo infernale dell'avversario. L'unica soluzione per Carafa è attaccare e lo sfidante lo fa con grandissimo coraggio, Magnesi deve incassare stretto alle corde per un'ottava ripresa ancora sopra le righe. Dopo una nona ripresa interlocutoria controllata comunque da Magnesi con un paio di destri importanti, nell'ultima lo sfidante dovrebbe dare tutto perché verosimilmente indietro ai punti. A tenere il centro ring è invece ancora Magnesi, la stanchezza pare farla da padrona e Carafa sembra che non ne abbia davvero più se non altro per cercare la strada del ko. Magnesi è ormai in pieno controllo, attacca ancora ma non esagera. L'ultimo gong vede terminare un match senza dubbio straordinario per una rara spettacolarità. Ai punti (99-90, 98-91, 99-91) la vittoria è per Micheal Magnesi (adesso 13-0, 5ko), ma Carafa (adesso 10-3-1, 2ko) esce tutt'altro che ridimensionato e potrà senz'altro avere presto altre chance tricolori, visto che il ragazzo di Rosanna Conti Cavini sarà chiamato prestissimo a competere per il titolo di categoria dell'Unione Europea contro il britannico Anthony Cacace.

Nel nutrito sottoclou, composto da soli atleti italiani, sei round di sgambata a buon ritmo per l'abruzzese Stefano Castellucci (adesso 31-7, 11ko) che non ha forzato se non a sprazzi contro un visibilmente ingrassato Luigi Mantegna (adesso 2-73-2, 1ko), da sempre collaudatore per tutte le stagioni e per tutte le categorie di peso, dai piuma ai superwelter, l'altezza del match di stasera. Riprese che si sono susseguite a buon ritmo, da segnalare un gancio sinistro dell'abruzzese alla quarta, rari tentativi generosi del laziale come alla fine della quinta, e che hanno mostrato un buon Castellucci, molto diverso, in positivo, da quello veramente fiacco di Grosseto dello scorso 30 giugno. Per il pugile gestito di concerto da Rosanna Conti Cavini e Armando De Clemente un buon viatico in vista del titolo italiano contro Lezzi. Quindi era l'ora di due match valevoli per il Trofeo delle Cinture Fpi-Wbc, una manifestazione certamente interessante che ha il merito di mettere uno contro l'altro pugili italiani emergenti o meno che possono così avere anche una certa visibilità. Per primo il quarto di finale dei pesi piuma tra il siciliano Vincenzo Eroe e l'imbattuto livornese Jonathan Sannino, seguito all'angolo da Lenny Bottai. Buon ritmo tenuto da Sannino, che ha controllato senza fatica un Eroe abbastanza statico. Eroe che viene contato nella seconda ripresa su un gancio destro del toscano, ma che resiste ai tentativi di Sannino di chiudere. Nella terza ripresa Sonnino si limitava a controllare un avversario ormai ammorbidito e incapace di reagire all'andamento del match, tanto che in quella successiva il siciliano era ancora contato dopo una semplice sfuriata a due mani di Sannino. Eroe riprendeva, ma i pugni del livornese erano ormai precisi al volto e al successivo atterramento l'arbitro propendeva per il ko tecnico. Il record di Vincenzo Eroe, ancora digiuno di vittorie, è adesso (0-2-2) mentre era alla prima conclusione del limite  a favore Jonathan Sannino, ora 9-0-1, 1ko.

Sulla carta molto interessante la semifinale dei pesi massimi per un derby tutto laziale tra l'altissimo Ivan D'Adamo (2-1-1, 2ko) e il molto pù basso e raccolto Andrea Pesce (5-5-3, 1ko), quest'ultimo addirittura diventato professionista come peso welter, con insomma una trentina di chili in più rispetto a quei tempi. Pesce cercava insistentemente la corta distanza, D'Adamo rispondeva con una boxe lineare portata da lontano. Nella seconda ripresa si combatteva a buoni ritmi, Pesce ci provava in tutti i modi, l'avversario doveve fare movimento per evitarne le sfuriate. Insomma D'Adamo lavorava di jab sinistro e per il pur generoso Pesce gli spazi erano davvero pochi e troppo isolati. Nella quinta ripresa l'epilogo del match: D'Adamo (adesso 3-1-1, 3ko) alzava il ritmo e Pesce (adesso 5-6-3, 1ko) andava in evidente difficoltà, tanto che era il suo angolo a intervenire, con chiusura per abbandono.

Andrea Bacci

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