Nel grande "caravan serraglio" dei social network americani si legge persino che a Capodanno Adrien Broner si esibirà in un night club (non si sa però dove), in una serata a pagamento. Non diamo nessuna importanza alla notizia perchè siamo convinti che il bravo allenatore di "The Problem", Kevin Cunningham,impedirà tale pazzia a soli 20 giorni dal match con Manny Pacquiao.
Cunningham butta anche acqua sul fuoco sull'arresto di Broner, che ha trovato ampio spazio sui media americani:
"Non ero a coniscenza dell'arresto che si è verificato due giorni prima di Natale. Ovviamente, c'era un mandato e niente altro di importante. E' stato fermato ad un controllo e portato in guardina, ma con l'arrivo del suo avvocato tutto si è risolto in poche ore, mentre è vero che è stata pagata una cauzione. Non ha mai perso un solo allenamento e nessuno ha notato nulla in palestra.Questo "campus", per lui, è stato diverso, forse il migliore di tutta la carriera, ma c'è dell'altro. Vedo nei suoi occhi una luce particolare: la determinazione. Non direi che ci stiamo allenando per il ko, ma non sorprendetevi se succederà. Non metterei mai pressione al mio pugile per andare a cercare il ko. Invece abbiamo un piano: il nostro obiettivo è quello di vincere round per round. Le persone parlano di quanto è impegnativa la boxe di Manny, ma non siamo lì a studiare come evitare il pugno di Manny. Il problema non é nella quantità di colpi che porta Pacquiao, ma di preparare le risposte. il tempismo, come anticipare e colpire l'avversario per primo. Manny lancia molti colpi, ma alcuni sono spericolati e noi vogliamo fargli pagare questa spericolatezza. Molti dimenticano anche che Manny è un senatore. Il 19 gennaio costringeremo un 40enne a fare il suo vero mestiere, cioè il senatore del suo Paese".




