
Domani, all'MGM di Las Vegas, occhi puntati ovviamente su Pacquiao-Broner e Badou Jack-Marcus Browne, ma pure sul match valevole per il vacante titolo Wbc dei gallo tra il 32enne francese di Romaineville, l'imbattuto Nordine Oubaali (14-0-0; 11 ko) e il 31enne statunitense di Cincinnati, Rau’shee Warren (16-2-0; 4 ko), già iridato Wba e Ibf. Un rappresentante della vecchia Europa, quindi, a confermare che al di qua dell'Atlantico il pugilato transalpino ha nuovamente buone carte da giocarsi dopo anni di appanamento, con vari suoi rappresentanti nelle alte vette di molte categorie.
Probabilmente Oubaali parte persino da favorito e molti sono coloro che ritengono possa sgretolare, con i propri pesantissimi colpi, le difese di Warren, un tecnico di notevole talento. In effetti, non é questa la prima occasione in cui i due si troveranno di fronte; é già accaduto alle Olimpiadi di Londra 2012, quando il ragazzo francese ebbe la meglio per 19-18 negli Ottavi. Un successo al fotofinish che, già allora, evidenziava l'equilibrio tra i due pugili. Chiaro che stavolta chi uscirà dal ring vincitore avrà le porte spalancate su avversari e borse di altissimo livello, soprattutto se offrirà spettacolo nella città del gioco d'azzardo.
Nordine Oubaali si trova negli Stati Uniti dagli ultimi giorni dello scorso Dicembre, insieme al fratello Ali, che é il suo allenatore principale, e al collaboratore Joseph Germain; va sottolineato che gli é costantemente accanto anche il grande Roy Jones, quale prezioso consigliere.
Oubaali è molto sereno ed ottimista e ha dichiarato: "Sono al massimo della forma, ma sono sicuro di avere ancora margini di miglioramento. Ho già sconfitto Warren, però ormai é una cosa passata e dilettantismo e professionismo sono sport diversi. Non so come sia adesso. Allora ero nettamente in vantaggio ma i punteggi dicevano il contrario e allora ho dovuto faticare tanto per conquistare la vittoria. Warren é veloce, ha riflessi pronti e si muove bene, ma quando il match si fa duro non riesce più ad imporre la propria boxe...Mio fratello Ali la pensa come me!".
Il transalpino potrebbe quindi riportare a casa la medesima cintura che fu dell'algerino di Francia Alphonse Halimi, il quale sessantadue anni fa la tolse a Parigi al nostro indimenticabile guerriero aretino Mario D'Agata, al termine di una "strano" combattimento rimasto nella storia per una prolungata sospensione. Se ci riuscirà, porterebbe ad un lietissimo fine la bella favola personale e del fratello Ali, a sua volta ottimo pugile sino a non molti anni orsono e adesso suo maestro.
"Siamo come il pilota e il navigatore e formiamo una squadra affiatatissima", ha detto Oubaali, avvicinatosi al pugilato a otto anni (!) proprio su sollecitazione fratello, il quale ne aveva allora dieci di più ed era già un quotato dilettante.
Entrambi conoscono quindi bene le strade impervie della boxe, avendole percorse personalmente; sanno quanto sia difficile vincere a livelli mondiali e come ogni combattimento sia sempre aperto, sino a quando non suona l'ultimo gong. Oubaali-Warren: 1-X-2 e la certezza di una sfida vera, vibrante e che nulla ha da invidiare a quelle dei pesi più "grossi".



